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Recensione su Coraggio... fatti ammazzare

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Dio perdona, Callaghan NO ! / 25 febbraio 2013 in Coraggio... fatti ammazzare

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In un’era dove la Giustizia è impotente, dove ci sono continui rinvii per i processi, i criminali la fanno franca, gli avvocati vengono chiamati e fanno uscire i colpevoli dopo un solo giorno, un uomo si pone sopra tutto e tutti: Callaghan. Non ho visto la saga Dirty Harry e vi dico subito che se questo capitolo l’ho trovato semplicemente una sborrata, non posso immaginare come possano essere gli altri partendo dal fatto che da come mi dite voi fan, da questo capitolo la saga perde grinta.
PERDE LA GRINTA ? E GLI ATRI COME SONO ? Ragazze e ragazzi, alla battuta di Clint: <> sono rimasto a bocca aperta e l’ho ascoltata per tre volte.
TRE VOLTE.
Ora qualcuno se ne uscirà dicendo “Don, Clint è un fascista e blablabla”. Pensate un momento quello che direbbe Callaghan sentendo queste parole poiché al massimo il Signor Eastwood è un Repubblicano, forse un po’ incline alla giustizia spiccia ma sempre un Repubblicano. Forse le parole potrebbero essere queste: “Hippies, uscite fuori dal mio giardino”. Ragazzi, da qua a fascismo troppa acqua sotto i ponti ha da scorre. E’ innegabile, Harry è un poliziotto che vorrebbe ordine nella sua città ma in meno di venti minuti capiamo che il nostro eroe vive in una città poco ordinata, poco disciplinata. Una rapina in una caffetteria (frase citata sopra, si quella delle tre volte xD), omicidi seriali, inseguimenti, battute ad effetto ma soprattutto un personaggio forte, maturo, pragmatico, abile con le armi e con le parole. Molto meno con le mani, piccola chicca del film che è un poliziesco tendente all’action è che il protagonista ce le prende. Non è che accada così spesso vedere nei film d’azione un protagonista cazzuto prendercele a destra e manca. In ogni caso, tornando alla trama, la sua storia si intreccia con quella di una ragazza. Sia lei che la sorella furono stuprate nei pressi di un Luna-Park da dei giovani di buona famiglia. La domanda che si fa Callaghan, il sottoscritto e la ragazza in questione è la seguente: “Dove erano le leggi e i diritti quando nessuno dei baldi giovini fu incriminato ? Dove era la giustizia ? Tra l’altro la sorella rimarrà scossa a tal punto da non riprendersi più.
La nostra dark lady scoverà uno ad uno i singoli carnefici, molti dei quali si giustificheranno dicendo che eran giovani, ubriachi… beati i cazzi vostri.
Bella anzi bellissima una delle scene finale che ricorda vagamente lo stile Leoniano alla spaghi-western con un Clint alla regia che forse e dico forse si è ispirato al Sergione nazionale.

LE ARMI NON UCCIDONO, CALLAGHAN SI !

Note del Don: effettivamente avrei accorciato la durata, molte scene sono inutili e fan perdere il ritmo del film. A mio avviso una buona resa poteva essere di 80-90 minuti ma non sono un regista e sono pure l’ultimo arrivato, quindi sto zitto e faccio pippa.
DonMax

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