Recensione su Irrational Man

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49° Ciak per il Maestro / 4 Gennaio 2016 in Irrational Man

Partiamo dal fatto che Allen (per me) non si discute. Può indovinare un film piuttosto che un altro, ma gli elementi che compongono la messa in scena sono sempre di qualità, ed anche in questo caso non si fa eccezione.
Recitazione : Emma Stone è una buona attrice, che si adatta perfettamente al cinema di Woody, anche se non è a livello di Diane Keaton o Mia Farrow, ma per l’Allen attuale va più che bene. Joaquin Phoenix ruba la scena e come professore di filosofia disilluso e stanco della vita risulta credibile e involontariamente simpatico, infatti il pubblico tiferà per lui.
Le musiche sono sempre state una garanzia nei film di Allen, pezzi jazz deliziosi e intramontabili.
La fotografia di Darius Khondji (“Midnight in paris”, “To rome with love”, “Magic in the moonlight” ecc) è calda e morbida. Non abbiamo gli stessi panorami della costa azzurra di “Magic in the moonlight” ma il mestiere c’è e si vede.

Se analizziamo la sceneggiatura, invece, possiamo certo dire che non sia originalissima, si ritorna al whodunnit, tema già affrontato da Allen nei film “Misterioso omicidio a Manhattan” ; “Crimini e Misfatti”; “Match Point”; e “Sogni e delitti”, sviluppato in chiave più leggera degli ultimi tre citati, ma meno comica del primo.
Originale no, ma chi ha detto che qualcosa debba essere per forza originale per essere Soddisfacente? Qualcuno forse disdegnerebbe un buon piatto di pasta e fagioli solo perché non è originale?!? Certo, la prima parte del film, in cui viene a galla l’insoddisfazione e la commiserazione di Lucas, risulta più interessante, mentre la seconda metà del film si alterna tra toni da giallo/commedia stile la signora in giallo (prendete questo paragone con le pinze). Il risultato è una commedia nera godibile e ben realizzata.
Lo stesso Woody Allen in un’intervista ha detto :”È semplicemente una storia che ho scritto ed ho pensato che fosse buona, ho girato il film ed ora vedremo se alla gente piacerà. Se non piacerà diranno ai loro amici di non venire a vederlo.” Questa frase descrive perfettamente la personalità di un regista geniale, che ha sempre fatto i film che voleva fare senza fregarsene dei giudizi altrui. Ad Allen non interessa poi tanto se il film verrà apprezzato o meno, lui fa film perché “è ciò che sa fare” e lo tiene vivo ed occupato per 3 mesi l’anno, una specie d’hobby. Ha la fortuna di venire pagato milioni per farlo, perché dovrebbe smettere? Visto che i risultati vanno sempre da “più che sufficiente” a “eccellente”?!?! Woody non è (e mai è stato)uno che cerca la storia perfetta , “da oscar”, per cercare approvazione o riconoscimenti. È semplicemente un pigro vecchietto ottantenne a cui piace tornare a casa presto da “lavoro” e vedersi la partita in tv. Lasciamolo stare, non chiedendogli quello che non può dare, perché quando non ci sarà più, di sicuro molti suoi denigratori lo rivaluteranno.

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