Recensione su Il vento che accarezza l'erba

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Il vento che accarezza l'erba
Regia:

Non pretendo Michael Mann ma manco a fa così però / 17 Maggio 2020 in Il vento che accarezza l'erba

Pellicola del “difensore dei poveri”, Ken Loach, che non stupisce molto in quanto a regia e fa della sceneggiatura volutamente critica, dell’ormai fidato Laverty, la sua punta di diamante. Dai dialoghi si intuisce il rispetto di Loach per la resistenza del popolo irlandese e un totale disappunto per “l’invasore” britannico, qui descritto come un tiranno, gratuitamente violento, che non manca di minacciare la popolazione con soprusi e torture. Buono il comparto fotografico e i costumi. L’auspicio di Loach, a conti fatti, sembra sia quello di un futuro in cui l’Irlanda del Nord sia riannessa all’Irlanda e l’intento è lodevole, tuttavia, in una storia in cui le imboscate, le sparatorie e le esecuzioni sono all’ordine del giorno si richiede un minimo di mestiere nell’esposizione della violenza e nelle scene d’azione: lo spettatore vede cadere davanti ai suoi occhi fantocci, crivellati di proiettili, senza né un buco ne una goccia di sangue e questo, nel discorso più ampio della messinscena, stona un po’. Nel complesso un buon film che, tralasciando i difetti appena citati, convince abbastanza, anche grazie ad una buona prova attoriale, in particolar modo di un giovane Cillian Murphy e di un già noto Liam Cunningham

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