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Recensione su Noah

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24 agosto 2014

Parabola morale che si sofferma maggiormente sull’analisi della natura intrinseca dell’uomo, che sulla narrazione dello sterminio biblico per eccellenza, come a volerlo decontestualizzare dall’ambiente e dal tempo che lo circonda.
Con un Noè più simile al capostipite dei patriarchi, Abramo, per il dilemma di seguire le indicazioni del creatore, o dare nuova speranza all’umanità, si assiste ad una lunga sequenza di immagini che hanno come principale scopo quello di meravigliare lo spettatore, rendendo quasi grottesca, o se vogliamo essere buonisti, magica, la visione.
Tra l’americanizzazione di alcuni personaggi, purtroppo sempre più impostati verso un tipo di rappresentazione moderna, che classica, ci si ritrova davanti un film godibile, che ha pregi e difetti ( ho trovato alquanto grossolana l’idea dei vigilanti nelle loro terrestri forme, nonché troppo edulcorate le loro immagini celesti ), ma che soddista in parte le aspettative create.

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