Non essere cattivo

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Non essere cattivo

Ostia, 1995. Vittorio e Cesare, ventenni, sono amici da sempre e compagni di eccessi. Col tempo, Vittorio sente il bisogno di iniziare una vita diversa: conosce Linda, se ne innamora e decide di cambiare, trovando un lavoro e allontanandosi da Cesare che si abbandona totalmente all'inedia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Non essere cattivo
Attori principali: Luca MarinelliAlessandro BorghiSilvia D'Amico BendicoRoberta MatteiAlessandro BernardiniValentino Campitelli, Elisabetta De Vito, Emanuela Fanelli, Giulia Greco, Claudia Ianniello, Massimo De Santis, Luciano Miele, Emanuel Bevilacqua, Danilo Cappanelli, Manuel Rulli, Angelica Cacciapaglia
Regia: Claudio Caligari
Sceneggiatura/Autore: Claudio Caligari, Francesca Serafini, Giordano Meacci
Fotografia: Maurizio Calvesi
Produttore: Valerio Mastandrea, Pietro Valsecchi
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti

La fine dei ragazzi di vita / 17 Settembre 2018 in Non essere cattivo

Pochi giorni fa ho rivisto Non essere cattivo di Caligari e l’ho trovato uno dei film italiani (e non) più belli degli utlimi dieci anni.
Storia unica poi questa fotografia al neon che rispecchia una realtà malata, questa regia sporca che ruota intorno ai personaggi, sempre naturalmente presente .
Una sorta di continuo spirituale del ragazzi di vita pasoliniano, con la differenza che qui nemmeno il lavoro riesce a salvarti.
Ci sono due strade possibili da percorrere : l’accettazione del sopravvivere di Vittorio (Borghi) fuori dalla piccola cirminalità o il rifiuto infruttuoso per chi non è fatto per quella mediocrità ma non abbastanza forte per uscire dalla spirale(Cesare).
ll secondo (Marinelli) come carisma sembrerebbe mangiarsi l’altro (Borghi),ma con uno sguardo più attento, capisci quanto i due personaggi siano uno solo e di come Vittorio sia complesso quanto e più di Cesare.
Non essere cattivo è la storia di un’amicizia, di un amore eterosessuale che va oltre tutto e tutti, una dipendenza continua uno dell’altro perchè come ho già detto sono una cosa sola .
Commovente, amaro senza mai cadere nel patetico, a volte anche ironico ( la scena del trip per esempio).
Da questo film qua mi sembra che poi il cinema italiano si sia mosso e abbiamo avuto film come Veloce come il vento, lo chiamavano Jeeg Robot, la trilogia di smetto quando voglio, Ammore e malavita, Perfetti sconosciuti ecc.
Secondo me in futuro si studierà come punto di rinascita del cinema italiano.

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Con gli occhi spalancati / 12 Settembre 2016 in Non essere cattivo

Questa storia la si guarda così per almeno la prima metà del film: con gli occhi spalancati, come i protagonisti.
Inutile aggiungere quanto detto dagli altri, se non che Marinelli e Borghi son stati una piacevole conferma.
Film consigliato.

Tossico / 13 Luglio 2016 in Non essere cattivo

Sullo sfondo di amore tossico, Caligari ci propone la storia intensa di due ragazzacci dei quartieri di Roma che vanno avanti vendendo “cocaina frizzantina”. Un Luca Marinelli e un Alessandro Borghi a dir poco eccezionali, fanno funzionare il lungometraggio in una maniera perfetta. È soprattutto dai loro volti, dallo sguardo accecato di visioni e dagli occhi prontamente rossi a coinvolgerci nelle loro vite sfrenate. A mio avviso sono gli attori più capaci della scena cinematografica italiana di oggi. Un film che rivendica, finalmente, il cinema italiano!

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Non essere buono / 29 Marzo 2016 in Non essere cattivo

La storia è indubbiamente coinvolgente. Cesare cerca un legame, lo trova, ma non lo vede, è cieco di fronte a tutte le ancore di salvezza che lo circondano. Cerca di imitare la nuova vita di Vittorio che cerca di tirarlo fuori, ma sono la rabbia e la disillusione a farlo crollare. Visivamente è piacevole e il difetto più grande è che finisce, è come finisce, perché lascia ampi spazi per una continuazione.

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Io ci provo a non essere cattivo… / 28 Dicembre 2015 in Non essere cattivo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

“Non essere cattivo” è la scritta sulla maglietta di un orsacchiotto regalato ad una bimba in fin di vita. Il gesto più dolce nell’esistenza scombussolata e autodistruttiva di Cesare, un ragazzo che ha preso solo calci in c**o dal destino.
Pochi legami veri, uno di questi è con l’amico fraterno Vittorio, suo compagno di spaccio, risse e sbronze.
Vittorio vuole uscirne e cercherà di salvare l’anima persa del socio.
Adeguarsi alla società, lavorare, metter su famiglia. Il sogno di tanti. Il desiderio della gente normale.
Ma Caligari ci mostra, con una forza devastante, come questa vita non sia fatta per tutti. E’ che semplicemente c’è chi non è tagliato per la serenità. Forse quando vieni al mondo, proprio nel momento esatto in cui atterri piangendo tra le braccia di un medico, qualcosa decide che non sarai mai felice. E non ne esci più.
Ti sforzi. Ci provi a “non essere cattivo”, ma come si fa? Hai perso troppo. E ciò che ti circonda è un labirinto di mer*a senza vie di fuga.
Un film che fa male come un pugno di ferro avvolto in carta vetrata e, forse proprio per questo, ti fa sentire bene.
Almeno per un po’.

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