Recensione su Guerre Stellari II - L'attacco dei cloni

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8 aprile 2015

Nonostante questo Episodio II (il quinto in ordine di uscita nelle sale) si dilunghi in una continua serie di citazioni (a partire dalla scena iniziale dell’inseguimento, che richiama palesemente Blade Runner, ma anche Il Quinto Elemento), L’attacco dei cloni è comunque un film che lascia il segno, soprattutto perché regala (in particolar modo nel caotico finale) alcune perle che non possono lasciare indifferenti gli appassionati della saga: mi riferisco allo scontro epico tra i droni di Dooku e i Cavalieri Jedi al gran completo (che ne usciranno decimati), ma anche l’inattesa entrata in azione (finalmente!) del Maestro Yoda.
Una scena, quest’ultima, su cui Lucas si è giocato il tutto e per tutto: il rischio di un esito farsesco, come egli stesso ha confessato, era enorme, ed invece il risultato finale è stato straordinario e memorabile.
Rispetto al primo episodio, gli effetti speciali sono in crescendo, sia come risultato, sia come percentuale di utilizzo complessivo (le scene in computer graphics rappresentano ormai la quasi totalità di quelle in cui sono utilizzati effetti speciali).
Tra le (poche) ambientazioni “reali”, spiccano quelle lacustri girate in Italia (lago di Como), dopo che nel primo episodio era stata utilizzata la location della Reggia di Caserta (riproposta per qualche istante anche in questo Episodio II).
Hayden Christensen fa il suo ingresso nella serie nel ruolo dell’ormai cresciuto Anakin Skywalker (che inizia a mostrare le prime devianze comportamentali), in modo tutto sommato convincente, anche nelle scene più romantiche con la senatrice Amidala.
Grande padronanza del ruolo, invece, da parte di Ewan McGregor, che completa la transizione da Padawan a Maestro, sia nell’aspetto, sia nella recitazione, pur mantenendo la pacatezza caratteriale che aveva già messo in scena nel primo episodio.
Per quanto riguarda i personaggi “minori”, viene (finalmente) ridimensionato il gungan Jar-Jar, mentre entra in scena (ancorché in modo effimero) il cacciatore di taglie Jango Fett, soprattutto nella sua qualità di padre di Boba, uno dei character più suggestivi della Old Trilogy nonché tra i più amati dagli appassionati della saga.
Il Conte Dooku del compianto Cristopher Lee viene spesso digitalizzato, anche a causa dell’età dell’attore (che allora aveva quasi ottant’anni).
Si tratta di una sceneggiatura inevitabilmente complessa, forse priva di un certo spessore, ma che introduce momenti fondamentali nell’economia narrativa della saga (in particolare, la guerra dei cloni, che darà origine ad uno spin-off di animazione). Il risultato complessivo, in ogni caso, è ancora una volta più che soddisfacente.

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