Recensione su Hitchcock

/ 20136.7178 voti

6 Luglio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Storia meno o più vera (nel senso del romanzato aggiunto, diciamo verosimile :/) di Hitchcock che dopo aver avuto successissimo con Intrigo internazionale si annoia. Booooring!! E allora sceglie di girare Psycho, da un romanzo basato a sua volta su un killer di nera e non trova nessuno che glielo produca perché come progetto fa schifo a tutte le major, e ci mette i soldi suoi ipotecando la casa con piscina. Ma non solo, perché questo è lo sfondo su cui innestare la storia del suo rapporto con la moglie-sceneggiatrice Alma, abituata a stare nella sua ombra cicciona e a non apparire, a farsi trattare come una pezza da pulire lo sbocco e blabla. A parte che hanno una casa che per due persone è insensatamente abnorme; ma in effetti non c’entra un ca**o. Hitch è un Anthony Hopkins gonfio come un palloncino, encomiabile ma non del tutto riuscito; anche perché tutti ricordano perfettamente la faccia mediaticamente sovraesposta di quello vero, e ci somiglia giusto l’ombra. Di Alma invece la faccia non la conosceva nessuno (o almeno, io no), per cui è assai più accettabile, e la Mirren è come solito molto brava (beh, boooooring!). Menzione per Scarlett, per una volta quasi vestita, nel ruolo di Janet Leight, il film è godibile per gli abbastanza appassionati del regista, che abbiano visto, chessò, almeno una decina dei tremillanta film suoi, e possano provare un certo qual piacere a andare a fondo e assistere a una versione dei retroscena della sua vita privata. Perché è appunto relativamente interessante, aneddotico, per certi versi curioso, a tratti esagerato (Hitch che si sogna di parlare col serial killer, il quale gli dice di esser geloso, tipo diavoletto da cartoon), fictionesco e fuori dalle righe. Ah, e poi ci sono raffigurazioni di uccelli dovunque.

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