Non essere cattivo

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Non essere cattivo

Ostia, 1995. Vittorio e Cesare, ventenni, sono amici da sempre e compagni di eccessi. Col tempo, Vittorio sente il bisogno di iniziare una vita diversa: conosce Linda, se ne innamora e decide di cambiare, trovando un lavoro e allontanandosi da Cesare che si abbandona totalmente all'inedia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Non essere cattivo
Attori principali: Luca MarinelliLuca MarinelliAlessandro BorghiAlessandro BorghiSilvia D'Amico BendicoSilvia D'Amico BendicoRoberta MatteiRoberta MatteiAlessandro BernardiniAlessandro BernardiniValentino Campitelli, Elisabetta De Vito, Emanuela Fanelli, Giulia Greco, Claudia Ianniello, Massimo De Santis, Luciano Miele, Emanuel Bevilacqua, Danilo Cappanelli, Manuel Rulli, Angelica Cacciapaglia, Mostra tutti
Regia: Claudio CaligariClaudio Caligari
Sceneggiatura/Autore: Claudio Caligari, Francesca Serafini, Giordano Meacci
Fotografia: Maurizio Calvesi
Produttore: Valerio Mastandrea, Pietro Valsecchi
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti

Dove vedere in streaming Non essere cattivo

Non essere cattivo: il grido di coloro la cui unica casa è la “cattiva strada” / 11 Dicembre 2019 in Non essere cattivo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ostia 1995. Due giovani si incontrano come di consueto sul lungomare, ormai svuotato degli ombrelloni e della frenesia estiva, e si scambiano pasticche colorate. Quei giovani sono Vittorio e Cesare, amici da sempre, praticamente fratelli. Con loro la vita non è stata molto generosa: costretti a scegliere tra la fame o la galera, i due preferiscono rischiare quest’ultima commettendo piccoli furti e altre attività illegali, e spacciando, naturalmente. La droga li risucchia del tutto, li stordisce, li anestetizza e per la durata del suo effetto placa un po’ quel vuoto incolmabile che la vita ha creato dentro di loro. A Ostia la vita scorre lenta: fiumi di birra nei bar, risse occasionali, cocaina, pasticche colorate. Questo è il contesto in cui si muovono goffamente Vittorio e Cesare: un’anti-società, in cui la giustizia la si fa da soli, in cui si è costretti a ridurre la propria esistenza alla mera condizione di sottoproletario, di emarginato, di ultimo. Da questa bolla, i due tentano disperatamente di uscire, si affannano, spesso invano, nel tentativo blando di rivendicare il loro diritto alla felicità, alla stabilità della società borghese che li guarda dall’alto in basso e li disprezza. In un’anti- società non possono mancare, naturalmente, degli anti-eroi: da un lato, Vittorio che non ha mai avuto nessun affetto e trova nello sballo, l’unico conforto; dall’altro, Cesare, che ha visto morire sua sorella giovanissima a causa dell’AIDS, e ora vive con la mamma e la nipotina, malata anch’essa. Claudio Caligari ci presenta, dunque, due figure uguali nella loro sfortunata esistenza, ma per certi versi antitetiche: Vittorio, infatti, dopo un’allucinazione dovuta a una dose eccessiva di droghe sintetiche, decide di “mettere la testa a posto”, cerca un lavoro, si innamora e convive con una ragazza-madre, Linda, che lo aiuta a condurre una vita normale; Cesare, il più ostinato e allo stesso tempo il più fragile dei due, vorrebbe imitare il suo amico Vittorio, ma non ci riesce. Il richiamo della droga, come il canto delle sirene di Ulisse, lo incatena al suo destino di degrado sociale e di miseria. Egli vorrebbe divorare la vita, ma non fa che strapparne solo piccoli morsi, è paralizzato e ad avere la meglio è sempre il suo “demone”. Da un lato, dunque, una presa di coscienza della propria condizione e la voglia di cambiare, di ricominciare da zero, di dare un’altra possibilità alla vita, dall’altro, una paralisi, un’incapacità a vivere, che condurrà il nostro Cesare a un tragico epilogo. Viene da chiedersi, a questo punto, quale sia la scelta migliore, piegarsi a una vita alla quale non ci si sente adeguati o continuare testardi a condurre la propria, per quanto sbagliata e destinata al fallimento sociale? Da “Non essere cattivo” emerge un grido straziante di dolore, il grido degli ultimi, il grido di coloro la cui unica casa è la strada, “la cattiva strada”, eppure l’unica in cui sentirsi accettati. Un film di denuncia, in cui nessuno è cattivo, ma tutti sono fragili e Caligari, con le radici ben salde nel cinema pasoliniano, è riuscito a trasportare ancora una volta, nel cinema italiano, con semplicità e ingegno, la vita delle borgate romane, i suoi soprusi e le sue mancanze.

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La fine dei ragazzi di vita / 17 Settembre 2018 in Non essere cattivo

Pochi giorni fa ho rivisto Non essere cattivo di Caligari e l’ho trovato uno dei film italiani (e non) più belli degli utlimi dieci anni.
Storia unica poi questa fotografia al neon che rispecchia una realtà malata, questa regia sporca che ruota intorno ai personaggi, sempre naturalmente presente .
Una sorta di continuo spirituale del ragazzi di vita pasoliniano, con la differenza che qui nemmeno il lavoro riesce a salvarti.
Ci sono due strade possibili da percorrere : l’accettazione del sopravvivere di Vittorio (Borghi) fuori dalla piccola cirminalità o il rifiuto infruttuoso per chi non è fatto per quella mediocrità ma non abbastanza forte per uscire dalla spirale(Cesare).
ll secondo (Marinelli) come carisma sembrerebbe mangiarsi l’altro (Borghi),ma con uno sguardo più attento, capisci quanto i due personaggi siano uno solo e di come Vittorio sia complesso quanto e più di Cesare.
Non essere cattivo è la storia di un’amicizia, di un amore eterosessuale che va oltre tutto e tutti, una dipendenza continua uno dell’altro perchè come ho già detto sono una cosa sola .
Commovente, amaro senza mai cadere nel patetico, a volte anche ironico ( la scena del trip per esempio).
Da questo film qua mi sembra che poi il cinema italiano si sia mosso e abbiamo avuto film come Veloce come il vento, lo chiamavano Jeeg Robot, la trilogia di smetto quando voglio, Ammore e malavita, Perfetti sconosciuti ecc.
Secondo me in futuro si studierà come punto di rinascita del cinema italiano.

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Con gli occhi spalancati / 12 Settembre 2016 in Non essere cattivo

Questa storia la si guarda così per almeno la prima metà del film: con gli occhi spalancati, come i protagonisti.
Inutile aggiungere quanto detto dagli altri, se non che Marinelli e Borghi son stati una piacevole conferma.
Film consigliato.

Tossico / 13 Luglio 2016 in Non essere cattivo

Sullo sfondo di amore tossico, Caligari ci propone la storia intensa di due ragazzacci dei quartieri di Roma che vanno avanti vendendo “cocaina frizzantina”. Un Luca Marinelli e un Alessandro Borghi a dir poco eccezionali, fanno funzionare il lungometraggio in una maniera perfetta. È soprattutto dai loro volti, dallo sguardo accecato di visioni e dagli occhi prontamente rossi a coinvolgerci nelle loro vite sfrenate. A mio avviso sono gli attori più capaci della scena cinematografica italiana di oggi. Un film che rivendica, finalmente, il cinema italiano!

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Non essere buono / 29 Marzo 2016 in Non essere cattivo

La storia è indubbiamente coinvolgente. Cesare cerca un legame, lo trova, ma non lo vede, è cieco di fronte a tutte le ancore di salvezza che lo circondano. Cerca di imitare la nuova vita di Vittorio che cerca di tirarlo fuori, ma sono la rabbia e la disillusione a farlo crollare. Visivamente è piacevole e il difetto più grande è che finisce, è come finisce, perché lascia ampi spazi per una continuazione.

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