Recensione su Slevin - Patto criminale

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27 Gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film che non sapevo esistesse, con un cast sticazzi e della serie “Quentin Tarantino è dio e ci ha mostrato la strada”. C’è Morgan Freeman che fa il vecchio nero (e fin lì), c’è SIR Ben Kingsley che fa il rabbino (ma tu pensa, Gandhi che fa il rabbino, quanto si cambia), Bruce Willis che fa la stessa parte di quasi tutti i film e quella fucking nana di Lucy Liu. E il protagonista, Josh Hartnett (un individuo, ricordiamo, colpevole di film come Pearl Harbor, ma anche di altri meno peggio – che io mica l’ho visto PH ma lo so che fa schifo U_U), che “soffre di atarassia”, ossia è incapace di preoccuparsi pur essendo nello sterco fino e oltre il collo, e diventa simpatico a furia di farsi rompere il naso a pugni. La si potrebbe definire una commedia-thriller-romantico-d’azione, ma non ci si capirebbe una mazza. E invece è proprio così. Purtroppo, poiché Pulp Fiction ha avuto conseguenze, storie contorte, esplosioni sanguigne, ellissi, colpi di teatro e scatole e sorprese dentro a scatole e altre sorprese, a non finire. A cascata. Fanno talmente casino che verso la fine si devono prendere mezz’ora a bocce ferme per srotolare con calma quel che è successo fin lì. E poi questa mania che ci devono essere dei personaggi violenti e buffi e caricaturali, e il fatto che tutti abbiano sempre una meravigliosa battuta pronta, nonché che abitino in dei palazzi innervati di corridoi assurdi, tutti arabescati di forme e figure metallizzate post-moderne. E vaffanc**o, ma un corridoio normale?
Le due torri una di fronte all’altra dove vivono i due boss esistono davvero, ma le riprese le potevano fare solo in una perché nell’altra ci abita Robert De Niro che ha detto NIET U_U
Bruce Willis è sempre il solito, appena gli metti davanti alla bocca della pistola un bambino o questa ca**o di cinese nana e strabica si metamorfosa in un mollaccione. Ci manca solo che cominci a far le fusa.
Beh ma, insomma, com’era il film?
Ah, eh, boh, sì, divertente.

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