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Recensione su Paris, Texas

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4 giugno 2015

Road movie diretto da Wim Wenders, al tema del viaggio si unisce quello dell’incontro. Nell’incipit del film abbiamo un uomo che cammina da solo nel mezzo del desertico confine tra Messico e Stati Uniti. Il cammino, il pellegrinare, il viaggiare è una cosa fondamentale all’interno del film. Entrato in una stazione di servizio sviene ed è soccorso da un medico che cercando nelle sue tasche trova l’indirizzo del fratello Walt il quale da Los Angeles parte e riportare a casa il personaggio introdotto all’inizio dell’opera. Egli è Travis, suo fratello scomparso da quattro anni..

Da questo momento comincia una parte di film “on the road” in cui il regista ci rende partecipi della sua visione d’America, il lungo viaggio fra i due fratelli è un viaggio che accompagna regista e spettatore nell’America dei paesaggi lunghi e sconfinati, dei deserti e delle provincie. Arrivati a casa Travis rincontra suo figlio Hunter che ora ha 8 anni e vive con la zia Anne e lo zio Walt, che lui chiama mamma e papà. Il piccoletto è stato abbandonato da tutti, perfino dalla madre che..

Sentimenti, panorami da sogno, lotti di terra acquistati in mezzo al deserto ed un finale terribilmente agrodolce sono gli ingredienti principali di Paris, Texas, un film in cui il protagonista è condannato a riprendere il suo viaggio e a vagare senza meta.

DonMax

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