Recensione su Il Grande Mazinga

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Una delle serie robotiche con più pathos. / 8 Ottobre 2017 in Il Grande Mazinga

Serie straordinaria, cattivi migliori di sempre(dal Generlale Nero, poi sostituito dal resuscitato Dottor Hell-Maresciallo delle Tenebre e i suoi sette generali di Mikene, ognuno in rappresentanza di un regno animale, compreso quello umano, tutti con la mitica testa parlante incastonata nel petto e una finta sulle spalle finendo poi con l’inquietante ma affascinante Marchesa Yanus), battaglie che definirei epiche(c’è un tasso di azione e coinvolgimento elevato, superiore a qualsiasi altra serie robotica), un finale per me molto commovente(penso che nessun altro finale sia riuscito a farmi piangere così, forse solo “Zambot” e “Baldios”).
Due parole sul protagonista: sarò sincera, lo odiavo: borioso, antipatico, altezzoso, arrogante, il classico uomo dal cui mi tengo lontana mille miglia ma rivedendolo ho avuto modo di “studiarlo” e di rivalutarlo molto.
Tetsuya è il personaggio più complesso di Go Nagai, la sua è una psicologia dalle mille sfaccettaure, un pò disturbata se vogliamo. Diversamente da Actarus e da Koji/Alcor/Ryo è un personaggio a luci e ombre(un pò come Banjo) e questo mi piace, lo trovo più vero degli eroi positivi, perfetti e senza macchia.

Due parole sul duello con il Generale Nero: Se esistesse una scuola in animazione, penso che questo episodio meriterebbe di essere studiato e preso in analisi dai suoi studenti, un episodio che definire epico è poco, una battaglia all’ultimo sangue tra due dei personaggi più oscuri e interessanti della storia dell’animazione, tra citazioni varie e colpi di scena.
Meravigliosa la frase che il Generale Nero cita prima di morire: “”Io voglio soltanto un inno per un uomo valoroso, che mi aiuti a sopportare le torture dell’inferno”.

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