Recensione su Milano Violenta

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Milano Violenta / 18 Maggio 2020 in Milano Violenta

“Milano Violenta” è uno dei tanti film nel calderone del genere poliziottesco. Una banda di quattro rapinatori tenta il colpo grosso alla Aspex: di questi 2 tenteranno di ingannare il capo della banda, “Il gatto”, il quale riuscirà ad ottenere vendetta ma verrà ucciso dalla Polizia.
Il film è discreto e rispetta tutti i canoni del genere: si ritrova l’aria di anni ’70 tipica del tempo. Anche certe sequenze risultano molto interessanti, in quanto rivelano una violenza estremamente esplicita per i canoni estetici di un’Italia divisa tra bombe e perbenismo democristiano. In particolare, tutta la parte iniziale è concitata, in certi momenti quasi Tarantiniana prima ancora che il cinema di Tarantino nascesse.
Tuttavia,Caiano non tenta nulla per distinguersi dagli altri registi del genere: anzi, rispetto a Di Leo o Lenzi, si vede uno stile ed una capacità narrativa inferiore rispetto alla norma; la fotografia in certi momenti risulta inadeguata ed il finale ricalca pari pari quelli dei vari “Roma a mano armata” ecc,, senza aggiungere nulla di particolare. Il film difetta in questo: manca una peculiarità, un qualcosa che lo renda unico e non un semplice prodotto di consumo.
Rimane tuttavia l’interesse nel vedere uno dei film che fanno parte di quella schiera di pellicole che hanno cambiato, nel bene o nel male, il modo di intendere il cinema di genere in Italia.

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