16 Recensioni su

Noah

/ 20145.7301 voti

. / 13 Dicembre 2018 in Noah

Non è fedele al libro.

Un kolossal di bassissima lega / 17 Giugno 2017 in Noah

Darren Afronosky, regista di un capolavoro come “il cigno nero” si imbatte in un progetto molto ambizioso, quello di portare sul grande schermo la storia di Noè.
Conoscendo le sue qualità e il suo stile pregustavo già un buonissimo prodotto e invece mi sono trovata davanti una porcheria, un kolossal di bassissima lega, un filmaccio in cui il regista di talento riesce a malapena a tenere in piedi tutta la baracca con una sua regia scialba e anonima e tanti, troppi effetti speciali di serie zeta, senza contare il fantasy teologico che non ci azzecca un’emerita cippa.
Un film scontato sin dal suo inizio, con scene di battaglia scopiazzate qua e là(in particolar modo da “il signore degli anelli”) e con un protagonista che si trasforma da salvatore a pazzoide senza dare una spiegazione logica.
Cast inoltre parecchio male assortito(Russell Crowe se la cavicchia nel ruolo di Noè così come Jennifer Connelly nei panni della moglie. Anonimi invece i tre ragazzi che interpretano i figli).
Film incredibilmente brutto e noioso, una delusione totale.
Adirato con l’intero genere umano, Dio decide di scatenare sulla Terra un diluvio universale. Spetterà a Noè tentare di salvare gli uomini e gli animali che saranno degni di ripopolare il pianeta.

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16 Dicembre 2014 in Noah

Le atmosfere cupe sono perfette per rappresentare i tormenti dei protagonisti ma anche un periodo oscuro in cui i figli di Caino camminano per la terra commettendo barbarie contro i loro fratelli e gli animali.
Tuttavia questi film non ha nulla a che fare con gli splendidi colossal dell’epoca d’oro di Hollywood, ed è questo che lascia un po’ di amaro in bocca.

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24 Agosto 2014 in Noah

Parabola morale che si sofferma maggiormente sull’analisi della natura intrinseca dell’uomo, che sulla narrazione dello sterminio biblico per eccellenza.
Con un Noè più simile al capostipite dei patriarchi, Abramo, per il dilemma di seguire le indicazioni del creatore, o dare nuova speranza all’umanità, si assiste ad una lunga sequenza di immagini che hanno come principale scopo quello di meravigliare lo spettatore, rendendo quasi grottesca, o se vogliamo essere buonisti, magica, la visione.
Tra l’americanizzazione di alcuni personaggi, purtroppo sempre più impostati verso un tipo di rappresentazione moderna, che classica, ci si ritrova davanti un film godibile, che ha pregi e difetti ( ho trovato alquanto grossolana l’idea dei vigilanti nelle loro terrestri forme, nonché troppo edulcorate le loro immagini celesti ), ma che soddista in parte le aspettative create.

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11 Agosto 2014 in Noah

L’idea dei vigilanti di pietra fa troppo “signore degli anelli “.
L’idea che i vegetariani siano i buoni e i carnivori i cattivi e ‘ un’esasperazione new age un po’ banale.
E ‘ ridicolo non avere il coraggio di pronunciare il nome “Dio” in un film ispirato a fatti di profonda religiosità.
Funziona l’idea di lasciare il libero arbitrio a creature angeliche ed umani.
Funziona perché il libero arbitrio e’ il più grande dono di Dio all’uomo.
Ma Aronofski non è davvero lui in questo film. Troppo blockbuster, troppo modaiolo, troppo beaveheart e troppo poco pi greco..
Peccato perché la coppia Crowe-Connelly funziona alla grande..

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UNA BELLA SORPRESA / 15 Luglio 2014 in Noah

Non mi aspettavo quasi niente da questo film prima di cominciare a vederlo ,pensavo sarebbe stato lento e noioso e invece e’ stata una bellissima sorpresa.
Il film ti prende e ti coinvolge ,ti fa pensare e ti riempie di domande .
Lo scenario nero e cupo rende perfettamanete l’idea e le mille scelte da prendere e tutti gli stati d’animo dei vari personaggi ti fanno veramente passare due ore appassionanti ,nelle quali continuerai a chiederti quel che tu avresti fatto fossi stato al loro posto.
Complimenti ,un bel 6.5

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8 Maggio 2014 in Noah

Non mi risulta semplice esprimere un mio parere su questo film. Mi direte: e chi ti chiede di farlo? nessuno, in effetti, ma credo che mettere nero su bianco le mie impressioni aiuterà in primis me a fare chiarezza su ciò che mi ha o non mi ha lasciato.
Partiamo da un presupposto fondamentale, onde sgomberare il campo da tutta una serie di commenti che questo tipo di film si trascina dietro: Arofnosky ha aggiunto qualcosa di suo al racconto biblico, questo è di dominio pubblico, ma al contempo è stato estremamente fedele in alcune parti. Che questo sia o meno giusto, sinceramente, non me lo sono neanche chiesto. Credo che l’autore di un film, anche se tratto da un libro o da qualsiasi altra opera già esistente, debba dar vita a qualcosa di nuovo e diverso rispetto alla sua fonte, altrimenti rischierebbe di generare un mero “porting” da un media all’altro, che non equivale a fare cinema, a mio parere. Ciò posto non vuol dire che si debba, per forza, aggiungere o togliere cose tanto per poter dire di aver apportato delle modifiche. Tutto deve essere funzionale al messaggio del film, all’obiettivo del film, oltre che alla storia, ma qui ovviamente la storia è quella.
Detto questo, vi racconterò cosa è stata per me la visione di un film che, al primo annuncio, mi ha turbata, poi incuriosita mano mano che lo sviluppo proseguiva, poi stuzzicata tanto da andare a vederlo al cinema.
Il film mi ha lasciato tutta una serie di immagini dentro, di dialoghi, di espressioni. L’ho trovato molto diretto e duro, come è del resto diretta e dura la storia raccontata.
Il diluvio universale. Se ne parla da sempre e da mai, fondamentalmente più che sapere che Noè costruì un’arca e pochi altri dettagli non sapevo, era una conoscenza molto superficiale e qualunquista quella con cui mi sono approcciata alla visione del film. E credo, ma qui siamo nel campo delle opinioni personalissime, che sia stato meglio così.
Credo che l’autore e il regista abbiano voluto raccontare una storia universale, che parla ad e di ognuno di noi, in quanto uomini, in quanto abitanti molto poco rispettosi di questo mondo meraviglioso.
Nel film, infatti, non si parla mai di “Dio” ma sempre del “Creatore”, così da poter rivolgersi a tutti, o almeno alla maggioranza.
La storia di Noè è una storia maestosa e al contempo silenziosa.
Noè è un uomo retto, che ama la sua famiglia e che abita questo mondo con rispetto e cura.
Viene scelto per una missione altissima, salvare gli innocenti (gli animali) dall’imminente diluvio che devasterà il mondo corrotto e oramai allo stremo, per dare vita ad un nuovo mondo, per ricominciare.
Le sequenze delle visioni di Noè sono tutte realizzate davvero bene. Arrivano all’improvviso e altrettanto all’improvviso risvegliano qualcosa dentro lo spettatore. Come un’inquietudine strisciante, un senso di attesa.
Ho apprezzato la scelta di preferire queste “visioni”, evidentemente generate dal Creatore, ad eventuali dialoghi tra Noè e Dio, che sarebbero stati davvero difficili da rendere senza scadere.
La narrazione ruota intorno ad alcuni temi fondamentali: la dedizione, la famiglia intesa come legame inscindibile, il sacrificio, il rispetto per la natura e la fede, che non è fede intesa come devozione religiosa, o almeno, non solo quello, ma soprattutto fiducia in qualcosa di invisibile ma presente.
Tante le difficoltà, di quelle che avrebbero spezzato anche un uomo molto più robusto di Noè, ma ci sono forze che smuoverebbero davvero le montagne, e la fede di Noè è una di quelle.
Un personaggio complesso, molto doloroso e a tratti davvero difficile da “digerire”, quello interpretato, con una potenza incredibile, da R. Crowe. Un uomo moderno e antico allo stesso tempo, capace di dimenticare se stesso per compiere la sua missione e poi di ritrovarsi nel momento più drammatico, più difficile.
Ottimo tutto il cast nel suo complesso, in particolare, oltre a Crowe, una menzione devo dedicarla alla Connelly, ottima interprete di una donna devota e risoluta, fragile e forte come ogni donna sa essere, pronta al sacrificio, a lottare per difendere chi ama, ma anche a fermarsi e ad avere fede di fronte ai segni di qualcosa di più grande.
Le figure femminili del film, fondamentali nell’economia della narrazione, sono state così delineate dagli autori, non essendovi traccia, nel racconto biblico, di tali “caratterizzazioni”. Aronofsky torna dunque a dare spazio alla figura della donna. Una donna che, nei suoi film, è quanto mai eclettica e controversa, decisamente lontana dagli archetipi di bellezza salvifica e purificatrice, ma sempre potente, forte, pur con le sue grandi e contraddittorie fragilità.
Lo script mi è piaciuto. Alcuni dialoghi sono davvero ficcanti, arrivano al punto talmente in profondità da lasciare quasi storditi dopo. Ci sono dei passaggi che mi rimbombano nelle orecchie da ieri sera ed è difficile rimanere indifferenti di fronte a questo.
Non ho invece gradito alcune aggiunte, o trovate artistico/narrative, che dir si voglia, che secondo me sono state funzionali soprattutto alla spettacolarizzazione del tutto piuttosto che ad arricchire o a rendere più efficace il messaggio. Peccato, questi dettagli (non li specificherò per evitare spoiler, ma per chi l’ha visto saranno evidenti), su di me hanno avuto un effetto straniante non indifferente, è stato difficile tornare nello stato d’animo giusto per godermi la visione.
Per il resto il film è buono. Come ho detto è ben scritto e ben interpretato, visivamente è fantastico e l’arca è davvero imponente, cosa che non mi stupisce considerando che Arofnosky l’ha fatta ricostruire con le misure bibliche piuttosto che farla realizzare al computer. Una scelta ardita e precisa, secondo me volta a dare anche agli attori il senso dell’imponenza e della grandezza della missione di Noè e della sua famiglia.
Il messaggio del film, che avrò l’ardire di racchiudere in poche parole, è una chiamata al rispetto per ciò che ci circonda e ci è stato donato, al riappropiarci delle nostre radici. Una chiamata all’amore e al sacrificio, all’abbandono della tracotanza che ci ha fatto credere di poter dominare l’universo quando invece siamo tutti parte di un tutt’uno inscindibile, in cui ogni creatura ha un suo ruolo, noi inclusi.
Forse si è calcato un po’ troppo la mano sulla propaganda vegana, forzando il messaggio biblico che, se non erro, invita a non consumare carne cruda, non a non mangiarne.
Peccato, torno a ripeterlo, per quei frangenti di puro spettacolo fine a se stesso (non necessariamente scene di azione, anche dettagli), altrimenti questa recensione avrebbe un tono meno “tiepido”.
Da vedere con il desiderio di farsi smuovere e anche sballottare un po’ qua e là, perchè il diluvio sarà anche un’allegoria, ma certi pensieri e riflessioni che suscita questa storia un po’ di pioggia dentro me l’hanno fatta cadere.

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4 Maggio 2014 in Noah

pensavo che sarei uscito deluso dalla visione ma il film mi ha preso nonostante un prologo un po’ lungo.
Ovvio che non mi aspettavo un film rispettoso della tradizione biblica ma non ci ho trovato religiosità o spiritualità. Tutto sommato lo trovo un fantasy e da questo punto vista funziona.

Quando Aronofsky non crea. / 2 Maggio 2014 in Noah

Pensare di voler regalare un 7 ad un film così mi da un fastidio pari almeno alla pioggia invernale praticamente orizzontale. Ma io devo. DEVO. Perchè? Perchè principalmente amo Aronofsky. E non posso scendere al 6 con lui. In nessun caso. Questo cosa implica? Implica una sorta di oggettività che deve in qualche modo smontare il film, che però io ridurrei ad una singola affermazione: quando Darren scrive, crea, compone ed immagina, ci fa praticamente volare; quando si basa su un testo, il suo lavoro è limitato. Notevolmente.
SPOILER: Noè/Noah si salva.
ALTRO SPOILER: Emma Watson spigne.

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1 Maggio 2014 in Noah

Il buon esito di un progetto complesso e rischioso come quello di Noah si gioca, in primo luogo, sul delicato equilibrio fra fedeltà e invenzione. La potenza del dispositivo cinematografico e i mezzi forniti dall’industria hollywoodiana offrirebbero ad Arranofsky l’opportunità di accostarsi alla vicenda biblica per sfruttarne la molteplicità delle sue dimensioni di senso, ma il risultato è sembrato piuttosto deludente.
Continuo qui: https://unfachiroalcinema.wordpress.com/2014/05/01/noah/

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24 Aprile 2014 in Noah

Devo ancora ben capire se, effettivamente, i “Vigilanti” proposti in Noah assomigliano ai Gormiti oppure se, il caro Darren Aronofsky ultimamente ci ha dato un po’ troppo giù con la grappetta.

Non male, 6 / 19 Aprile 2014 in Noah

Il Cinema Di Walter Un kolossal che non vuole colpire per gli effetti speciali o per la storia, non cosi tanto fedele alla Bibbia, ma sull’introspezione dei personaggi e sulla loro capacità di affidarsi alla fede. Crowe che da spessore a Noah allo stesso modo di altri suoi personaggi, la Connelly davvero brava. Meritevole di una visione ma non aspettatevi troppo. Effetti discreti e un pò poca azione. Avrei aggiunto qualcosa di più, comunque sufficiente.

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15 Aprile 2014 in Noah

Discreto film biblico sull’episodio dell’arca di Noè.
Dopo l’uccisione di Abele da parte di Caino, il mondo è stato invaso dal male portato dalla discendenza di Caino; la speranza rimane nei discendenti di Seth, l’altro figlio di Adamo. Noè ha una visione in cui il Creatore (nel film viene chiamato così) “pulirà” il mondo con un diluvio universale.
Fosse un film fantasy, sarebbe un buon film d’azione ed effetti speciali con alcune scene notevoli come l’arrivo degli animali all’Arca e l’inizio del Diluvio. Però essendo il riferimento la Bibbia, non si può non storcere il naso di fronte ad alcuni episodi e personaggi; Matusalemme (un buon Anthony Hopkins) sembra più uno stregone che un patriarca, qualche libertà presa dal regista su Noè e figli (se non sbaglio Cam, interpretato da Logan “Percy Jackson” Lerman nella Bibbia era il più giovane dei figli di Noè) e anche la figura dei Vigilanti che somigliano un pò troppo ai Giganti di Pietra dello Hobbit.
Ben tratteggiata la figura di Noè (un buon Russell Crowe), tormentato dalla fedeltà a Dio che rischia di spingerlo contro la propria famiglia. Ottima Jennifer Connelly (la moglie di Noè), nel cast anche Emma Watson (Ila, la figlia adottiva di Noè; figura inventata) e Ray Winstone nei panni del “cattivo” Tubal-cain discendente della stirpe di Caino ed avversario di Noè.

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Film consigliato. / 14 Aprile 2014 in Noah

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il viso rassicurante,le braccia possenti e gli occhi pieni d’amore,fanno di Crowe/Noah una figura paterna alla quale difficilmente si può storcere il naso. Data la trama,per avvicinare il pubblico si è cercato di condurre il film su una linea per certi versi fantasy.Nonostante si cerchi in tutti i modi di coinvolgere gli spettatori con effetti speciali,con scenari magici e piani sequenza affascinanti,restano delle perplessità.La scelta dei giganti di pietra,Matusalemme e la figura del sovrano,elementi sospesi che potevano essere evitati.Nel complesso, film da vedere!

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AroNOAHfsky / 12 Aprile 2014 in Noah

Considero Aronofsky un bravo regista. Il suo Requiem For A Dream è tra i miei film preferiti ed ho apprezzato molto pellicole come Il Cigno Nero e The Wrestler. Per questo ritenevo lecito aspettarmi qualcosa di diverso da Noah, e da quello che effettivamente sembrava, ovvero un passo biblico piuttosto “blockbusterizzato”.
Il film scorre e si lascia guardare sicuramente, ma rimane generalmente ancorato alla mediocrità. Il Noah di Crowe ed in generale tutti i personaggi li ho trovati poco approfonditi ed interessanti. Mi sento di salvare giusto Jennifer Connelly.
A salvare la pellicola dallo scivolone completo ci sono in compenso alcune belle sequenze (una su tutte quella del racconto della Creazione), il modo in cui sono resi i Vigilanti e le belle musiche di Clint Mansell.

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11 Aprile 2014 in Noah

Il film non è male. Scorrevole nonostante la lunghezza. Un cast che vede nomi importanti e all’altezza. Questo Noè lo definirei molto hollywoodinizzato ( se mi passate il termine). Non ci sono grandi stravolgimenti dei passi biblici, al livello di trama, certo è, che però, ci sono delle aggiunte di non poco conto, episodi completamente inventati. Il ruolo delle donne e le figure dei vigilanti ne sono un esempio. Guardando questo Noah si ha la sensazione di essere davanti ad un vero film fantasy più che al testo biblico. Mi aspettavo qualcosa in perfetto stile hollywood date le premesse e così è indiscutibilmente stato, nel bene e nel male. Molto particolari e azzeccati i luoghi delle riprese. Un film sicuramente piacevole da guardare ma senza troppa lode. Mi aspettavo qualcosina di più. Si merita comunque un bel 7.

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