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Tre colori - Film blu

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Tre colori - Film blu
Tre colori - Film blu

Dopo aver perduto in un incidente d'auto la figlia e il marito, compositore di successo, Julie (Binoche) tenta di ricominciare da zero sbarazzandosi di tutto quel che la lega al passato, senza elaborare nemmeno un po' il lutto. Cambia vita ed abitudini, si rifugia nell'anonimato della metropoli, dove decide di cominciare ad aiutare ed amare il prossimo. Completa una partitura incompiuta del marito (un maestoso “Concerto per l'Europa”). Sceglie per il “Memento” del coro il tredicesimo capitolo della prima lettera di Paolo ai Corinzi. Primo film della trilogia sui colori della bandiera francese, con il blu che simboleggia la libertá.
hartman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Trois couleurs : Bleu
Attori principali: Juliette BinocheBenoît RégentFlorence PernelCharlotte VéryHélène VincentPhilippe Volter, Claude Duneton, Hugues Quester, Emmanuelle Riva, Julie Delpy, Zbigniew Zamachowski, Julie Gayet
Regia: Krzysztof Kieślowski
Sceneggiatura/Autore: Krzysztof Kieślowski
Colonna sonora: Zbigniew Preisner
Fotografia: Slawomir Idziak
Produttore: Marin Karmitz
Produzione: Francia, Polonia
Genere: Drammatico
Durata: 98 minuti

Au fond d’une douleur / 24 Maggio 2016 in Tre colori - Film blu

Scoprire Kieślowski, seppure con un ritardo di vent’ anni abbondanti, mi ha regalato emozioni intense, con picchi di visione registica che in alcuni momenti tolgono il fiato da tanta bellezza. C’è sicuramente una ricercatezza formale, una estetica che invade col suo colore dominante, ma qui non ho mai avuto la sgradevole sensazione dell’esercizio di stile perchè alla base c’è una storia di grande spessore umano. Un soggetto intelligente e ricco – Kieślowski insieme alla Holland e al fedele collaboratore Piesiewicz – che racconta della elaborazione di un lutto, con tutte le rimozioni rabbiose e disperate di una donna che cerca di costruirsi attorno un muro di solitudine. Impressionante la prova di Juliette Binoche, una delle interpretazioni femminili drammatiche più profonde e totali che io abbia mai visto. Mi rimarrà sempre impressa l’inquadratura in primissimo piano della pupilla scura e luccicante, sulla quale si riflette il bianco camice del medico foriero della tragica notizia. Naturalmente non vedo l’ora di continuare coi restanti colori della bandiera francese; fortunatamente Kieślowski non si arena nella ricerca pedissequa di riferimenti simbolici legati al tema della libertà (rappresentata da questo primo titolo della trilogia del colore) attraverso facili luoghi comuni, ma con grande nonchalance si inabissa perdendosi nel dramma intimo della protagonista, carezzando l’idea di libertà soltanto lateralmente. Grande protagonista di questo film è la musica, qui composta originalmente da Zbigniew Preisner, inserita con genialità nelle pieghe del racconto (un crescendo sinfonico sottolinea i momenti di maggior angoscia in Julie, spegnendo letteralmente ogni luce dell’immagine; un dito accompagna le parti musicali su un pentagramma, segnando pause e tempo).

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30 Novembre 2012 in Tre colori - Film blu

Brividi.
Dal primo all’ultimo minuto.
Dalla geniale sequenza iniziale, rasente all’asfalto, con lo pneumatico in primo piano, sobbalzante.. all’altrettanto geniale finale, mistico ed evocativo, (voglio esagerare) all’altezza di quello del 2001 di Kubrick.
L’intero film é un climax struggente.. Un inizio doloroso ma sostanzialmente asettico.. Un finale enfatico, arrembante.
Un soffocante dilemma esistenziale, dai contorni filosofici, accompagna l’intera pellicola.
Kieslowski é un artista e su questo non ci piove.. le sue inquadrature da prospettive improbabili hanno spesso qualcosa di magico.. (vedi nei primi minuti, in ospedale, il risveglio di Julie dopo l’incidente).
Un regista a cui piace giocare coi riflessi, magistralmente.
Un regista che riesce a infondere come pochi il senso del dramma.
“Marie perché piange? – Perché lei non piange!”
Quello di Julie é uno dei personaggi più complessi che mi sia capitato di incrociare in un film: cinismo, redenzione, egoismo, libertá. Semplicemente ininquadrabile.
Momenti emotivamente fortissimi.. gli schermi neri prima delle risposte di Julie, metafora delle sinapsi in azione.
Il blu é, ovviamente, il colore dominante: dall’uso dei filtri, ai dettagli, agli oggetti, più o meno simbolici. Blu sono i cristalli, unico ricordo materiale della figlia.. Di un blu surreale é la piscina, unico posto in cui Julie riesce a sfogare il proprio dolore.
Kieslowski é semplicemente geniale.

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