Recensione su Rocky Balboa

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Autocompiaciuto, ma ingenuo / 12 Dicembre 2015 in Rocky Balboa

Salto brutalmente gli episodi intermedi per arrivare al primo Rocky della “era moderna”, cioè Rocky vecchio.
Rocky, e Stallone stesso, non resistono al richiamo di un altro epico, surreale match. Stavolta le forzature sono davvero eccessive, e Stallone rischia davvero di ordire un colossale autocompiacimento. Ma questo Rocky anziano è lo stesso personaggio del primo Rocky. Lo conosciamo. Lo sappiamo che i suoi sogni se li merita, non ce la facciamo a rimproverarlo. E se avessi avuto trent’anni nel 1976, e sessanta nel 2006, sarei ancora più coinvolto. Insomma: all’ingenuità del sogno di Rocky io ci credo.
La regia è ancora capace di qualche sorpresa, ma solo a tratti. È comunque ammirabile come la sceneggiatura riesca a costruire l’attesa per il match finale, mostrando fralaltro pochissimo sport (solo l’allenamento nell’inevitabile montaggio con la fanfara di Bill Conti).

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