14 Recensioni su

Hitchcock

/ 20136.7178 voti

Carino / 24 Luglio 2016 in Hitchcock

Mi è piaciuto molto, quindi probabilmente adesso vedrò il film.

11 Maggio 2014 in Hitchcock

Per essere l’opera prima di un giovane regista fino a questo momento impegnato nel solo campo dei documentari direi che non è affatto male, no.
Un cast stellare (con un Anthony Hopkins assolutamente irriconoscibile e bravissimo nella ricostruzione dell’Hitchcock storico, e una Helen Mirren sempre elegante e intensa), dialoghi brillanti e un sano e curioso appetito che ci porta a curiosare sui retroscena che hanno dominato la genesi di quel capolavoro che è Psycho (ogniqualvolta mi imbatto nella storiella del gabinetto osteggiato dalla censura, per esempio, non posso non ridacchiare).
Il film apre le danze con una meravigliosa sequenza iniziale, per poi scorrere tranquillo fino a una chiusura altrettanto bella. Da guardare.

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6 Luglio 2013 in Hitchcock

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Storia meno o più vera (nel senso del romanzato aggiunto, diciamo verosimile :/) di Hitchcock che dopo aver avuto successissimo con Intrigo internazionale si annoia. Booooring!! E allora sceglie di girare Psycho, da un romanzo basato a sua volta su un killer di nera e non trova nessuno che glielo produca perché come progetto fa schifo a tutte le major, e ci mette i soldi suoi ipotecando la casa con piscina. Ma non solo, perché questo è lo sfondo su cui innestare la storia del suo rapporto con la moglie-sceneggiatrice Alma, abituata a stare nella sua ombra cicciona e a non apparire, a farsi trattare come una pezza da pulire lo sbocco e blabla. A parte che hanno una casa che per due persone è insensatamente abnorme; ma in effetti non c’entra un ca**o. Hitch è un Anthony Hopkins gonfio come un palloncino, encomiabile ma non del tutto riuscito; anche perché tutti ricordano perfettamente la faccia mediaticamente sovraesposta di quello vero, e ci somiglia giusto l’ombra. Di Alma invece la faccia non la conosceva nessuno (o almeno, io no), per cui è assai più accettabile, e la Mirren è come solito molto brava (beh, boooooring!). Menzione per Scarlett, per una volta quasi vestita, nel ruolo di Janet Leight, il film è godibile per gli abbastanza appassionati del regista, che abbiano visto, chessò, almeno una decina dei tremillanta film suoi, e possano provare un certo qual piacere a andare a fondo e assistere a una versione dei retroscena della sua vita privata. Perché è appunto relativamente interessante, aneddotico, per certi versi curioso, a tratti esagerato (Hitch che si sogna di parlare col serial killer, il quale gli dice di esser geloso, tipo diavoletto da cartoon), fictionesco e fuori dalle righe. Ah, e poi ci sono raffigurazioni di uccelli dovunque.

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17 Giugno 2013 in Hitchcock

La storia era molto interessante ma il film per me non decolla mai. C’è sempre qualcosa che stona…Anthony Hopkins che trovo bravissimo qui mi piace molto poco e il doppiaggio (Proietti) lo trovo inadatto.
Purtroppo non prende mai totalmente.

P.S. Non sapevo che la moglie avesse giocato un ruolo così importante nella sua vita…è proprio vero che spesso è fondamentale la persona che ci si sceglie accanto.

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29 Maggio 2013 in Hitchcock

“Per quale motivo lo fanno, mi chiedo… Perché mi tradiscono sempre…”
Scaccato di vita del più famoso regista durante la lavorazione del suo capolavoro Psycho.
Ovviamente la vita privata ha condizionato molto anche la sua vita professionale e le sue paure e insicurezze hanno comunque influenzato decisioni.
Peccato per il doppiaggio. Siamo abituati alla storica voce e questa diversa (pare sia Proietti… Bah…) un po’ stona… Un po’ troppo per la verità.
Non male come film ma non eccezionale…
“C’era un tempo in cui pensavo di capirvi… di capire le donne…” a chi lo dici caro Hitch… A chi lo dici…
Ad maiora!

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23 Maggio 2013 in Hitchcock

il maestro del brivido è uno dei miei registi preferiti. Avevo letto la biografia di Donald Spoto che non risparmia certo cattiverie ma vederlo “all’opera” mi ha quasi fatto crollare un mito, l’immagine è più forte della parola.
Fantastico Hopkins anche se il trucco non gli ha dato molto del faccione simpatico del grande Hitch. Sembrava puntare tutto sullo sguardo riuscendoci perfettamente.

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commento positivo / 3 Maggio 2013 in Hitchcock

film carino, ironico, bella regia e bravi attori. permette di rivivere aspetti di vita del regista.. lo consiglio..

28 Aprile 2013 in Hitchcock

Comprendo che la relazione tra Hitchcock e Alma abbia caratterizzato la lavorazione di Psycho (e non solo), ma le loro schermaglie di coppia navigata in crisi mi hanno annoiata.
Mi aspettavo una sequenza di aneddoti sul film, quindi il dilemma sentimentale di Hitch non mi ha appassionata.

Adoro Gigi Proietti e la sua voce, ma il doppiaggio di Hopkins, in questa veste, poi, non gli si confà.

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21 Aprile 2013 in Hitchcock

Un bel film, anche per chi non conosce i film di Hitchcock…

21 Aprile 2013 in Hitchcock

Non sapevo dell’esistenza, così importante nella sua vita e carriera , della moglie Alma…

16 Aprile 2013 in Hitchcock

Non lo si poteva intitolare semplicemente PSYCHO, anche se è vero che non è la biografia di HITCHCOCK. E’ più un “film sul film” che coglie l’occasione per parlare del regista e dell’uomo. Il dietro le quinte della realizzazione di uno dei thriller (perchè definirlo horror è una bassezza) più celebri della storia del cinema è un film in sè: sentimenti violenti, pulsioni, rabbia, desiderio di libertà, c’è un pò di tutto questo nel modo in cui l’uomo Hitchcock ha affrontato il suo lavoro più celebre.
In crisi di idee, Hitchcock va alla ricerca di qualcosa di diverso, di sperimentale e pulsante e si spinge così a fondo da mettere in gioco sè stesso, il suo equilibrio, la sua prosperità economica, la relazione con la moglie.
Man mano che si procede nell’iter realizzativo si impara qualcosa di più intimo sull’umanità nascosta dietro la macchina da presa: aneddoti e particolarità che fanno emergere anche la grande donna che si nasconde dietro ogni grande uomo.
Helen Mirren è Alma, la consorte di Hitchcock, in una delle sue interpretazioni più belle ed è curioso come a calarsi negli abbondanti panni di Alfred sia l’ex-hannibal Lecter, Anthony Hopkins. E’ magistrale la sua rappresentazione del maestro della suspence, in tutte le sue sfaccettature, dalla più umana alla più caricaturiale. Hopkins dà il meglio di sè (peccato non aver avuto una nomination agli oscar…) e il film forse fa vedere il meglio di “Hitch”.

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15 Aprile 2013 in Hitchcock

Appena ho scoperto che avevano intenzione di girare un film su uno dei registi che rientrano nella mia personale top 5, non stavo più nella pelle. Figurarsi quando ho saputo che la trama avrebbe ruotato attorno alla realizzazione di Psyco, che, per certi versi, potrebbe essere considerato il mio film preferito in assoluto. Leggendo, poi, che il cast comprendeva attori del calibro di Scarlett Johansson e Anthony Hopkins, la data 4 aprile è diventata una di quelle da segnare sul calendario. Tant’è che avrei messo in atto una rivolta popolare nel caso in cui avessero deciso di non distribuire il film nelle sale della mia città (cosa che, alla fine, è stata fatta in ritardo).

Questa premessa personale potrebbe sembrare superflua, ma rende l’idea della grande aspettativa che avevo nei confronti di questo film. Aspettativa che non è stata delusa, direi, dal momento che il film risulta godibile e niente affatto pesante (come, invece, ci si aspetterebbe da un film biografico).
Non è facile girare un film sul Maestro della suspense, soprattutto se a farlo è un regista semi-sconosciuto come Sacha Gervasi, che prima d’ora aveva posto la sua firma solo su un documentario musicale di produzione indipendente. Se poi si aggiunge che l’intento del film è quello di analizzare il rapporto tra il regista più odiato da Hollywood e la moglie Alma Reville, la situazione si complica.

L’abilità di Gervasi, a parer mio, è stata quella di tentare di girare un film su Hitchcock… alla Hitchcock, senza tuttavia avere troppe pretese. Nella pellicola, infatti, sono ricorrenti i riferimenti alla carriera del Maestro, non solo per quanto riguarda i diversi aneddoti che, bene o male, sono a disposizione di tutti, ma anche nel modo di girare e nell’attenzione ai particolari. C’è, però, spazio per l’originalità (anche perché Alfred Hitchcock è inimitabile): ho apprezzato, in particolare, le scene in cui il pluriomicida Ed Gein (personaggio a cui il cinema deve molto, non solo per “Psyco”, ma anche per “Il Silenzio degli Innocenti” e “Non aprite quella porta”) appare in sogno al celebre regista, fino a ricordare l’Humphrey Bogart di “Provaci ancora, Sam” del mitico Woody Allen.

L’ “Hitch” di Gervasi, interpretato da Anthony Hopkins, seppur vagamente stereotipato, appare in tutta la sua umanità, con le sue gelosie e debolezze (si pensi al suo rapporto con il cibo), e fa pensare che, magari, ci fosse molto più di lui nei suoi personaggi di quanto fosse dato credere.

La vera protagonista, però, è Alma, interpretata da una straordinaria Helen Mirren, dimostrazione vivente che, come si suol dire, “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Non mancano neanche per lei, comunque, i momenti di gelosia o di incertezza, e soprattutto non manca la voglia di riscatto, quella di chi è sempre vissuta all’ombra di un genio alla cui fama (e fame!) ha contribuito lei stessa.

Una nota decisamente positiva va ai vari truccatori, che hanno saputo ricreare perfettamente la silhouette e l’inconfondibile doppio mento di Hitchcock, e alla scelta di attori come James D’Arcy e Michael Wincott (rispettivamente per le parti di Tony Perkins e del già citato Ed Gein), che somigliano in maniera incredibile ai personaggi che interpretano.

E, naturalmente, andrebbe aperta una parentesi sull’interpretazione di Scarlett, che forse non sembrerebbe la più adatta per il ruolo di Janet Leigh, ma che risulta impeccabile, sia come Janet che come Marion.

Come ultima garanzia, la colonna sonora è stata curata da Danny Elfman, che, tra l’altro, aveva dato il suo contributo di compositore anche a uno degli episodi della seguitissima serie “Alfred Hitchcock presenta”.

Che dire? “Hitchcock” non raggiunge certamente la perfezione, ma è un esperimento molto interessante, che riesce a intrattenere il pubblico e, in un certo senso, anche ad appassionarlo. Promosso.

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Hitchcock, un uomo ossessionato dal delitto / 6 Aprile 2013 in Hitchcock

“Questa è l’autentica ispirazione da cui nasce Psycho: ognuno di noi nasconde un lato oscuro di violenza e di orrore”. Affascinante, vero?

1959. Alle soglie dei 60 anni Hitchcock cerca la nuova sceneggiatura per il prossimo film. Dopo il successo di Intrigo internazionale le aspettative del pubblico e delle case di produzione sono molto pretenziose. Alcuni azzardano l’idea che il regista potrebbe addirittura ritirarsi dalle scene e che il progetto di Psycho risulterebbe un investimento pericoloso e una macchia nella carriera del maestro.

Mai errore fu più grossolano.

Hitchcock, crede nel suo progetto. Fino in fondo. Fino a rischiare il suo patrimonio e la sua reputazione.

La vicenda della creazione di Psycho si interseca con quella più privata del rapporto con sua moglie Alma Reville, una relazione basata sull’affinità intellettuale, sul rispetto e sul sarcasmo che cela un po’ di insana gelosia.

Le sue attrici, tutte necessariamente biondissime, tutte plasmate dal regista come in La donna che visse due volte, sono parti di un malessere sempre palese nei suoi film, un’impronta riconoscibile che ne fa un grandissimo regista. Molti anni dopo grazie al lavoro di Truffaut e al Cahiers du Cinema verrà sdoganata l’idea riduttiva di Hichcock come semplice maestro dell’horror per essere innalzato nell’olimpo degli autori di genere.

Il cast imprime alla pellicola una forza attoriale spettacolare. Un eccellente e ingrassato Anthony Hopkins è quasi irriconoscibile; il premio Oscar Helen Mirren riesce a esaltare ogni sfaccettatura caratteriale del complicato e affascinante personaggio di Alma Reville ; Scarlett Johansson e Jessica Biel sono garanzie di freschezza.

Il film di Gervasi non si risparmia nel mettere in gioco tutti gli elementi psicologici e le contraddizioni di un genio, sempre in bilico tra inquietudini e humor. Significativi sono i continui riferimenti a una Hollywood troppo vicina a logiche di tipo commerciale, logiche che Hitch ribalta costantemente con l’autorevolezza del suo nome, con l’ingegno e con un’arma segreta. Quale? L’ossessione che si manifesta nei dettagli. Hitch spia ogni cosa… una volta da un buco nel muro, una volta dalla finestra, ma soprattutto dall’occhio attento della sua macchina da presa, l’unica a percepire l’”assoluta verità”.

Giulia Venditti

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Meglio chiamarlo “The Hitchcocks” / 9 Marzo 2013 in Hitchcock

Sarà perchè Psycho è in assoluto il mio film preferito, e perchè considero Hitchcock uno dei più grandi registi della storia del cinema, ma credo che con un cast del genere fosse difficile deludere il pubblico! Ho notato una grande cura nello studio dei personaggi, Scarlett Johansson non ha nulla a che vedere con Janet Leigh,eppure lo sguardo,il modo di muoversi,e tutti quei piccoli gesti che avevo notato,li ha riprodotti alla perfezione,così come James D’Arcy per Anthony Perkins e,inutile dirlo, Anthony Hopkins…! Alla fine la lavorazione di Psycho è posta solo sullo sfondo, il vero fulcro della storia ruota attorno al matrimonio con Alma Reville (a proposito, strepitosa e cazzutissima Helen Mirren). Peccato averlo visto,per adesso,in lingua originale…sono uno dei -pochi,forse- cultori del doppiaggio italiano!

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