2017

The Place

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The Place
The Place

Roma. Un uomo misterioso si siede sempre allo stesso tavolo di un bar-tavola calda, pronto a esaudire desideri. In cambio, i suoi clienti devono svolgere degli incarichi precisi.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Place
Attori principali: Valerio MastandreaAlba RohrwacherSabrina FerilliMarco GialliniAlessandro BorghiSilvio Muccino, Vittoria Puccini, Silvia D'Amico Bendico, Rocco Papaleo, Giulia Lazzarini, Vinicio Marchioni
Regia: Paolo Genovese
Sceneggiatura/Autore: Paolo Genovese
Colonna sonora: Maurizio Filardo
Fotografia: Fabrizio Lucci
Produttore: Noel Bright, Steven A. Cohen
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Commedia, Thriller
Durata: 105 minuti

Tutti a tavola / 28 Febbraio 2018 in The Place

Altro Genovese attorno alla tavola, stavolta c’è Mastrandrea lupus in fabula della girandola di inciuci, ma il dr.House de noi atri ne sa una più del diavolo appunto e si sa già al giro di boa purtroppo che melenso pezzo tirerà al volgere dei simpatici sketch e a rompere le uova nel paniere di un soggetto senza dubbio controverso che però non trova piena soddisfazione.

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Non vedevo l’ora che finisse.. / 5 Gennaio 2018 in The Place

La prima metà del film è godibile, ma la seconda parte è di una noia mortale.

La tana dei desideri / 27 Dicembre 2017 in The Place

“The Place”, il posto dei desideri, è l’ultima opera di Paolo Genovese che schiera in campo gli attori italiani più acclamati degli ultimi anni. Di sicuro è una sorpresa di genere, ma è da sottolineare che è stato scopiazzato dalla sconosciuta serie televisiva “The Booth at the End”, ma lasciando da parte le storie di copyright quest’opera è riuscita, con sforzo ma è riuscita. Il regista del successo “Perfetti Sconosciuti” sceglie per interpretare il volto principale della pellicola Valerio Mastandrea, perfetto nella parte del serafico “uomo” il quale gioca con le vite delle persone. Non mi spingo oltre a raccontare la vicenda del film, ma posso soltanto dire che questo film si spinge oltre, e gli interpreti ancora di più. La curiosità, l’angoscia, l’ossessione e l’amore sono i temi. Soltanto dieci personaggi sono il film. Ancora un grande incasso per il nostro Cinema.

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Un viaggio dentro se stessi / 19 Novembre 2017 in The Place

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Altra affermazione di Paolo Genovese, che dopo Perfetti sconosciuti porta al cinema un altro film degno di nota.
Cast pazzesco, interpretazioni straordinarie da parte di Mastandrea, Giallini, Papaleo e così via…
Film ambientato e completamente svolto in un semplice bar, sorretto unicamente dai dialoghi.
Sorgono molti dubbi dato che l’opera non ci serva di tante spiegazioni, va sicuramente interpretato, analizza la psiche dell’uomo, i suoi desideri e ciò che si è disposti a fare per raggiungerli.
Mastandrea seduto sempre nello stesso posto, nello stesso angolo a ogni ora, analizza i desideri che la gente espone e da un compito per far sì che si esaudiscano.
Ognuno alla fine trae le proprie conclusioni, arrivando a delle verità personali.
È come se Mastandrea fosse uno specchio della coscienza di ogni personaggio, e chiunque si sieda davanti a lui analizzi la propria interiorità, mettendosi alla prova, trovando i propri equilibri, arrivando forse a concepire una soddisfazione, una felicità personale.
Arriva però anche il momento dell’attore protagonista di fare la propria analisi di coscienza.
Facendo capire che anche lui, essere misterioso e forse entità superiore, ha comuqnue bisogno di un’analisi interiore.
Un viaggio dentro se stessi.
Il bar potrebbe benissimo essere la mente di ognuno, con cui confrontarsi.
9

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Però è copiato / 16 Novembre 2017 in The Place

Tante storie potenti e un concept originale, quello dell’ambientazione in un’unica stanza, che cerca di ripetere il successo di Perfetti sconosciuti ma non ci riesce, e che rischia di appesantire il film, facendo chiedere allo spettatore quando finirà quell’andirivieni di persone in una scena (quasi) sempre uguale. Il film andrebbe premiato anche solo per le verità che dischiude e per le riflessioni che provoca. Capisco anche la scelta di non rivelare nulla sul misterioso Uomo al tavolo – non è importante la sua storia, non è importante chi è né cosa sia quella sua agenda, i riflettori sono puntati sulla natura umana che emerge dalle storie. Però, c’è quel fatto che Genovese ha preso tutto da una serie uscita qualche anno fa, The booth at the end, che personalmente per me rovina (quasi) tutto. Mi sento un po’ presa in giro. Dopo averlo scoperto ho abbassato il voto da 8 a 7. Rimane comunque un ottimo film.

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