Recensione su Il diritto di contare

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La pelle non conta / 28 Gennaio 2018 in Il diritto di contare

Ottimo film sulla storia di tre donne afroamericane che, negli anni della segregazione razziale, si fanno strada nella Nasa.
Katherine (Taraji P. Henson) è una brillante matematica ed insieme alle colleghe Dorothy (Octavia Spencer), supervisore non riconosciuto, e Mary Jackson (Janelle Monae), aspirante ingegnere, lavorano alla Nasa.
Siamo nel 1961, epoca razzista e un po’ bigotta; loro sono tre afroamericane intelligenti e ambiziose e dovranno lottare contro i pregiudizi (anche o soprattutto in un’azienda come la Nasa) dei colleghi.
Splendido film che fa storcere il naso sui soprusi a cui era sottoposta la gente di colore; bagni separati, fontanelle dell’acqua distinte e molto altre limitazioni per gli afroamericani. In più c’è la corsa per mandare il primo uomo nello spazio tra Usa e Russia a fare da sfondo (ma non troppo) alla storia.
Katherine, con la sua grande mente matematica, darà un grosso contributo alla squadra addetta al primo volo spaziale capitanata da Al Harrison (Kevin Costner); dovrà lottare con l’ingegnere capo Paul Stafford (Jim Parsons) che non la rispetta per niente. Invece Mary Jackson dovrà lottare per conquistare il diritto di diventare il primo ingegnere afro-americano; con l’arrivo del calcolatore IBM 7090 sembra che per le matematiche di colore (che hanno un reparto a sè nella Nasa) non ci sia più spazio ma Dorothy la vede lunga e inizierà a studiare il linguaggio di programmazione Fortran che servirà per programmare il calcolatore e lo insegnerà alle sue collaboratrici per non farle restare disoccupate.
Film intenso, interessante che fa emozionare con la lotta contro i pregiudizi razziali ma anche con i passi avanti per spedire il primo uomo nello spazio.
Nel resto del cast da citare Kirsten Dunst nei panni dell’acida Vivian Mitchell, supervisore del gruppo di colore.

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