2015

Irrational Man

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Irrational Man
Irrational Man

Al, professore di filosofia, sta attraversando una profonda crisi personale: si trasferisce in un nuovo campus universitario, dove è atteso con grande curiosità da colleghi e studenti. Il suo atteggiamento esistenzialista e l'aura di mistero che lo circonda attirano l'attenzione di una professoressa di chimica e di una sua studentessa che si contendono i sentimenti dell'uomo. Per un caso fortuito, Al scopre quale potrebbe essere la scintilla che potrebbe riaccendere la sua vita.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Irrational Man
Attori principali: Joaquin PhoenixEmma StoneJamie BlackleyParker PoseyJoe StapletonNancy Carroll, Allison Gallerani, Brigette Lundy-Paine, Katelyn Semer, Betsy Aidem, Ethan Phillips, Leah Anderson, Paula Plum, Nancy Giles, Henry Stram, Geoff Schuppert, Robert Petkoff, Alex Dunn, Ron Chez, Tamara Hickey, Sophie von Haselberg, Ben Rosenfield, Michael Goldsmith, Lindsay McWhorter, Meredith Hagner, Jamie Rosenstein, Susan Pourfar, Gary Wilmes, David Aaron Baker, Nancy Villone, Christine Mascott, Tom Kemp, Britt Faulkner, Marina Re, David Pittu, Mark Zeisler, Adrienne Taylor, Tina Benko, Kate McGonigle, John Franchi
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura/Autore: Woody Allen
Fotografia: Darius Khondji
Costumi: Suzy Benzinger, Debbie Holbrook
Produttore: Ron Chez, Adam B. Stern, Allan Teh, Letty Aronson, Stephen Tenenbaum, Edward Walson
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico, Thriller
Durata: 95 minuti

Il filosofo nichilista con la pancetta / 29 Marzo 2017 in Irrational Man

Si può scrivere poco della personalità del protagonista senza scivolare nello spoiler, perciò dirò soltanto che generalmente Joaquin Phoenix non mi piace molto, trovo che ricicli spesso il medesimo tipo, ma qui Woody Allen gli ha scritto un personaggio semplicemente perfetto e lui lo ha saputo interpretare alla grande (pancetta inclusa!). Stavolta è Emma Stone – che generalmente adoro – a viaggiare a ritmi ridotti, ma questo è di fatto uno one-man-show che catalizza tutto, luci e ombre di una storia che accarezza la commedia noir prendendo una inattesa svolta thriller. Altra grande protagonista del film è la filosofia, soprattutto quella più disillusa e cinica alla Sartre, dosata con sapiente alchimia da Allen nel suo solito, pazzesco, divino disegno dei dialoghi.

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. / 16 Ottobre 2016 in Irrational Man

Woody Allenna è un po’ sopravvalutato? A volte si!

49° Ciak per il Maestro / 4 Gennaio 2016 in Irrational Man

Partiamo dal fatto che Allen (per me) non si discute. Può indovinare un film piuttosto che un altro, ma gli elementi che compongono la messa in scena sono sempre di qualità, ed anche in questo caso non si fa eccezione.
Recitazione : Emma Stone è una buona attrice, che si adatta perfettamente al cinema di Woody, anche se non è a livello di Diane Keaton o Mia Farrow, ma per l’Allen attuale va più che bene. Joaquin Phoenix ruba la scena e come professore di filosofia disilluso e stanco della vita risulta credibile e involontariamente simpatico, infatti il pubblico tiferà per lui.
Le musiche sono sempre state una garanzia nei film di Allen, pezzi jazz deliziosi e intramontabili.
La fotografia di Darius Khondji (“Midnight in paris”, “To rome with love”, “Magic in the moonlight” ecc) è calda e morbida. Non abbiamo gli stessi panorami della costa azzurra di “Magic in the moonlight” ma il mestiere c’è e si vede.

Se analizziamo la sceneggiatura, invece, possiamo certo dire che non sia originalissima, si ritorna al whodunnit, tema già affrontato da Allen nei film “Misterioso omicidio a Manhattan” ; “Crimini e Misfatti”; “Match Point”; e “Sogni e delitti”, sviluppato in chiave più leggera degli ultimi tre citati, ma meno comica del primo.
Originale no, ma chi ha detto che qualcosa debba essere per forza originale per essere Soddisfacente? Qualcuno forse disdegnerebbe un buon piatto di pasta e fagioli solo perché non è originale?!? Certo, la prima parte del film, in cui viene a galla l’insoddisfazione e la commiserazione di Lucas, risulta più interessante, mentre la seconda metà del film si alterna tra toni da giallo/commedia stile la signora in giallo (prendete questo paragone con le pinze). Il risultato è una commedia nera godibile e ben realizzata.
Lo stesso Woody Allen in un’intervista ha detto :”È semplicemente una storia che ho scritto ed ho pensato che fosse buona, ho girato il film ed ora vedremo se alla gente piacerà. Se non piacerà diranno ai loro amici di non venire a vederlo.” Questa frase descrive perfettamente la personalità di un regista geniale, che ha sempre fatto i film che voleva fare senza fregarsene dei giudizi altrui. Ad Allen non interessa poi tanto se il film verrà apprezzato o meno, lui fa film perché “è ciò che sa fare” e lo tiene vivo ed occupato per 3 mesi l’anno, una specie d’hobby. Ha la fortuna di venire pagato milioni per farlo, perché dovrebbe smettere? Visto che i risultati vanno sempre da “più che sufficiente” a “eccellente”?!?! Woody non è (e mai è stato)uno che cerca la storia perfetta , “da oscar”, per cercare approvazione o riconoscimenti. È semplicemente un pigro vecchietto ottantenne a cui piace tornare a casa presto da “lavoro” e vedersi la partita in tv. Lasciamolo stare, non chiedendogli quello che non può dare, perché quando non ci sarà più, di sicuro molti suoi denigratori lo rivaluteranno.

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Woody non delude (del tutto) / 2 Gennaio 2016 in Irrational Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il solito intellettuale alleniano, qui declinato come professore di filosofia, va ad insegnare in un college dove si trova invischiato in due relazioni, con una collega e con una studentessa, senza trovare un senso alla vita. Tormentato dal problema del caso e della “fortuna”, ascolta accidentalmente una conversazione, dalla quale apprende dell’esistenza di un giudice che sembra (alla parte lesa) compia con una sua delibera un crimine: il professore decide di agire, ed uccidere il giudice: questo unico atto conferisce senso alla sua vita.

Partendo dal presupposto che il professore nichilista che distrugge la filosofia sostenendo che essa sia inutile non ha la mia simpatia, il film si annoda sul tema del delitto perfetto, e soprattutto dei due piani di azione fra idealità teorica e azione pratica. Come con Hitchcock a suo tempo, e come con lo stesso Allen in “Sogni e delitti”, si delinea un piano perfetto per un omicidio, senza considerarne le conseguenze. Il tema, più che del Dostoevskij di “Delitto e castigo” è del Dostoevskij dell’Ivan Karamazov: “Se Dio non esiste allora tutto è lecito”, poi ripreso da Sartre. Se Dio non esiste, o radicalmente alla maniera esistenzialista, se la vita non ha senso, perché non agire tentando di darle un senso? A differenza del Raskol’nikov dostoevskijano, Joaquin Phoenix non ha alcun rimorso: è riuscito a dare un senso alla sua vita, con una narrazione tutta sua. Eppure più che cinico, il professore appare meschino – come evidenzia la sua brillante studentessa. Se è solito dire che gli uomini riempiono gli spazi vuoti con i pettegolezzi, in questo caso ci si trova dinanzi un uomo che ha riempito la sua intera vita priva di senso con un delitto: Abe ha riempito il vuoto esistenziale che si porta dietro con un crimine di cui va pure fiero. Si dimostra la gratuità del gesto del professor Abe allorché la studentessa, compresa la trama del delitto, minaccia di denunciarlo: è allora che Abe matura la decisione di uccidere la stessa studentessa, per evitare di essere incarcerato e per continuare quella vita a cui ha finalmente dato un senso.

Oltre al tema, alquanto interessante benché già più volte affrontato da Allen, c’è la buona interpretazione di Joaquin Phoenix (veramente inquietante lo sguardo in primo piano che lancia subito dopo aver lasciato la bibita avvelenata al giudice) come freccia all’arco del film. Remano contro invece le figure femminili abbastanza inconsistenti e/o insopportabili, dalla borghesuccia affetta da bovarismo che si pone dilemmi superficiali ammantati da gran quesiti alla professoressa infatuata. L’errore maggiore poi è stato di concentrarsi troppo nella prima parte del film sull’innamoramento della studentessa per il professore, abbastanza noioso a mio parere.

Con il ritmo che Allen (man)tiene, aspetto con trepidazione il prossimo film, anche se da questo mi aspettavo di più.

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La Filosofia non serve a nulla? / 27 Dicembre 2015 in Irrational Man

Il protagonista lo ripete spesso: la Filosofia? Solo chiacchiere, “puttanate”. Woody Allen ha esasperato il suo nichilismo, sfociando in un giudizio alquanto affrettato (nonché non condivisibile). Se la Filosofia non serve a nulla, allora che ci resta? La religione? Il fatto di compiere delle buone azioni per una estranea? L’istinto? Il film si segue bene, è ben fatto, è in pieno stile Allen, ma…non mi calpestare la Filosofia. PER FAVORE! DIVENTO UNA BESTIA!

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