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Paris, Texas

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LATERIZIO DI MANIFATTURA TEDESCA / 10 Ottobre 2019 in Paris, Texas

Sapete quella sensazione di disagio che si prova nel non apprezzare un opera unanimemente riconosciuta come valida? Ecco io l’ho appena provata con “Paris, Texas” di Wim Wenders. E dire che ero partito con le migliori intenzioni possibili.

Di film ne ho visti parecchi e di mattoncini ne ho digeriti altrettanti senza inconvenienti. Non ho nessun problema con i film lenti purché ci sia un minimo di contenuto a tener desto il mio interesse.

A dir la verità l’inizio mi aveva anche incuriosito ma col passare dei minuti mi sono annoiato a morte. Ho aspettato che accadesse qualcosa per decine e decine di minuti. Niente. Le parti interessanti sommate dureranno venti minuti si e no.

La trama scritta da Sam Shepard non è sufficiente per supportare un intero film di due ore e mezza. I personaggi sono così sterili e insipidi da far male. Le loro azioni sono incoerenti e i loro dialoghi rigidi e cartacei.

Musicalmente ho sofferto. Alla centoduesima schitarrata il mio sistema immunitario mi ha procurato un otite come autodifesa.
Purtroppo non ho trovato nulla a cui aggrapparmi se non una splendida fotografia policromatica.

In definitiva l’ho trovato tanto prolisso da parlarsi addosso, orribilmente semplicistico ed estremamente pretenzioso. Sopravvalutato oltremodo.
Come per altri film proverò a dargli una seconda occasione magari approfittando del 60° anniversario nel 2044.

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4 Giugno 2015 in Paris, Texas

Road movie diretto da Wim Wenders, al tema del viaggio si unisce quello dell’incontro. Nell’incipit del film abbiamo un uomo che cammina da solo nel mezzo del desertico confine tra Messico e Stati Uniti. Il cammino, il pellegrinare, il viaggiare è una cosa fondamentale all’interno del film. Entrato in una stazione di servizio sviene ed è soccorso da un medico che cercando nelle sue tasche trova l’indirizzo del fratello Walt il quale da Los Angeles parte e riportare a casa il personaggio introdotto all’inizio dell’opera. Egli è Travis, suo fratello scomparso da quattro anni..

Da questo momento comincia una parte di film “on the road” in cui il regista ci rende partecipi della sua visione d’America, il lungo viaggio fra i due fratelli è un viaggio che accompagna regista e spettatore nell’America dei paesaggi lunghi e sconfinati, dei deserti e delle provincie. Arrivati a casa Travis rincontra suo figlio Hunter che ora ha 8 anni e vive con la zia Anne e lo zio Walt, che lui chiama mamma e papà. Il piccoletto è stato abbandonato da tutti, perfino dalla madre che..

Sentimenti, panorami da sogno, lotti di terra acquistati in mezzo al deserto ed un finale terribilmente agrodolce sono gli ingredienti principali di Paris, Texas, un film in cui il protagonista è condannato a riprendere il suo viaggio e a vagare senza meta.

DonMax

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13 Gennaio 2013 in Paris, Texas

Silenzioso, lento e dai colori forti. Grande espressività della solitudine interiore ed esteriore del protagonista attraverso il suo viaggio. Straordinari i dialoghi finali.

Elogio della lentezza / 9 Ottobre 2012 in Paris, Texas

Un film stupendo, di una lentezza magniloquente. Wenders fotografa l’immensa periferia americana con un gioco di colori assolutamente eccezionale, dalle vastità del deserto texano alla desolazione urbana, mettendo al centro la storia dolce e amara di un difficile ricongiungimento famigliare. Il senso di paternità, inghiottito nel vortice dell’alienazione, riemerge come il pulsare del sangue, sfida tutto e ricostituisce – senza gli eroismi urlati e isterici a cui ci ha un po’ abituati Hollywood, ma con calma tedesca e wendersiana – il legame famigliare.
Attori meravigliosamente comprimari, facce ordinarie che parlano anche nel silenzio; esprimo una riserva per la Kinski, che non mi piace troppo, sebbene riesca comunque a far piangere nella scena finale. Il soggetto di Shepard è toccante, la chitarra di Ry Cooder fa vibrare l’anima.

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