Cape Fear - Il promontorio della paura

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Cape Fear - Il promontorio della paura

Max Cady, uscito di prigione dopo 14 anni di condanna per stupro e percosse ai danni di una ragazza, ha in mente solo la vendetta. Il bersaglio del suo risentimento è il suo ex avvocato Sam Bowden, il quale durante il processo scelse arbitrariamente di occultare dei documenti fondamentali per la difesa di Cady in quanto convinto della pericolosità dell'uomo. A pagare per le scelte dell'avvocato sarà la sua famiglia, trascinata in una terrificante spirale di paura e violenza. Remake del film Il promontorio della paura del 1962, entrambi tratti dal romanzo The executioners (1958) di John D. MacDonald.
scimmiadigiada ha scritto questa trama

Titolo Originale: Cape Fear
Attori principali: Robert De NiroNick NolteJessica LangeJuliette LewisJoe Don BakerRobert Mitchum, Gregory Peck, Illeana Douglas, Fred Dalton Thompson, Zully Montero, Martin Balsam, Craig Henne, Edgar Allan Poe IV, Antoni Corone, Roger Pretto, Parris Buckner, Will Knickerbocker, C.C. Costigan, Domenica Cameron-Scorsese, Billy D. Lucas, Ken Collins, Linda Perri, Catherine Scorsese, Charles Scorsese, Ken Waters, Esther Rolle, Tamara Jones
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura/Autore: John D. MacDonald, Wesley Strick
Colonna sonora: Bernard Herrmann
Fotografia: Freddie Francis
Costumi: Rita Ryack
Produttore: Robert De Niro, Steven Spielberg, Kathleen Kennedy, Frank Marshall, Barbara De Fina
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 128 minuti

Non il miglior Scorsese / 25 Agosto 2019 in Cape Fear - Il promontorio della paura

Un film indubbiamente pregevole ma Scorsese ha fatto cose migliori, almeno per quanto mi riguarda.
Personalmente l’ho trovato abbastanza banale nella sceneggiatura, con un finale grottesco e che sa di visto e rivisto.
Anche la recitazione non è delle migliori, troppo sbiadita quella di Nick Nolte e di Jessica Lange, troppo caricata quella di Robert De Niro.
Ottime le musiche e la fotografia, ottimo il lavoro che Scorsese fa(il talento del grande regista si vede sempre, anche in un film commerciale) ma siamo lontani anni-luce dai vari “Casinò”, “Quei bravi ragazzi”, “Taxi Driver” e “Toro scatenato”.

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LO ADORO! / 16 Gennaio 2017 in Cape Fear - Il promontorio della paura

Tra i miei film preferiti: con questo film nel lontano 1994 (avevo 14 anni!) ho scoperto Scorsese, e mi sono innamorato del grande De Niro!
una pellicola che senza Bob sarebbe un semplice thriller, ma la sua interpretazione è davvero cattiva, sensuale, intimidatoria. E la buona regia di Scorsese rende questo film un remake decente.

La scena della perquisizione è l’apice… “non so se devo perquisirlo oppure leggerlo…” riferendosi ai tantissimi tatuaggi, o quando Cady afferma “Imparerai cosa vuol dire perdere…” Da brividi.
7.5

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Tensione by Scorsese / 21 Agosto 2016 in Cape Fear - Il promontorio della paura

Martin Scorsese dirige in modo piuttosto convincente e soprattutto ricco di tensione questo film, remake di un classico degli anni 60. Max Cady (De Niro) dopo 14 anni esce di carcere, ed è deciso a rendere un inferno la vita dell’avvocato che lui ritiene colpevole della sua condanna (Nolte). Inizierà una vera e propria tortura psicologica che porterà ad un tremendo scontro tra Cady e la famiglia dell’avvocato. Certamente è un buon film, che pone le sue fondamenta sul personaggio pazzesco interpretato da De NIro: Cady è psicopatico, violento, malvagio ma anche estremamente intelligente, un personaggio che veramente lascerà il segno forse più del film stesso, che è come detto molto convincente, ma forse non come altri capolavori di Scorsese (del resto, il confronto con quasi ognuno dei suoi film mica è facile). Comunque sia, è assolutamente da vedere, tensione sempre al massimo. E va segnalata anche la presenza, in ruoli minori, di due mostri sacri del cinema, che erano stati protagonisti dell’originale: Robert Mitchum e Gregory Peck, questo nella sua ultima apparizione in un film.

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21 Novembre 2013 in Cape Fear - Il promontorio della paura

Devo ammettere di preferire il remake all’originale del 1962. In primo luogo perchè preferisco la caratterizzazione dei personaggi di contorno ai due antagonisti principali, l’avvocato e l’ex galeotto: il detective privato è maggiormente presente (ancorchè gnucco, lo riconosco) e ostenta una sicumera data dall’esperieza che giovano al personaggio, soprattutto in virtù del fatto che è destinato a fare ben misera fine. Ma sono soprattutto la moglie e la figlia dell’avvocato ad avere maggiore risalto, dignità, carattere nel film di Scorsese. La famiglia dell’avvocato, soprattutto se vista nel rapporto a due che inevitabilmente si riflette sull’atteggiamento della figlia adolescente, è messa continuamente sotto un riflettore, pronto ad evidenziare le crepe (già presenti del resto prima dell’avvento della minaccia esterna) di questi perfetti rappresentanti dell’upper class americana: i coniugi hanno alle spalle litigi, tradimenti veri o presunti, fine delle illusioni, rancori mai sopiti. La minaccia del nemico esterno, Cady, lungi dall’allontanare questi sentimenti negativi, non fa che accrescere le tensioni e le rimostranze dei due, a maggior vantaggio della suspance. La figlia (un’ottima Juliette Lewis) è perfetta nello stare continuamente in bilico tra l’arroganza e la civetteria adolescenziale e l’atteggiamento infantile di chi non ha ancora smesso definitivamente di trastullarsi coi giochi da bambini: anche il suo modo di rapportarsi alle vicende degli adulti è goffo e carico di curiosità, il che ne fa il bersaglio perfetto dello psicopatico di turno. I due protagonisti maschili: grandiosi. Mi piace l’aspetto di Nick Nolte, sempre sull’orlo di una crisi di nervi e sempre impegnato a nascondere ai propri cari la sua totale mancanza di controllo della situazione. Trovo geniale la scelta di non farne un’eroe totalmente positivo (a differenza di Gregory Peck il quale, come sappiamo, ha sempre ragione nei secoli dei secoli amen). In questo remake le rimostranze di Max Cady nei confronti del suo ex difensore non sono totalmente prive di fondamento. L’avvocato, quattordici anni prima degli eventi, sceglie arbitrariamente che Cady sia meritevole di una condanna e decide di agevolarne l’incarcerazione nascondendo dei documenti basilari ai fini di un’equa difesa dell’imputato, in barba al sesto emendamento. Moralmente si trova ad avere ragione e torto contemporaneamente, di qui la mancanza di sicurezza, di controllo, di piglio nell’affrontare Max Cady. Quest’ultimo, da parte sua, è perfettamente psicopatico, tatuato, forte e quasi disumano nella sua perseveranza. Ecco, forse quest’ultimo aspetto rende migliore il Max Cady di Robert Mitchum della versione anni 60: nel primo film l’antagonista era un uomo, innegabimente, e nonostante la sua furbizia e pervicacia, restava un semplice uomo per tutto il film. Nel remake di Scorsese, invece, Robert De Niro, sebbene perfetto nella parte, sembra quasi assurgere al ruolo di demone degli inferi tanta è la sua cattiveria. Un po’ troppo, forse. Tecnicamente, infine, è azzeccata la scelta di mantenere la colonna sonora originale, così come le scelte di talune inquadrature d’effetto che, che ve le racconto a fare? Sono frutto del genio registico di Martin e dunque ottime, come sempre.

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25 Agosto 2013 in Cape Fear - Il promontorio della paura

Un De Niro subdolo e terrificante in un film che, senza la sua presenza, non sarebbe nulla d’eccezionale, ma grazie a lui diventa un puro concentrato di inquietudine e fiato sospeso. Nota dolente per Juliette Lewis, che sembra avere una sola identica espressione per tutta la gamma di emozioni esistenti.