Recensione su Un giorno devi andare

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30 marzo 2013

La ricerca di Dio , ma soprattutto di se stessa , di una giovane donna che colpita nei propri affetti più cari abbandona il proprio agiato modello di vita per condividere quello della popolazione delle misere “favelas” brasiliane di Manaus in Amazonas .
Un film lento ed introspettivo , come si conviene ad una tematica del genere , dai dialoghi rarefatti e per la maggior parte in portoghese , che affida soprattutto ai silenzi ed alle bellissime immagini (la sequenza delle scie lasciate dalla barca lungo le calmissime acque del fiume è poesia pura) il compito di trasmettere le sottili emozioni che esso sa trasmettere.
Giorgio Diritti conferma la sua predilezione per un mondo “minore” fatto di ricchezze interiori, e lo fa con la delicatezza ma anche la convinzione già espresse nei suoi due precedenti e riuscitissimi lavori (Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà).
Molto intense Jasmine Trinca e Anne Alvaro rispettivamente nelle parti della figlia “che va” ad affrontare una nuova realtà e la madre che invece resta con la sua vita ed i dubbi di sempre.

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