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Carrie - Lo sguardo di Satana

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Primo film tratto da un libro di Stephen King / 10 Aprile 2017 in Carrie - Lo sguardo di Satana

A Brian De Palma il privilegio di proporre la prima trasposizione cinematografica di un’opera di Stephen King.
Il risultato è altalenante, laddove il film mostra scene da film adolescenziale piuttosto ridondanti per poi sfociare in un’ultima mezz’ora in cui si scatena lo sfogo della giovane protagonista, vittima dell’ennesimo scherno che stavolta diviene tragedia.
Per quanto soltanto il finale iconico – con l’innocente Carrie ricoperta di sangue che semina il panico al ballo di fine corso – valga la pena di vedere il film, ciò non toglie che bisogna sorbirsi circa un’ora di pellicola in cui non accade molto, tranne sprazzi in cui viene mostrata la fragile personalità della protagonista che vuol soltanto vivere l’adolescenza e liberarsi della sua insicurezza, generata dal fanatismo religioso della madre che la costringe a vivere da puritana.
Purtroppo, per quanto queste scene di ordinaria vita scolastica si sovrappongono ai risvolti terrificanti, si perde la sensazione di non veder più un film horror. Una sensazione che, dato che si è intrapresa la visione proprio con tal pretesto , può lasciare insoddisfazione finché, finalmente, si giunge alla parte finale.

Brian De Palma propone un adattamento del libro di Stephen King piuttosto fedele, quantomeno nell’atmosfera scaturita dalle scene horror, tanto da soddisfare lo stesso scrittore – che seppe lamentarsi di Kubrick per il lavoro che svolse con Shining, non dimentichiamolo.
Sta di fatto che il regista tratta l’adolescenza con la stessa superficialità che fu canonica negli anni 70, senza proporre alcuno spunto interessante al riguardo, pur provandoci goffamente, laddove non gli fu richiesto.
Diviene comunque un classico del suo genere, tutt’oggi apprezzato dopo innumerevoli riedizioni, divenendo un cult per gli appassionati.
Il confronto con l’opera cartacea, al di là dell’apprezzamento manifestato da Stephen King, è comunque perso.

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4 Febbraio 2016 in Carrie - Lo sguardo di Satana

Bisogna riconoscere che è… datato (io c’ho la fissa con ‘sta cosa che i film sono datati). Sì, è così melensamente anni Settanta che la cosa risulta irritante. E anche la parte attoriale non mi appassiona; aggiungiamo che non sono un fanatico dell’horror, e questo mi fa dire 7/10. Personalmente penso che sarebbe da mostrare a scuola solo per far capire i pericoli del bullismo – sia mai che uno abbia Carrie in classe…
However. Oggettivamente parlando, bisogna riconoscere una grande cura per l’aspetto narrativo del film, per la fotografia (il ballo! Uh, il ballo! Fa girar la testa!) e per la colonna sonora; e un hurrà per la Spacek, che fa un botto paura – ma proprio fin dall’inizio, mica alla fine – e quindi la media si alza…
Insomma: sette di gusto personale, otto al nove valutandolo più oggettivamente, e arrotondiamo all’otto perché oggi siamo buoni.

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27 Novembre 2014 in Carrie - Lo sguardo di Satana

Uno dei film più terrificanti e angoscianti che abbia mai visto.
Carrie è la storia di un disagio, della triste condizione di solitudine di una ragazza cui il destino le ha affibbiato una madre fanatica sino alla pazzia, delle compagne che non fanno altro che deriderla e trova come unico sfogo dei poteri paranormali, inizialmente imprevisti e non controllati, grazie ai quali dapprima provoca esplosioni, come se la sua rabbia stesse scoppiando e si ripercuotesse sugli oggetti e che in seguito riesce a controllare e utilizzare per far fuori letteralmente tutti quelli che l’hanno maltrattata.
Difficile non rimanere coinvolti e colpiti da questo film…oltre a essere un film teso, è anche una storia che angoscia, mette in agitazione e soprattutto rattrista molto.
Difficile restare insensibili di fronte al modo in cui la protagonista viene trattata, tanto che viene spontaneo o quasi parteggiare per lei.
Divina la colonna sonora…Pino Donaggio è eccezionale, la sua musica è cupa, triste, malinconica e perfetta per accompagnare i diversi stati d’animo della protagonista, specialmente il più costante, ovvero quello di tristezza e delusione.
A ciò si aggiunge una fotografia eccezionale capacissima di rendere il distacco tra le ambientazioni più serene della scuola e degli esterni e quella claustrofobica della casa in cui Carrie vive.
Da non perdere il finale, agghiacciante e indimenticabile…

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7 Settembre 2014 in Carrie - Lo sguardo di Satana

Direi che la lunga lista delle trasposizioni cinematografiche dedicate alla letteratura di King può vantare un capostipite di eccezione, una pellicola a cura di Brian de Palma che ritengo possa essere considerata tra i migliori horror degli anni ’70.
Ottimo cast, ritmo ben gestito, colonna sonora particolare e un fantastico utilizzo della tensione.
Di fatto il regista gioca con lo spettatore, alternando sequenze dal forte impatto emotivo a sequenze palesemente comiche, e lo fa all’improvviso, spiazzando.
Sperimentalismo, adesione al romanzo (fatta eccezione per talune trovate a mio dire maggiormente adatte per il grande schermo) e una resa scenica perfetta.
Un classico.

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6 Gennaio 2014 in Carrie - Lo sguardo di Satana

Mi sono avvicinato a questo film con diffidenza, visto il mio (probabilmente ingiustificato) pregiudizio nei confronti degli horror e di Stephen King, e comunque senza aver letto il libro da cui è tratto il soggetto.
Ebbene, mi sono dovuto ricredere totalmente. Quello di De Palma è un capolavoro dell’horror, un crescendo di tensione che parte in sordina (scena iniziale a parte) e sale vorticosamente verso un’apoteosi di ansia e perdizione.
Un inizio degno di penthouse, con una carrellata peraltro tecnicamente interessante (la macchina da presa che si sposta da dietro gli armadietti durante la doccia delle collegiali) che sfocia nel dramma di Carrie.
Segue la quiete che (ancora una volta) precede la tempesta.
E poi un climax vertiginoso, magistralmente dosato da un regista a cui l’unico biasimo che posso muovere è quello di avermi fatto venire il mal di testa nella scena del ballo tra Carrie e Tommy.
Un finale sempre teso e infinito, davvero bellissimo.
De Palma attinge a piene mani dal repertorio hitchcockiano, Psyco e Gli uccelli soprattutto, con tanto di citazioni esplicite (il nome della scuola è Bates).
E bisogna dire che del Maestro si rivela degno erede.
Inutile dire che horror di questo calibro non ne fanno più da anni, se non da decenni.
Davvero una piacevole sorpresa.

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18 Novembre 2012 in Carrie - Lo sguardo di Satana

Mentre ho apprezzato moltissimo l’interpretazione di Sissy Spacek, quella di Piper Laurie non mi è piaciuta granché (benché sia stata candidata all’Oscar, per questo ruolo): stando al romanzo, immaginavo che la signora White fosse molto più isterica, per esempio. Ralph Supermaxieroe con i capelli biondi cotonati nun se pò tollerà e John Travolta e la sua fossetta erano troppo vicini (cronologicamente) a Danny Zuco per poter incarnare quel diavolaccio di Billy.

Cast a parte, il film non mi è dispiaciuto, ma ammetto che -cough cough- il “solito” confronto libro-film, in questo caso, vede vincitore il primo: De Palma ha creato buoni presupposti, senza approfondirli, senza dedicare -per esempio- alcuno spazio ad una buona analisi dei personaggi, i quali – a conti fatti- si muovono sulla scena in maniera un po’ troppo indefinita.

Ad ogni modo, tornando alla buonissima prova della Spacek, i suoi occhi fuori dalle orbite ad un passo dalla catastrofe sono una di quelle cose che si scorda con difficoltà.

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20 Ottobre 2012 in Carrie - Lo sguardo di Satana

Nonostante alcune differenze rispetto al libro ( di cui consiglio la lettura, non a caso è uno dei miei preferiti di King ) è davvero valido.
Sarà la bravura dell’attrice protagonista nonché la trama ovviamente, ma non mi stanco mai di rivederlo ogni volta che passa in tv.

7 Febbraio 2012 in Carrie - Lo sguardo di Satana

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La povera Carrie White è un’adolescente timida e insicura che conduce una vita da incubo:vittima di terribili scherzi e insulti da parte dei compagni di scuola e vessata da una madre fanatica religiosa che considera peccato anche le cose più naturali,come il sesso o le mestruazioni:già detta così la sua vita fa spavento, figuriamoci a viverla…e il peggio deve ancora arrivare:quando a Carrie vengono le mestruazioni si manifesta in lei un potere telecinetico finora latente, che la ragazza esercita saltuariamente e che porterà la disastro…

Tratto dal racconto CARRIE(1975) di Stephen King, viene notoriamente classificato come film dell’orrore ( e lo stesso per il racconto da cui è tratto)nonostante sia invece più drammatico che horror, probabilmente per la fama del suo autore.Il film inoltre calca davvero su alcuni elementi soprannaturali,soprattutto sul potere di Carrie che,rimasto latente fino all’adolescenza,esplode con violenza terribile nella fase più delicata dello sviluppo(evidente l’analogia tra le mestruazioni,che la protagonista vive in modo drammatico,e il sangue con cui viene imbrattata nel finale e che dà l’avvio alla carneficina).
In realtà il film,secondo me, tratta principalmente,in modo realistico e davvero non esagerato(purtroppo!),il problema del bullismo nelle scuole(in America molto più accentuato che da noi)e di come i maltrattamenti subiti a scuola sotto forma di scherzi crudeli possa influire sulla vita di una persona, e infatti Carrie è diventata il simbolo di molte associazioni che in America si battono contro questo crudele fenomeno.
La poverina è vittima due volte:la prima di una madre pazza e fanatica religiosa che addirittura punisce la figlia perché le sono venute le mestruazioni, e che ha fatto di lei una ragazza paurosa dei suoi simili, che non l’hanno certo aiutata e anzi,nonostante le loro critiche l’hanno solo maltrattata e tenuta a distanza, usandola per il loro divertimento.
Solo una compagna capisce di aver sbagliato e tenta di aiutare Carrie a uscire dal suo guscio, ma ormai sembra proprio che il suo destino sia segnato,e d è questo un altro elemento che ho percepito forte in questo film:l’ineluttabilità di ciò che deve accadere, come se nonostante tutto per Carrie davvero non ci potesse essere un altro finale.
Il film presenta varie differenze rispetto al libro, le più importanti riguardano la professoressa che tenta di aiutare Carrie e il tragico finale.
Gli attori sono tutti molto incisivi:Sissy Spacek è una Carrie perfetta, non avrei pensato davvero a un’altra attrice per questo ruolo, ha saputo rendere bene le paure, le insicurezze e soprattutto la sofferenza e l’ingenuità del personaggio;l’attrice Piper Laurie interpreta con convinzione e altrettanto bene il ruolo della madre crudele e fanatica, mentre nel ruolo di uno dei “bulli”che maltrattano Carrie e che sarà la causa principale della tragedia troviamo un giovanissimo John Travolta pre LA FEBBRE DEL SABATO SERA.
Un film che consiglio davvero di vedere ,e fosse per me dovrebbero pure farlo vedere nelle scuole dato l’argomento trattato.
Nel 1977 il film ebbe due nomination all’Oscar per le migliori attrici, Piper Laurie(non protagonista)e Sissy Spacek(Protagonista

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