Recensione su Carrie - Lo sguardo di Satana

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Carrie-Lo sguardo di Satana / 20 Maggio 2020 in Carrie - Lo sguardo di Satana

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King, Carrie è uno dei primi capolavori di Brian De Palma. Il film è figlio della nuova hollywood: non esiste una distinzione netta tra buoni o cattivi, tutti sono accomunati dal Male. Non esiste redenzione per nessuno: Carrie, bullizzata a scuola e soggiogata psicologicamente alla madre, userà i suoi poteri per uccidere ed uccidersi. La madre tenta di trovare il Bene nel nome del Cristo, ma ne ha una visione totalmente distorta che la porta a violentare psicologicamente e fisicamente la figlia. Le compagna di scuola moriranno nell’incendio causato dai poteri di Carrie, e l’unica che si salverà(Sue, l’unica che ha mostrato compassione per Carrie) rimarrà eternamente traumatizzata dall’accaduto.
Interessante la regia di De Palma: un mix tra il favolistico(basti pensare alle sequenze del ballo, quasi da Grease), l’erotico(il continuo insistere sui corpi delle adolescenti) e l’horror puro(l’incendio finale). Spettacolare l’uso dello slow motion nei momenti clou del film: De Palma riesce a dilatare, ad eroticizzare una narrazione che rischierebbe altrimenti di risultare quasi banale(vedesi il remake del 2013 di Peirce).La sceneggiatura rimane invece quasi interamente fedele al racconto di King, facendo risultare il film forse il più fedele(anche se non il più bello) degli adattamenti del Re del Terrore. Un film rabbioso, sicuramente non superficiale e pieno di suspence: tutti gli ingredienti che caratterizzeranno anche il cinema successivo del cineasta italo americano.

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