Recensione su The Congress

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17 giugno 2014

Un film a cui do otto stelle, ma che non vedo l’ora di guardare di nuovo per potergliene dare dieci. Forse un’unica visione è davvero insufficiente per poter cogliere tutte le riflessioni ed i concetti di cui è ricco, soprattutto perchè all’inizio si è abbagliati dallo splendore del mondo animato un po’ alla “Lucy in the Sky With Diamonds”, e si fa la “caccia al Vip” tra tutte le icone della cultura pop versione cartoon che passano sullo schermo. Ambientato in un futuro non troppo lontano, il mondo si ritrova ad essere un posto ancora più schifoso e deprimente di quanto non lo sia già ora, ma anni e anni di progresso della Chimica hanno permesso di sviluppare, attraverso l’inalazione di una fiala, una realtà alternativa, in cui ognuno è davvero libero di essere e di fare ciò che vuole, senza alcun limite alla creatività ed alla libertà di espressione: perchè ognuno vive nel mondo che crea con la propria mente. Mi sono chiesto come potrebbe essere il mio. In ogni caso, tutta questa ostentazione di libertà, non si rivela che un inganno, alla fine non si è liberi, ma ancora più in trappola, illusi, prigionieri di bugie e finzioni. E’ meglio dunque vivere nella misera, cruda, vera realtà, o in quella che ci creiamo noi attraverso questa droga? Se la fine inevitabile e comune alle due strade è sempre la Morte, non conviene a questo punto rifugiarsi in questi paradisi artificiali in cui puoi librarti in volo con un gesto delle braccia, e prendere un caffè con Gesù e Frida Kahlo, ed essere serviti da Michael Jackson?

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