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Recensione su The Wolf of Wall Street

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Tutti i nodi vengono al pettine / 20 settembre 2015 in The Wolf of Wall Street

Ripristinare il disgusto per un immeritevole eroe. Ecco che cosa vuole fare il vecchio Martin Scorsese. Perché a mio parere Jordan Belfort ne esce tutt’altro che come un uomo degno di complimenti. Jordan arriva a Wall Street come un piccolo bastardo ambizioso affamato di soldi. E non è difficile fare un sacco di soldi se uno ci tiene (disse Orson Welles in Quarto Potere, film che tra l’altro ricorda the Wolf of Wall Street). E per tenerci non si intende faticare, si intende non guardare in faccia niente e nessuno, compreso te stesso: A fare gli onori di casa per lo speranzoso DiCaprio c’è un impomatato e macchiettistico Matthew McConaghey, perfetto nei panni non tanto di una persona, ma come riassunto di diverse personalità, un personaggio di cui il giovane Jordan non può non rimanere affascinato. E’ come se dietro l’atteggiamento del broker si nascondesse la chiave per ottenere ciò che vuole: soldi. E i soldi si sa, non bastano mai, una volta ottenuti se ne vuole ancora di più. Non solo ti comprano le cose migliori ma ti rendono anche una persona migliore. Nonostante un difficile inizio Jordan riesce a avere i soldi, più di quanti ne avesse mai immaginati. Tuttora in America viene considerato uno dei più grandi Brocker di sempre. Ma Scorsese non vuole che Jordan venga vista come una persona da ammirare. Per questo mostra con tanta chiarezza la vita di eccessi e tende a celare i dettagli tecnici del mondo della finanza. E l’incalzante ripetizione in ogni dialogo della parola “fuck” forse tende a dire, non sono persone toste, intelligenti, sono persona squallide. Tutti loro sono persone che hanno pianificato ogni cosa della loro vita in base al denaro. Cocaina, soldi, animali, donne nude, nani volanti… fanno solo pensare: basta, fa schifo tutto ciò.
E attenzione, perché il denaro non è un pilastro stabile su cui si può appoggiare una vita, il denaro può andarsene.Scomparire, e se scompare il denaro in una vita in cui è le fondamenta, crolla tutto.
Scorsese costruisce così una parabola sull’avidità, una critica sul capitalismo che consente a chi al denaro di farla franca sempre. Ma il vero nemico, o anti eroe non è Jordan Belfort. E’ quello che rappresenta Jordan Belfort, un qualcosa accaduto perché reso dalla società qualcosa di possibile. E così questo film ci strappa amare risate su dei ridicoli piccoli uomini, non bisogna provare pietà per loro, dopotutto, hanno deciso loro di entrare nella tana del Lupo

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