Recensione su Orange is the new black

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I 15 mesi di detenzione di Piper non finiscono mai. / 12 giugno 2017 in Orange is the new black

Orange is the new black è ispirata alla storia vera di Piper Kerman, ragazza perbene, che indiziata per riciclaggio di denaro e traffico di droga, giudicata colpevole deve scontare 15 mesi di detenzione.
OITNB è giunta alla quinta stagione e sembra che “Pipe” (Taylor Schilling) sia in carcere da anni. In realtà sono molte le detenute che devono scontare pene relativamente brevi, ma evidentemente nel carcere di Litchfield il tempo ha un suo scorrere.
Dopo una prima stagione totalmente incentrata sulla storia di Piper, già dalla seconda si delinea il vero obiettivo della serie, raccontare il vivere quotidiano in un istituto di pena (di minima sicurezza) attraverso le storie personali delle sue detenute e il loro interagire. Ecco quindi che il racconto del carcere Litchfield, diventa il racconto di una città con i “quartieri” suddivisi per etnia o per credo politico, e le storie raccontano di problemi personali, interpersonali e di relazione tra i vari gruppi etnici, in un insieme di ironia, franchezza, sensualità e crudezza.
Naturalmente ci sono stati alti e bassi (terza e quinta), ma la forza di questa serie, imho, resta l’elevato numero di personaggi sempre ben caratterizzati. Credo che il lavoro fatto dalle attrici sui personaggi sia veramente importante, Taylor Schilling (Piper Chapman), Kate Mulgrew (Reznikov, “Red”), Uzo Aduba (Suzanne, “Occhi pazzi”), Natasha Lyonne (Nichols, “Nicky”), Danielle Brooks (Jefferson, “Taystee”), Yael Stone (Lorna Morello), Taryn Manning (Doggett) e Lea DeLaria (“Big Boo”) solo per citarne qualcuna.
La quinta stagione esce un po’ dai soliti schemi, le “tribù” si coalizzano, i tutori dell’ordine vengono pesantemente ridicolizzati, non mancano riferimenti horror alquanto grotteschi. Alcuni episodi sono molto buoni, ma in generale la stagione è deludente ed onestamente non saprei come possano andare avanti per altre due!
Aspettando la prossima stagione, mi vedo costretto, con dispiacere, ad abbassare di un punto il voto generale.
Sesta stagione
Dopo una quinta stagione di transizione narrativa, la sesta rientra in carreggiata, ma porta con se molte novità.
Il nucleo originale di protagoniste si è molto ridotto e con l’ingresso di nuovi personaggi (nella nuova location), le trame cambiano, anche se i problemi, in fondo, sono sempre gli stessi.
Mi spiace aver perso molte delle protagoniste originali, e quelle rimaste sono molto meno centrali. Peccato, anche perchè la nuova trama principale, alquanto scialba, non mi ha preso particolarmente e con un finale che chiude alcune questioni aperte, ma naturalmente ne apre altre!
Resta comunque un buon prodotto corale, con un cast eccezionale, ma forse è ora di chiudere.

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