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Recensione su Alice in Wonderland

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6 settembre 2014

Siete grandi estimatori di Tim Burton? Si? Allora vi consiglio vivamente di stare alla larga da questo film.
Io non lo apprezzo in modo particolare, sono legata affettivamente ai due Batman(in particolar modo il primo), mi è piaciuto “Il mistero di Sleepy Hollow”, ma soltanto uno mi ha colpita nel profondo, “Big Fish”.
“Alice in Wonderland” è invece un insulto al capolavoro letterario di Lewis Carrol(dopo mezz’ora ti viene voglia di alzarti e di andare a leggere, o rileggere, quel romanzo).
Tim Burton è senza alcun dubbio un genio, un maestro visionario e onirico, un’artista a tutto tondo, capace di trasformare tutto ciò che è bello in pura estasi, tutto ciò che è brutto in meraviglia, un uomo dotato di un’immaginazione fuori dal comune, ma questa volta ha miseramente fallito, il suo film è una sorta di fantasy mal riuscito e bislacco, una sorta di “Fantaghirò” e “Desideria e l’anello del drago” con tanto di maga buona e cattiva, draghi e spade incantate, una banale lotta tra il bene e il male che finisce, come c’era da aspettarselo, nel più ovvio dei modi.
Mettiamoci poi un caricaturale e fastidiosissimo Johnny Depp(francamente non ne posso più dell’ultimo Depp, divenuto ormai una macchietta di sé stesso), una Anne Hathaway improbabilmente candida e spaventosamente truccata, una Helena Bonham-Carter sempre bellissima nella sua bruttezza ma ormai ridotta a ombra del marito.
Di meraviglia qui c’è poco e niente, è tutto un susseguirsi di espressioni forzate, di battute che non fanno ridere, di squallidi balletti…forse starò esagerando, ma trovo che sia in assoluto il peggior film di Burton…dal genio del regista, dal cast e dalla bellezza del soggetto mi aspettavo decisamente di più.
Un insulto anche al delicato cortometraggio della Disney.

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