?>Recensione | Spider-Man: Homecoming | Il voto sarebbe un 7.5

Recensione su Spider-Man: Homecoming

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Il voto sarebbe un 7.5 / 15 luglio 2017 in Spider-Man: Homecoming

Secondo reboot delle avventure di Spider-man con protagonista Tom Holland già  visto in questo ruolo in “Captain America: Civil war”.
E le vicende partono proprio da lì, con una squadra di operai capitanata da Adrian Toomes (Michael Keaton) impegnata a ripulire la città  dai rottami della battaglia di New York. Ma ad un certo punto vengono rimpiazzati dal Dipartimento di Stato del Damage Control. Arrabbiato per la perdita del lavoro Toomes decide di tenere alcuni pezzi della tecnologia aliena e usarla per fabbricare armi da vendere al mercato nero. Questa l’introduzione del super-cattivo, un uomo ordinario che decide di passare al crimine per poter mantenere la famiglia.
Troviamo invece Peter Parker (Tom Holland) che dopo l’ultimo incontro con Stark rimane in attesa di una chiamata da parte del suo “mentore” per partecipare a una futura missione; impaziente di tornare in azione, trascura un pò i suoi doveri scolastici per tuffarsi nei panni di Spiderman.
Ci sono un pò di cambiamenti rispetto al classico Spider-man: innanzitutto Peter Parker è già  in possesso dei suoi poteri, ha già ingaggiato una battaglia con gli Avengers e quindi è un pò più “esperto” rispetto agli altri film. Deve solo abituarsi al nuovo costume donatogli da Tony Stark (Robert Downey jr), molto più tecnologico rispetto al primo costume standard di Spiderman. Sua zia May (Marisa Tomei) è molto più giovane, lo zio non compare (Quindi suppongo sia già  morto).
La prima parte è quasi un film scolastico con Peter Parker innamorato di Liz, il torneo di decathlon accademico al quale inizialmente rinuncia perchè aspetta una chiamata dagli Avengers, il suo migliore amico Ned un pò nerd come lui, il bulletto Flash che lo prende un pò di mira.
Non manca però l’azione, anche se inizialmente Spiderman sembra combinare più danni di salvataggi; belle e spettacolari le scene sul monumento a Washington e sul traghetto.
Anche qualche scena divertente con la goffaggine e la simpatia di Peter che deve alternarsi tra i problemi adolescenziali classici e il ruolo più impegnativo di Super-eroe.
Qualche dubbio sul lasso di tempo: le vicende sembrano svolgersi 8 anni dopo la battaglia di New York ma Peter non è cresciuto.
E’ un film Marvel quindi aspettatevi il solito cameo di Stan Lee e le scene dopo i titoli di coda: ce n’è una a metà dei titoli di coda abbastanza significativa e una sostanzialmente inutile (quasi una presa per i fondelli dello spettatore) alla fine.

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