Il nascondiglio

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Il nascondiglio

Una donna appena uscita da un centro psichiatrico cerca di ricostruirsi una vita e di aprire un ristorante italiano. Il luogo perfetto in cui avviare l'attività è Snakes Hall, cupo edificio dei primi del '900 e un tempo gerotrofio, che nasconde un terribile segreto. La voce gracchiante di una donna anziana ed altre misteriose manifestazioni notturne condurranno la donna ad indagare sull'oscuro passato della casa e a dubitare, prima di tutto, della propria salute mentale.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Il nascondiglio
Attori principali: Laura MoranteLaura MoranteRita TushinghamRita TushinghamfemminaBurt YoungTreat WilliamsTreat WilliamsYvonne SciòYvonne SciòGiovanni Lombardo Radice, Sydne Rome, Angela Goodwin, Peter Soderberg, Angela Pagano, Clive Riche, Massimo Sarchielli, Francesco Carnelutti, Venantino Venantini, Marin Jo Finerty, Chiara Tortorella, Robert Madison, Tom Rottger-Morgan, Robert Dawson, Marina Ninchi, Massimo Cagnina, Giorgio Caputo, Carlotta Moricci, Matteo Mancini, Paola Lavini, John Karlsen, Patrizia Guarnieri, Stefano Guadagnoli, Ludovico Dello Joio, Marzia Ciacci, Cesare Cremonini
Regia: Pupi AvatiPupi Avati
Sceneggiatura/Autore: Pupi Avati
Colonna sonora: Riz Ortolani
Produttore: Antonio Avati
Produzione: Italia, Usa
Genere: Thriller, Horror
Durata: 100 minuti

Si poteva fare di più / 24 Giugno 2017 in Il nascondiglio

Pupi Avati ritorna all’horror thriller e lo fa in modo poco convincente. Il film non è orrendo, anzi dal punto di vista visivo è buonissimo, molto ben realizzato(notevole per esempio l’atmosfera gotica che si respira a ogni fotogramma, inquietante il vecchio monastero protagonista della storia, ottima la messa in scena che ricorda le pellicole degli anni’70), peccato però che si perda in una marea di dialoghi inutili, situazioni noiose, lente e ripetitive e in personaggi che francamente ho trovato inutili. I momenti di tensione sono davvero pochi, così come di livello molto basso è l’accompagnamento sonoro.
Avati ha fatto per me tre sbagli: il primo quello di non approfondire le cause della malattia della protagonista, il secondo di non essere riuscito a infondere nello spettatore un dubbio se si tratti di avvenimenti realmente accaduti oppure di un’allucinazione prodotta dalla mente della donna e il terzo di aver scelto come protagonista una pessima e irritante attrice come Laura Morante(per me una delle peggiori attrici che il panorama italiano ha da offrire).
Un film che poteva dare nuova linfa al genere e invece si lascia soltanto guardare senza coinvolgimenti vari. Un vero peccato.

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23 Novembre 2016 in Il nascondiglio

Nonostante l’ambientazione americana, gli elementi dei precedenti gotici del regista ci sono tutti: la protagonista che inizia una ricerca suo malgrado su avvenimenti del passato, una comunità locale ostile e omertosa, una casa che nasconde in se misteri sepolti, una serie di morti misteriose e lo svelamento finale. In più compaiono tutti quei topoi classici da casa infestata, come strani rumori, palle che rotolano e sussurri attraverso i muri.
Opera non particolarmente riuscita, uscì nel 2007, anno in cui anche Dario Argento tornò all’horror con il tanto agognato capitolo conclusivo della trilogia delle Tre Madri (intitolato appunto “La terza madre”, gli altri furono “Suspiria” e “Inferno”), al cui confronto comunque quella di Avati, pur non eccelsa, appare come un capolavoro.

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Peccato / 29 Novembre 2015 in Il nascondiglio

IL film è, tecnicamente, fatto bene. La storia, all’inizio è in teressante e non mancano i momenti di paura…ma tutti questi elementi positivi vengono meno nel finale quando il film diventa banale, prevedibili e a tratti comico

28 Febbraio 2011 in Il nascondiglio

Di questo film, ho letto prima l’omonimo libro, scritto sempre da Pupi Avati. E’ liberamente ispirato ad una storia vera, una storia di cui Avati era venuto a conoscenza quando fece un sopralluogo in un edificio per le riprese di Bix (film biografico sulla vita del leggendario cornettista Leon Beiderbecke). Gli raccontarono di una donna di origine italiana che aveva tentato di aprire un ristorante proprio in quel luogo ma era scappata per ragioni che nemmeno lei aveva saputo spiegare.
Avati ne era rimasto affascinato, talmente tanto che decise di scrivere a quella donna più e più volte fino ad ottenere una lettera dal tono infastidito e riluttante, lettera che ha indotto il regista ancor di più a farne prima un libro ed in seguito questo film.
Ho letto il libro nello stesso tempo che ci ho messo a vedere il film, una storia molto avvincente.
Il film è girato “dal vivo”, nel senso che eventuali intrusioni dall’esterno venivano accettate come parte del film stesso, e forse questo può dare il senso di poco curato.
E’ per me un omaggio ai vecchi film dell’orrore degli anni 70, coi suoi luoghi comuni, ma c’è qualcosa che non mi convince, sarà la Morante, che nonostante sia brava, continuo semrpe a vederla in parti di donna nervosa o fallita, sarà che forse conoscevo già la storia, m’è sembrato un pò confusionario.
Nonostante questo ne consiglio comunque la visione, perchè al pari con gli horror americani di oggi è un film che ha il suo perchè. E il finale rimane comunque migliore di molti altri.

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