Recensione su L'attimo fuggente

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Dead Poets Society / 15 Ottobre 2013 in L'attimo fuggente

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film del 1989 diretto da Peter Weir ed interpretato dal celeberrimo Robin Williams. E’ fra i miei film preferiti: poetico, ricco di contenuti, drammatico e realistico. Ha tutti gli elementi per divenire un Cult e probabilmente lo è già diventato

La storia si svolge nel Collegio maschile di Welton ove ordine e disciplina la fanno da padroni. I ragazzi sono succubi del conformismo e del rispetto delle regole, sarà il professore Keating, con i suoi metodi molto poco convenzionali, a risvegliare le loro personalità, le loro passioni con discorsi che accenderebbero l’animo di ogni aspirante scrittore o poeta (dunque anche il mio)…ma il film contiene un messaggio fondamentale “Le parole possono cambiare il mondo”. Passiamo ora ad un’analisi dei personaggi che, a mio parere, sono foltamente particolareggiati in questo film sotto l’aspetto psicologico

Professor Keating

Interpretato da Robin Williams. Keating è imprevedibile, un sognatore. Ama il suo lavoro e prima di ogni altra cosa ama e comprende appieno i suoi studenti (qualche docente dovrebbe prendere appunti). Li spinge verso le loro passioni, verso il desiderio prima che verso l’utile. Diventa compagno e consigliere dei ragazzi e strappa via la maschera (in un modo o nell’altro) ad ognuno dei personaggi del film. Nasconde anche un lato fragile che si rivelerà quando guardando il banco vuoto di uno dei suoi studenti, il quale si era suicidato, si abbandonerà alle lacrime

Neil Perry

Neil è il personaggio forse più tragico del film. La sua famiglia ha fatto grandi sforzi per mandarlo alla Welton e lui avverte sulle sue spalle il peso di questa responsabilità (lo sente anche per via del padre che non perde occasione di ricordarglielo), dunque assopisce le sue passioni che tutte ad un tratto vengono risvegliate dall’influenza di Keating. Neil si da al teatro, reciterà Puck nell’opera Shakesperiana “Una notte di mezza estate” tuttavia viene scoperto dal padre che su tutte le furie, decide di fargli lasciare il collegio per entrare in un’accademia militare…Neil non regge lo scossone e incapace sia di comunicare al genitore i propri desideri e il proprio amore per il teatro sia di ribellarsi, porta alle estreme conseguenze un complesso di Edipo intuibile sin dalle prime scene. Neil decide infatti di uccidersi portando un profondo sconvolgimento negli eventi del film…la scena del suicidio è tral’altro fra le più commoventi dell’intero film: musica e immagini danno quel senso di tensione quasi teatrale

Todd Anderson

In questo personaggio ho rivisto la mia timidezza e insicurezza, questo è il personaggio che forse più subisce l’influenza di Keating anche se, ad un occhio poco attento, potrebbe sembrare il contrario. Todd porta sulle spalle il peso della reputazione di suo fratello, studente modello diplomatosi in quella scuola. All’inizio è molto chiuso in sé stesso ma dopo una lezione in cui Keating lo costringe ad urlare e inventare sul momento una poesia (altra scena che adoro *-*) il ragazzo mostra un talento e un’intelligenza non indifferente. Col passare del tempo e con l’amicizia di Neil, Todd diverrà sempre più spigliato. La morte dell’amico lo devasta e accusa il padre di averlo ucciso. Sarà lui, sotto costrizione del preside e dei suoi genitori a rivelare il nome dei membri della Setta dei Poeti Estinti e a decretare l’espulsione di Keating dalla scuola. Gli amici e il professore stesso non gliene faranno tuttavia una colpa dal momento che il destinto dell’insegnante era stato in pratica già deciso.

Nuanda

Ecco, il mio personaggio preferito. Folle, divertente, spudorato e audace. Charlie Dalton (autoribattezatosi Nuanda) è colui che dopo aver recepito gli insegnamenti di Keating gli fa propri e li porta all’estremo. Epica la scena col sassofono e quella in cui offre il telefono al preside esordendo con una frase che, a parer mio, rimarrà nella storia del cinema “Preside, signore, è Dio. Chiede di far ammettere le ragazze a Welton” inutile dire che ero piegato in due…segue lo stesso destino di Keating, finirà espulso dopo aver sferrato un gancio destro (credo fosse destro) a Richard Cameron dopo che aveva tradito la setta e Keating stesso (io l’avrei direttametne ucciso)

Tralascerò altri personaggi, pur importanti, per dedicarmi alla “Setta dei Poeti Estinti”. I ragazzi ricreano questa setta dopo aver trovato alcuni riferimento a questo gruppo su libri e annuari. Si riuniscono in una grotta dove fumano, suonano e recitano poesie di loro composizione o di autori celebri…questi incontri saldano sempre di più i rapporti fra i vari personaggi e li guida ad una sempre maggiore caratterizzazione. Ad affrontare le proprie paure ed accettare a braccia aperte quel lato di noi “fiammeggiante” che troppo spesso rileghiamo in un angolo della nostra mente, del nostro cuore…

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