Recensione su L'uomo senza passato

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Cinema taumaturgico / 11 settembre 2017 in L'uomo senza passato

Un giorno ho sentito dire, non ricordo da chi nè dove, che se sei stanco dei blockbuster e ti nauseano pure i film arthouse basta guardare un Kaurismaki qualsiasi, i suoi film hanno una specie di potere taumaturgico. Beh è vero. Forse sono tutti un po’ simili, coloratissimi, piuttosto silenziosi, strani, con musiche ipnotiche dalle sonorità vagamente lynchiane; ma sono tutti incantevoli. L’uomo senza passato è oltretutto un film di grande intelligenza sotto il profilo sociale; il pretesto narrativo della totale amnesia del personaggio ci porta dentro al mondo dei derelitti, dei senza fissa dimora che appunto non hanno più un nome per nessuno. Ancora una volta il ruolo femminile principale è affidato a Kati Outinen, la Frances McDormand finlandese, un’attrice nei cui tratti del viso si trova il sunto del cinema di Kaurismaki, una bellezza che non ha i riferimenti estetici più consueti ma è tutta zigomi, rughe, intensità di sguardi.

2 commenti

  1. Stefania / 11 settembre 2017

    Se vuoi recuperarlo, Calamari Union è fra quelli “diversi”, non foss’altro che per l’uso del b/n che elimina i suoi stranianti colori accesi dal contesto.

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