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Recensione su Mamma Mia!

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18 marzo 2011

Quando Hollywood sforna prodotti del genere è inutile dire mi aspettavo di più (eppure….), ci si deve accontentare dell’operazione giocosa, forse un po’ inutile, ma leggera e divertente. La regia è assolutamente assente, l’ambientazione posticcia, la storia strumentale alle canzoni, quindi esile esile, direi più una scusa che altro. Ma considerando che è la celebrazione della musica pop più legata al camp e la trash tutto ciò non è forse una atto di coerenza?
Anzi, per chi sa cosa sono stati gli Abba e cosa sono diventati ad opera dei fan devo dire che è quasi tutto troppo poco trash.
La storiella riesce anche a mettere insieme due generazioni di donne, quella della madre che ha vissuto la liberazione culturale del corpo e del ruolo femminile e quella della figlia che vive il riflusso alla ricerca di simboli e valori che la rassicurino. E’ quasi umiliante per il gruppo di amiche giovani la morigeratezza, l’assenza di sensualità, la mancanza dell’istinto di avventura a confronto con le attempate galline che in un modo o nell’altro hanno un corpo vivo, un desiderio illimitato di fare, provare, una curiosità continua. (poi tutto si rovescia)
Per il resto solito finalino buonista, dati gli Abba c’è pure un personaggio che si scopre gay, ma che delusione Hollywood! Tutti si baciano tranne i due uomini!

La Meryl Streep si diverte un mondo ed è bello vederla sgambettare oltre ogni ridicolo, le canzoni sono Abba, quindi trascinanti, e subito ti si aprono le porte della nostalgia (e Benny e Bjorn fanno capolino)

Ps. sala strapiena equamente divisa in 40ntenni nostalgici e 15enni curiosi. Oltre ogni mia aspettativa il pubblico applaude , commenta ad alta voce, incita i personaggi, si comporta come fosse a teatro, è pienamente coinvolto, il film funziona oltre il suo medium.

Ed ora tutti a riguardarsi Il matrimonio di Muriel che è decisamente meglio.

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