Recensione su 7 psicopatici

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9 marzo 2013

Diciamolo sin da subito, se la direzione di questo film fosse stata fatta da Quentin Tarantino, si sarebbe gridato al miracolo come al solito. Martin McDonagh fa quel che può con questa sceneggiatura e anche in questo caso si affida alla recitazione dell’ottimo Colin Farrell, così come fece per “In Bruges” (altra commedia noir da lui diretta e registrata nella bellissima città belga che visitai qualche giorno prima della visione del film :D). 7 pazzi assassini, 7 psicopatici violenti che si alternano in una trama scandita da sparatorie, sangue e risate amare (tante risate). Tutto a causa di un rapimento errato, un rapimento fatto alla persona sbagliata: lo Shi Tzu di un boss sparisce e si scatena l’inferno. Davvero un film carino, ma che avrebbe meritato una regia più audace. Tra tutte, epica la scena in cui Sam Rockwell spiega i motivi etimologici ed antropologici per cui Farrell (irlandese) è costretto per sua natura ad essere un alcolizzato (lol).

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