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  • Un’opera giusta e necessaria, perfetta per risvegliare le coscienze dormienti delle persone rintronate dalla tremenda televisione spazzatura

Recensione su Good Night, and Good Luck

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Un’opera giusta e necessaria, perfetta per risvegliare le coscienze dormienti delle persone rintronate dalla tremenda televisione spazzatura / 9 Giugno 2011 in Good Night, and Good Luck

“Quello che sto per dire a molti non piacerà. Quando il discorso sarà terminato alcune persone potranno accusare questo reporter di sputare nel piatto in cui mangia. E la vostra organizzazione potrà essere accusata di aver dato ospitalità a delle idee eretiche e addirittura pericolose. Ma la struttura articolata di network, agenzie di pubblicità e sponsor non subirà scossoni, né sarà alterata. È mio desiderio e mio dovere parlare a tutti voi apertamente di ciò che sta accadendo alla radio e alla televisione, e se quello che dico è irresponsabile, allora io solo sono da ritenere responsabile. La nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia. E se fra cinquanta, o cento anni degli storici vedranno le registrazioni settimanali di tutti e tre i nostri network, si ritroveranno di fronte a immagini in bianco e nero o a colori, prova della decadenza, della vacuità e dell’isolamento dalla realtà del mondo in cui viviamo. Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli o disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza e non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci, isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando ormai sarà troppo tardi per rimediare”.
Si apre con queste parole, pronunciate dal giornalista Edward R. Murrow, il secondo film da regista di George Clooney, che, dopo l’ottimo esordio con “Confessioni di una mente pericolosa”, si riconferma dimostrandosi un cineasta intelligente. Le parole sopra citate Murrow le pronunciò, nel 1958, dai microfoni della Radio-Television News Directors Association: un discorso, il suo, duro ma ineccepibile, che denunciava come la televisione stesse venendo meno al suo dovere principale, ossia quello di informare la gente riportando tutte le notizie senza filtri censori, per fare spazio a programmi stupidi che avevano come unico scopo quello di distrarre le persone dalla realtà (praticamente la stessa cosa che sta succedendo nel nostro Paese da tre decenni a questa parte, grazie a Silvio Berlusconi e alla televisione spazzatura di cui è proprietario, vale a dire Mediaset, con la quale è riuscito ad ottundere le menti degli italiani; e così il Nostro può sfuggire alla giustizia continuando a farsi eleggere all’infinito come Presidente del Consiglio…). Ma chi era Edward R. Murrow? Per chi non lo sapesse, era un giornalista televisivo della CBS che, nel 1953, ebbe il coraggio di schierarsi apertamente contro il senatore Joseph B. McCarthy, fautore della cosiddetta “caccia alle streghe”, per provare quanto fosse assurda e ridicola la persecuzione che quest’ultimo attuava nei confronti dei comunisti.
Con ”Good Night, and Good Luck”, dunque, Clooney (autore anche della sceneggiatura insieme a Grant Heslov) si muove sul doppio binario della politica e della televisione, per dimostrare come la prima utilizzi l’arma della paura per restringere le libertà civili delle persone, mentre la seconda si assume il compito di coprire le malefatte dei politici distraendo la gente – come già detto in precedenza – con programmi idioti che evitano completamente di affrontare la scomoda realtà quotidiana. Bisogna evitare che le persone pensino, questo l’imperativo dei politici: è pericoloso che la gente ragioni con la propria testa, perché se facesse ciò, potrebbe rendersi conto di quello che combinano realmente i “signori” che li governano.
E per evitare che le persone comuni si facciano domande scomode, non c’è niente di meglio che lobotomizzarle con la televisione.
Clooney ha realizzato un film esemplare, sia per come è stato scritto (ottimi i dialoghi) sia per come è stato girato (con uno stile classico, in uno splendido e rigoroso bianco e nero). Ambientato quasi tutto negli studi della CBS, “Good Night, and Good Luck” convince pienamente grazie ad un ritmo serrato che non concede pause, ad una sceneggiatura di ferro che delinea con precisione i personaggi, sia i principali che i secondari, e alla regia sicura di Clooney, che bada al sodo senza cercare inutili voli pindarici. Il film, inoltre, si avvale anche di un ottimo cast: David Strathairn, nei panni di Edward Murrow, giornalista indomito che giustamente se ne infischia delle minacce che gli riservano i potenti da lui criticati, è straordinario; ma sono eccellenti pure gli altri interpreti che lo affiancano, da Robert Downey Jr. (Joe Wershba) a Frank Langella (William Paley), da Jeff Daniels (Ted Church) a George Clooney stesso, che si ritaglia la parte di Fred Friendly, il braccio destro di Murrow.
“Good Night, and Good Luck” è un’opera giusta e necessaria, perfetta per risvegliare le coscienze dormienti delle persone rintronate dalla tremenda televisione spazzatura che ci viene propinata quotidianamente.

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