Recensione su Anatomia di un rapimento

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Una perla rara di Kurosawa / 7 settembre 2017 in Anatomia di un rapimento

Akira Kurosawa non è rimasto sicuramente celebre come regista noir, e più in generale il cinema del Sol Levante è apprezzato per film di tanti generi diversi, ma non è che si parli molto di noir giapponesi.

Beh, a a parte questa peculiarità, devo dire che mi ha davvero entusiasmato per la maestria registica nel condurre un film che appare nettamente articolato in due parti, ben distinte ma non certo disconnesse, con personaggi ben delineati, e la giusta atmosfera di mistero che un buon noir sa condurre nello spettatore fino alla fine.

Non rovino la visione a nessuno se dico che c’è una scena davvero forte emotivamente, che ci porta in un covo di eroinomani in cui respira un’aria spettrale come di fatto sono ridotti a spettri di persone i suoi occupanti.

Infine, non mancano elementi di denuncia sociale, dalle politiche del marketing e di leadership e il ruolo dell’opinione pubblica, che di fatto arricchiscono ulteriormente quello che è sicuramente uno dei thriller/noir/polizieschi più belli e completi di sempre.

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