Recensione su La Vie En Rose

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29 dicembre 2012

Il film non ha bisogno di gradi presentazioni, già dal titolo si intuisce che ci stiamo rapportando con un excursus all’interno della vita della grande cantante francese Edith Piaf, una donna problematica e dalla salute cagionevole, ma dalla voce intensa e potente.

La cosa che non ci si aspetta dal film è che il regista si sofferma con grande attenzione, non sull’artista, ma sulla donna e sulla persona di Edith Piaf, attraverso una narrazione non cronologica, con salti apparentemente casuali nel tempo, ma con un certo ordine logico e un sapiente incastro delle varie vicende di vita della cantante, quindi distogliendo lo spettatore da quello che si aspetta essere un biopic da manuale. Da manuale è invece l’interpretazione di Marion Cotillard (vincitrice del premio oscar per la migliore interpretazione), che si plasma al personaggio, senza però facendolo diventare una macchietta. Nonostante la lunghezza, il film scorre bene, appassiona anche chi non conosce Edith Piaf, ma salta molti tappe della sua vita, concentrandosi solo su alcune.

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