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Recensione su I cavalieri

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PARENTESI / 6 ottobre 2017 in I cavalieri

Romerone mette da parte, giusto il tempo di un film, il genere che lo ha reso celebre senza però rinunciare alla solita ramanzina sul piano politico.
Nel 1981 viene fuori questo insolito prodotto. Nel midwest c’è questa comunità itinerante di Hippie che per mantenersi si esibisce in tornei medioevali a bordo di motociclette. Chiaramente è difficile vivere in mezzo alla società senza volerne far parte e ben presto cominceranno i dissidi.

“Knightriders” è una reinterpretazione in chiave moderna del mito di re Artù che va a fondersi con l’ideologia Hippie. Se volgiamo il messaggio politico qui è più forte e palese che in altre pellicole dello stesso Romero. La società non accetta che questo gruppo di emarginati viva secondo le proprio regole e i propri codici. Il film è ricco di buone battute che delineano la filosofia del regista.

Sicuramente un film ambizioso che purtroppo soffre di numerosi difetti. Il più grave è senza dubbio il minutaggio eccessivo. Il montaggio è curato dallo stesso Romero, il quale probabilmente ha faticato non poco a lasciare della pellicola sul pavimento. Purtroppo si avrà la sensazione di vedere sempre le stesse cose e la sensazione subentra già dopo 20 minuti.

Un film fatto col cuore ma decisamente imperfetto.

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