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Recensione su L'uomo che verrà

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Un’opera d’arte / 8 maggio 2011 in L'uomo che verrà

Avrebbe dovuto essere scelto questo film per concorrere all’Oscar, penso che avrebbe vinto. Il film non è il racconto della strage di Monte Sole, o meglio, quella strage è il pretesto del film ma il racconto storico non è l’elemento principale. Questo è un film che dimostra come la guerra – qualsiasi guerra – vista con gli occhi della popolazione civile è assolutamente priva di senso. Un pugno nello stomaco che però non lascia chiuse le porte alla speranza. L’uomo che verrà, quel neonato che sopravvive quasi miracolosamente al massacro, è il simbolo della speranza nell’umanità. Purtroppo, osservando lo stato del mondo in questi primi anni del XXI secolo, viene da domandarsi se l’umanità abbia realmente appreso la lezione e se l’uomo che verrà, oggi che ha quasi 70 anni, ha saputo testimoniare e trasmettere alle nuove generazioni quella speranza e l’orrore per la guerra e per la violenza.
10 stelline, tutte per Giorgio Diritti.

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