Recensione su La grande bellezza

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27 Maggio 2013

(Sei stelline e mezza)

Sorrentino o l’arte della prolissità.
La mia impressione è che, avendo più mezzi (economici) a disposizione del suo solito, l’autore si stia divertendo nel fare ciò che desidera fare, senza porsi troppi limiti. Il che non è sempre un male. Ma, purtroppo, qui, lo è stato.

Mi spiego: come è già accaduto nella sua prova letteraria, Hanno tutti ragione, questa pellicola del buon Paolo abbonda ben oltre la sua effettiva risoluzione narrativa, introducendo nel racconto elementi sostanzialmente fini a sé stessi, utili a “soddisfare” le sue velleità personali.
La parentesi religiosa conclusiva, per esempio, benché importante nella definitiva caratterizzazione del protagonista, è pallida, poco incisiva, votata alla ricerca di un potente effetto visivo ed allegorico (dopo aver recentemente visto My son… di Herzog, comincio a domandarmi se i fenicotteri abbiano un significato simbolico a me ignoto) che, in realtà, non arriva mai, nonostante i tantissimi richiami ad un immaginario cinematografico (Fellini, ovviamente, ma anche Pasolini, e chissà cos’altro) e pittorico di lusso (Antonello da Messina imperat).

Jep Gambardella è un personaggio bello ed interessante (e Servillo, ca va sans dire, è un corpo ed un volto magistrale) ed il suo vagare fisico e mentale è davvero fascinoso. Ma, paradossalmente, è inscritto in una narrazione troppo episodica e frammentaria, slabbrata, a tratti irrisolta, ed in una carrellata di altri personaggi troppo abbozzati per diventare indimenticabile come meriterebbe.
La compiutezza non è di questi luoghi.

Bella la fotografia, leziosi alcuni movimenti di camera troppo insistiti e manierati che, altrove (ovvero, in tutti i suoi lavori precedenti) ho apprezzato quasi incondizionatamente, ma che qui (vedi, soprattutto, i primi dieci minuti di pellicola) mi sono parsi quantomai vezzosi.

P.s.: Herlitzka che (voglio crederlo!) cita Gassman (per accentuare l’elusione dal peso della propria carica religiosa) mi è piaciuto molto. Eh, sono una mente semplice.

3 commenti

  1. dadewan / 28 Maggio 2013

    ecco!!! proprio oggi quando sono uscito dalla sala pensavo a questo! brava!

  2. Stefania / 29 Maggio 2013

    Grazie!
    Però, ammetto che sono un po’ amareggiata: questo film avrebbe potuto essere “molto di più”, con “molto poco” (leggi, una sceneggiatura più solida). Confido in un prossimo lavoro di Sorrentino, perché, come dire, ripongo in lui una certa fiducia 😉

  3. fran / 29 Maggio 2013

    Quello dei fenicotteri è stato un momento durissimo.

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