9 Recensioni su

L'attimo fuggente

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Sublime / 9 Ottobre 2015 in L'attimo fuggente

Questo film mi ha toccato e stupito molto, ma non l’ho mai rivisto.. perchè rivedendo i film tendiamo a sminuire la loro permanenza nel cuore e nelle scene, comunque 9, vorrei darlo 10.. ma non posso perchè non è uno di quelli che mi appartiene 🙂

Tu puoi contribuire con un verso / 11 Agosto 2015 in L'attimo fuggente

Tanto si è detto di questo film, e tanto si dirà. Sono quei film che siamo abituati a vedere fin da piccoli. Quei film che vediamo a pezzi fino a che non siamo in grado di comprenderli. Ho visto questo film molte volte, e ogni volta mi è sembrato di capire qualcosa di diverso.
E’ uno di quei film che cresce con te. Che ti forma in qualche modo.
All’inzio riesci solo a scorgere il dolore del suicidio. Poi riesci piano piano a capire il malessere e il male di vivere di questi ragazzi allevati e istruiti come se fossero cavalli. Poi comprendi la dolce ironia, un’ironia che non permette a questo film di essere drammatico.
E infine comprendi la poesia, e come la poesia sia la cosa più importante di tutti, perché riesce a creare una parvenza di libertà.
Una scuola rigida ha irrigidito anche quella. Ha classificato e schematizzato la poesia. E il professor Keating cerca solo di restituire almeno quella. Perché è l’unico potere che ha. Perché capisce che per cambiare le cose deve partire da una nuova generazione. Più aperta, più sognatrice, meno arida.
Ma questo film fa di più. Riesce a dare un’impronta di dolcezza e tenerezza nei ricordi di chi lo ha visto. Ripercorre un’adolescenza strappata, e un vano tentativo di recuperarla. Da un gesto semplice come il costruire una radio per poter ballare, a un gesto quasi banale come innamorarsi, a un gesto genuino come recitare a teatro. E purtroppo arriviamo a un gesto estremo come il suicidio, a un gesto ancora più estremo come il rifiuto, e a un gesto disperato come salire su un banco citando una poesia di WIthman.
Non smetterà mai questo film di insegnarci qualcosa attraverso gesti carichi di poesie. Attraversando una miriade di situazioni sempre differenti.
Anche se preferisco (stranamente) il titolo in italiano, capisco per che in originale il film si chiami Dead Poets Society.
Se da una parte il film è composto da attimi, la rappresentazione di questa gioventù prende luogo solo nella setta. C’è Neil, il giovane appassionato, e Todd, quello represso, e Nuanda il ribelle, e Cameron il codardo, e Knox l’innamorato. Ognuno è unico a modo suo. Ed è questo che vuole insegnargli il professor Keating. Che anche se si vestono tutti allo stesso modo,e vivono nella stessa scuola, e provengono da famiglie simili. Anche se le loro strade sono già battute e probabilmente finiranno per fare lavori omologati, sono comunque diversi. Anche se cercano di non deludere nessuno e di essere migliori, sono comunque diversi.
E, citando di nuovo WIthman, hanno la propria identità, la propria vita, e che in qualche modo sono importanti.
Ed è per questo che per me questo film sarà sempre un ricordo dolce e commovente.

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Dead Poets Society / 15 Ottobre 2013 in L'attimo fuggente

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film del 1989 diretto da Peter Weir ed interpretato dal celeberrimo Robin Williams. E’ fra i miei film preferiti: poetico, ricco di contenuti, drammatico e realistico. Ha tutti gli elementi per divenire un Cult e probabilmente lo è già diventato

La storia si svolge nel Collegio maschile di Welton ove ordine e disciplina la fanno da padroni. I ragazzi sono succubi del conformismo e del rispetto delle regole, sarà il professore Keating, con i suoi metodi molto poco convenzionali, a risvegliare le loro personalità, le loro passioni con discorsi che accenderebbero l’animo di ogni aspirante scrittore o poeta (dunque anche il mio)…ma il film contiene un messaggio fondamentale “Le parole possono cambiare il mondo”. Passiamo ora ad un’analisi dei personaggi che, a mio parere, sono foltamente particolareggiati in questo film sotto l’aspetto psicologico

Professor Keating

Interpretato da Robin Williams. Keating è imprevedibile, un sognatore. Ama il suo lavoro e prima di ogni altra cosa ama e comprende appieno i suoi studenti (qualche docente dovrebbe prendere appunti). Li spinge verso le loro passioni, verso il desiderio prima che verso l’utile. Diventa compagno e consigliere dei ragazzi e strappa via la maschera (in un modo o nell’altro) ad ognuno dei personaggi del film. Nasconde anche un lato fragile che si rivelerà quando guardando il banco vuoto di uno dei suoi studenti, il quale si era suicidato, si abbandonerà alle lacrime

Neil Perry

Neil è il personaggio forse più tragico del film. La sua famiglia ha fatto grandi sforzi per mandarlo alla Welton e lui avverte sulle sue spalle il peso di questa responsabilità (lo sente anche per via del padre che non perde occasione di ricordarglielo), dunque assopisce le sue passioni che tutte ad un tratto vengono risvegliate dall’influenza di Keating. Neil si da al teatro, reciterà Puck nell’opera Shakesperiana “Una notte di mezza estate” tuttavia viene scoperto dal padre che su tutte le furie, decide di fargli lasciare il collegio per entrare in un’accademia militare…Neil non regge lo scossone e incapace sia di comunicare al genitore i propri desideri e il proprio amore per il teatro sia di ribellarsi, porta alle estreme conseguenze un complesso di Edipo intuibile sin dalle prime scene. Neil decide infatti di uccidersi portando un profondo sconvolgimento negli eventi del film…la scena del suicidio è tral’altro fra le più commoventi dell’intero film: musica e immagini danno quel senso di tensione quasi teatrale

Todd Anderson

In questo personaggio ho rivisto la mia timidezza e insicurezza, questo è il personaggio che forse più subisce l’influenza di Keating anche se, ad un occhio poco attento, potrebbe sembrare il contrario. Todd porta sulle spalle il peso della reputazione di suo fratello, studente modello diplomatosi in quella scuola. All’inizio è molto chiuso in sé stesso ma dopo una lezione in cui Keating lo costringe ad urlare e inventare sul momento una poesia (altra scena che adoro *-*) il ragazzo mostra un talento e un’intelligenza non indifferente. Col passare del tempo e con l’amicizia di Neil, Todd diverrà sempre più spigliato. La morte dell’amico lo devasta e accusa il padre di averlo ucciso. Sarà lui, sotto costrizione del preside e dei suoi genitori a rivelare il nome dei membri della Setta dei Poeti Estinti e a decretare l’espulsione di Keating dalla scuola. Gli amici e il professore stesso non gliene faranno tuttavia una colpa dal momento che il destinto dell’insegnante era stato in pratica già deciso.

Nuanda

Ecco, il mio personaggio preferito. Folle, divertente, spudorato e audace. Charlie Dalton (autoribattezatosi Nuanda) è colui che dopo aver recepito gli insegnamenti di Keating gli fa propri e li porta all’estremo. Epica la scena col sassofono e quella in cui offre il telefono al preside esordendo con una frase che, a parer mio, rimarrà nella storia del cinema “Preside, signore, è Dio. Chiede di far ammettere le ragazze a Welton” inutile dire che ero piegato in due…segue lo stesso destino di Keating, finirà espulso dopo aver sferrato un gancio destro (credo fosse destro) a Richard Cameron dopo che aveva tradito la setta e Keating stesso (io l’avrei direttametne ucciso)

Tralascerò altri personaggi, pur importanti, per dedicarmi alla “Setta dei Poeti Estinti”. I ragazzi ricreano questa setta dopo aver trovato alcuni riferimento a questo gruppo su libri e annuari. Si riuniscono in una grotta dove fumano, suonano e recitano poesie di loro composizione o di autori celebri…questi incontri saldano sempre di più i rapporti fra i vari personaggi e li guida ad una sempre maggiore caratterizzazione. Ad affrontare le proprie paure ed accettare a braccia aperte quel lato di noi “fiammeggiante” che troppo spesso rileghiamo in un angolo della nostra mente, del nostro cuore…

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3 Maggio 2013 in L'attimo fuggente

Bellissimo, non ci sono altre parole.

28 Giugno 2012 in L'attimo fuggente

Rimarrà uno dei miei film preferiti per sempre. Ogni volta che lo danno in TV almeno un pezzo lo guardo (se non tutto.) Williams è un attore brillante, ma secondo me in questo film lo è ancora di più. Credo che sia uno di quei film che tutti almeno una volta dovrebbero vedere.

Carpe diem / 22 Dicembre 2011 in L'attimo fuggente

Robin Williams diventa professore di un liceo molto particolare dove era stato a sua volta studente. Per certi versi ricorda il suo personaggio l’irriverente protagonista di Good Morning Vietnam ma quest’ultimo a mio avviso è migliore come pellicola.
Carino…

Un film che apre gli occhi / 28 Aprile 2011 in L'attimo fuggente

Come ci sono libri che allargano i nostri orizzonti e ci aiutano a vedere oltre, capita anche che un film riesca allo stesso modo a farci crescere e ci aiuti a capire quanto è importante la libertà di spirito.
Questo film è poesia, ma è anche una lezione di vita, un saggio da conservare e consultare ogni volta che sentiamo scemare dentro di noi la libertà di “sentire” la vita.
Se lasciate che il film vi parli, affinerete i vostri sensi. E’ un film che parla del coraggio di vivere e di amare la vita.

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quanto illiberismo in questo film finto liberal / 7 Marzo 2011 in L'attimo fuggente

E’ un film in cui i ragazzi dalla tirannia dei maestri conservatori passano alla dolce tirannia del maestro liberal, non si impone un cambiamento, lo si può suggerire, non imporre, appunto.
E’ un film violento che insegna a stracciare i libri, tutti i libri vanno preservati, letti, capiti, dopotutto fra quel gesto e il rogo dei libri poco ci passa. Tutti i roghi di libri sono cominciati in una stanza dove qualcuno di carismatico ha detto che quel libro lì era blasfemo, stupido, irrazionale, sudicio etc., che poi lo fosse o meno questo non importa, perchè chi giudica chi e sulla base di cosa? Chi decide che il calcolo matematico per giudicare una poesia non sia che una visione (particolare, brutta, scema, non importa) della poesia stessa, degna o meno in mezzo a tutte le altre e non una cosa da cassare in maniera così radicale da non consentire più a nessun altro di farsi una risata, di prendere in giro chi l’ha pensata, ma soprattutto di vedere e leggere qualcosa di diverso, anche se stupido? e intendiamoci, nella fattispecie, è un film, quindi non penso che vedremo mai orde di persone stracciare nulla, ma è il simbolo che non mi piace, è un film che mirerebbe ad educare alla lettura, ma solo a quella che piace a noi,…..
(e non per nulla Truffaut nel suo rogo dei libri mise in primo piano i libri d’arte di Dalì, a favore della censura)
E’ un film assolutamente maschilista e non perchè è vero che negli anni ’50 la figura delle donne era pubblicamente residuale, ma guardate i ragazzi a confronto con le ragazze, loro capaci di aprirsi, le ragazze incapaci di capire anche quando glielo si sbatte in faccia, figure minime, stupide e codine, che cambiano solo per amore (e non vi si legge il fatto che solo amore e matrimonio con un uomo può togliere la donna dalla sua minorità intellettuale? Complimenti!). E la mamma del suicida, il babbo sì che si sveglia, quasi chiamato nel sonno dal gesto di dolore del figlio, la madre una insensibile, ottusa, animalesca figura che non ha mai un attimo di rapporto con il suo ragazzo, che proprio non vede e non sente nulla delle difficoltà, dei problemi, neppure di nascosto al marito, mai.
Un film fatto e costruito per commuovere, furbescamente.

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Capitano, mio capitano… / 24 Febbraio 2011 in L'attimo fuggente

Poesia, pura ed armoniosa poesia…
L’attimo fuggente non è un film, bensì una parte della nostra vita, è il momento in cui diventiamo coscienti che stiamo vivendo e che c’è un motivo per cui siamo stati messi al mondo…
John Keating è il professore che tutti dovrebbero avere, un professore che bussa alla porta della tua mente, che ti apre orizzonti nuovi, che è capace di trasformare i tuoi sogni in realtà…
Cogli l’attimo, cogli la rosa quando è il momento, carpe diem…
La vita è troppo breve per non succhiare tutto il suo midollo…
Salire su un banco e guardare il mondo da lì sopra, per vederlo di una maniera nuova, camminare e sentirsi bene per il semplice fatto che stiamo camminando, gridare al mondo ciò che abbiamo dentro…
Provarci sempre, mai arrendersi… vivere la vita come una poesia!

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