Recensione su Un topolino sotto sfratto

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Pensavo meglio / 25 settembre 2017 in Un topolino sotto sfratto

Primo film di Gore Verbinski, pubblicizzato come uno dei film più comici di sempre, ma sarà vero? Comunque sia i due protagonisti sono due fratelli (Nathan Lane e Lee Evans) abbastanza sfigati: hanno ereditato dal padre una fabbrica di spago e una villa mezza distrutta. Il primo aveva fatto successo come chef ma un incidente con un animale lo ha rovinato, il secondo dopo aver rifiutato l’offerta da alcuni mafiosi (ci sono sempre, inevitabile) viene cacciato di casa dalla moglie. I due però si accorgono che quella casa tanto brutta è in realtà una costruzione di un importante architetto e quindi decidono di metterla all’asta per farsi un bel po’ di soldi. Peccato per loro che in quella casa ci sia un topo capace di tutto per nulla contento dell’arrivo dei nuovi padroni. Che dire, diverse scene divertenti ci sono, ma non mi sembra che ci sia la giusta alchimia che fa diventare questo film davvero divertente. L’umorismo è un po’ misto: principalmente slapstick, un po’ di humor nero (ma troppo poco, mi sa che Verbinski non ha voluto o potuto esagerare, anche se il target non mi sembra poi eccessivamente basso), ma alla fine, resta poco impresso. A parte forse un improbabile Christopher Walken maestro della derattizzazione: visto che le trappole normali sembrano non sortire effetto, viene chiamato lui, in questo ruolo alquanto strano che però ribadisce la capacità di Christopher Walken di calarsi anche in ruoli meno seri e di far comunque un buon lavoro.

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