Good Night, and Good Luck

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Good Night, and Good Luck

Anchorman di un importante network televisivo s'impegna personalmente, durante il suo programma, a smascherare l'atteggiamento profondamente antidemocratico del senatore americano McCarthy, presidente della Commissione per le Attività Antiamericane che negli anni '50 processava arbitrariamente chiunque fosse sospettato di simpatie comuniste.
scimmiadigiada ha scritto questa trama

Titolo Originale: Good Night, and Good Luck.
Attori principali: David StrathairnJeff DanielsAlex BorsteinRose AbdooDianne ReevesTate Donovan, Reed Diamond, Matt Ross, Patricia Clarkson, Robert Downey Jr., George Clooney, Tom McCarthy, Glenn Morshower, Don Creech, Grant Heslov, Robert John Burke, Ray Wise, Robert Knepper, Helen Slayton-Hughes, Frank Langella, Peter Jacobson
Regia: George Clooney
Sceneggiatura/Autore: George Clooney, Grant Heslov
Fotografia: Robert Elswit
Costumi: Louise Frogley
Produttore: Steven Soderbergh, Jennifer Fox, Marc Butan, Ben Cosgrove, Grant Heslov, Mark Cuban, Chris Salvaterra, Jeff Skoll, Todd Wagner
Produzione: Francia, Giappone, Gran Bretagna, Usa
Genere: Orientale, Drammatico, Thriller, Storia
Durata: 93 minuti

7.7 / 10 Aprile 2013 in Good Night, and Good Luck

Il film affronta un tema quanto mai importante, cruciale per qualsiasi giornalista e non, e lo fa con consapevolezza e maestria. Altri meglio di me saprebbero spiegare la relazione intrinseca del film riguardo a potere mediatico e moralità, dove è giusto, quando è giusto ma soprattutto cosa è giusto. E se ai tempi d’oggi potremmo dire che non esiste più un giornalismo che non sia di parte, è vero anche che tale meccanismo è andato sempre più privatizzandosi con i soldi pubblici. E’ uno di quei film istruttivi che serve aver visto per arricchimento personale e evoluzione del pensiero a riguardo, che però stenterei a vedere due volte se non per la grande maestria nella regia e la lezione di sceneggiatura, nonché, in ultima analisi, la rappresentazione di una delle massime espressioni del mestiere di giornalista. Metto quindi 7,7 come titolo per ricordarmi questo piccolo dettaglio.

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Giornalismo anima della società / 8 Febbraio 2012 in Good Night, and Good Luck

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Good Night and Good Luck non è uno di quei film che ti fa sognare o che ti trasporta in un mondo fantastico o in una parte di realtà che è quella che magari ognuno di noi ha sempre sperato di vivere.. è uno di quei film, però, che ti tocca, ti colpisce e ti racconta.

Ti stimola a pensare, a riflettere e ti fa rinascere (ce ne fosse bisogno) quella voglia e quella consapevolezza di sentirsi in qualche modo fortunati nel poter leggere o sentire delle storie raccontate nella loro neutralità per quello che sono, senza secondi fini, senza schieramenti se non verso quella sorta di imparzialità sovrana che dovrebbe contenere giustizia e buon senso.

Non sono un esperto ne un critico di cinema per cui i dettagli e commenti tecnici li lascio a chi ne sa più di me, ciò non toglie che io possa esprimere un ottimo giudizio su questo film sia per i temi trattati sia per la semplicità e la comunicazione diretta con cui arriva allo spettatore.

La storia prende (a mio avviso) a pretesto l’esistenza di un giornalista statunitense, tale Ed Murrow, per solleticare lo spettatore su alcuni temi importantissimi di qualsiasi società civile. Non mi sembra il film sia un tributo al giornalista per quanto ne loda continuamente l’integrità morale 8come dargli torto, “pesasse” come il petrolio oggi saremmo tutti ricchi) sopraffina dello stesso; mantenere il soggetto protagonista ma non distogliere l’attenzione dello spettatore dai temi di fondo, dal messaggio che il film diffonde, credo, sia un grande merito del Clooney regista.

L’importanza per ogni cittadino di poter essere informato senza maschere sulla realtà dei fatti, l’importanza di venir a conoscenza delle storie che a loro modo incidono su presente e futuro anche di una piccola parte della popolazione, l’importanza di condurre battaglie a favore del buonsenso, l’importanza di avere il coraggio di denunciare o anche solo di raccontare storie di ordinaria ingiustizia sociale e civile nella speranza di muovere il sentimento popolare di ognuno di noi verso quella rivolta interiore che dovrebbe spingerci a lottare e ad opporci ai giochi sporchi del potere credo sia uno degli elementi fondamentali di ogni democrazia e di qualsiasi concetto di rispetto e libertà. Infondo, credo, al giornalista non si chiede di trasferire le sue emozioni personali (come si può chiedere allo scrittore) ma di trasferire la realtà dei fatti lasciando alla libertà di qualsiasi individuo la ascolti di trarne le sue conclusioni e/o esternarne le sue emozioni. Di recente ho sentito dire, ora non ricordo da chi, che “dovrebbe essere una finestra aperta sul mondo e non il mondo visto dalla finestra”, frase che mi sembra quanto mai geniale ed appropriata per descrivere il concetto.

Il film racconta le difficoltà di quel “mestiere”, secondo in vecchiaia solo al più citato “mestiere più vecchio del mondo” ma indubbiamente primo senza possibilità di replica in importanza sociale che non sono soltanto le difficoltà di affrontare chi tenta in ogni modo di ostacolarlo (cioè di quelle persone che usando mezzi poco leciti o usufruendo di racconti ed immagini create da una verità storpiata ad arte) e per farlo è disposto a qualsiasi cosa, per cui difficoltà di corruzione, di repentaglio della vita stessa per se stessi o per gli altri, ma sono anche le difficoltà morali, immagino, che una persona che cerca sempre di raccontare le verità per quello che crede di riuscire a scoprire debba incontrare.

Immagino che sia forte l’angoscia o il senso di dubbio perché si è consapevoli della forza e della potenza delle parole almeno tanto quanto si è consapevoli del fatto che essendo esseri umani si può anche sbagliare; ed è allora che, immagino, l’integrità morale della persona venga messa a dura prova non solo per la paura e consapevolezza di poter sbagliare e di creare dei danni permanenti ad una o più persone in caso di errore di giudizio dopo l’espressione di una storia d’accusa o di denuncia ma anche, e forse è la parte davvero più difficile, la resistenza a quel senso di potere che la tua mente metabolizza notando le reazioni alle tue parole. Credo ci voglia una forza enorme per non cadere in tentazione e non farsi trascinare dai tanti vantaggi personali che la stessa potenza delle tue parole potrebbero garantirti, ed è per questo che nel corso di tutto il film ho notato forte come un macigno l’integrità morale del personaggio principale raccontata però non come un encomio alla sua esistenza ma come un mettere in luce l’elemento essenziale e imprescindibile per quella persona che desidera impersonare il VERO GIORNALISTA e in questo senso credo che questo sia il messaggio più importante che il film comunichi.

Mi è balzata per la mente che, forse, potrebbe essere anche un messaggio di malinconia dello stesso Clooney che si rende conto di quanto qualsiasi stato necessiti di persone così per risvegliare le coscienze globali e anche di quanto sia però tremendamente difficile trovarne oggi, forse, più di ieri.

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14 Ottobre 2011 in Good Night, and Good Luck

Visto l’altra sera. Non male ma forse si poteva fare meglio.
Il film è interessante, parla del Maccartismo (di cui si è spesso sentito parlare) e lo fa rivivere grazie anche alla decisione di proporre il film in bianco e nero. David Strathairn è straordinario nei panni di Murrow spalleggiato da Clooney. Però a tratti risulta poco lineare e anche il finale delude un pò.

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Un’opera giusta e necessaria, perfetta per risvegliare le coscienze dormienti delle persone rintronate dalla tremenda televisione spazzatura / 9 Giugno 2011 in Good Night, and Good Luck

“Quello che sto per dire a molti non piacerà. Quando il discorso sarà terminato alcune persone potranno accusare questo reporter di sputare nel piatto in cui mangia. E la vostra organizzazione potrà essere accusata di aver dato ospitalità a delle idee eretiche e addirittura pericolose. Ma la struttura articolata di network, agenzie di pubblicità e sponsor non subirà scossoni, né sarà alterata. È mio desiderio e mio dovere parlare a tutti voi apertamente di ciò che sta accadendo alla radio e alla televisione, e se quello che dico è irresponsabile, allora io solo sono da ritenere responsabile. La nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia. E se fra cinquanta, o cento anni degli storici vedranno le registrazioni settimanali di tutti e tre i nostri network, si ritroveranno di fronte a immagini in bianco e nero o a colori, prova della decadenza, della vacuità e dell’isolamento dalla realtà del mondo in cui viviamo. Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli o disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza e non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci, isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando ormai sarà troppo tardi per rimediare”.
Si apre con queste parole, pronunciate dal giornalista Edward R. Murrow, il secondo film da regista di George Clooney, che, dopo l’ottimo esordio con “Confessioni di una mente pericolosa”, si riconferma dimostrandosi un cineasta intelligente. Le parole sopra citate Murrow le pronunciò, nel 1958, dai microfoni della Radio-Television News Directors Association: un discorso, il suo, duro ma ineccepibile, che denunciava come la televisione stesse venendo meno al suo dovere principale, ossia quello di informare la gente riportando tutte le notizie senza filtri censori, per fare spazio a programmi stupidi che avevano come unico scopo quello di distrarre le persone dalla realtà (praticamente la stessa cosa che sta succedendo nel nostro Paese da tre decenni a questa parte, grazie a Silvio Berlusconi e alla televisione spazzatura di cui è proprietario, vale a dire Mediaset, con la quale è riuscito ad ottundere le menti degli italiani; e così il Nostro può sfuggire alla giustizia continuando a farsi eleggere all’infinito come Presidente del Consiglio…). Ma chi era Edward R. Murrow? Per chi non lo sapesse, era un giornalista televisivo della CBS che, nel 1953, ebbe il coraggio di schierarsi apertamente contro il senatore Joseph B. McCarthy, fautore della cosiddetta “caccia alle streghe”, per provare quanto fosse assurda e ridicola la persecuzione che quest’ultimo attuava nei confronti dei comunisti.
Con ”Good Night, and Good Luck”, dunque, Clooney (autore anche della sceneggiatura insieme a Grant Heslov) si muove sul doppio binario della politica e della televisione, per dimostrare come la prima utilizzi l’arma della paura per restringere le libertà civili delle persone, mentre la seconda si assume il compito di coprire le malefatte dei politici distraendo la gente – come già detto in precedenza – con programmi idioti che evitano completamente di affrontare la scomoda realtà quotidiana. Bisogna evitare che le persone pensino, questo l’imperativo dei politici: è pericoloso che la gente ragioni con la propria testa, perché se facesse ciò, potrebbe rendersi conto di quello che combinano realmente i “signori” che li governano.
E per evitare che le persone comuni si facciano domande scomode, non c’è niente di meglio che lobotomizzarle con la televisione.
Clooney ha realizzato un film esemplare, sia per come è stato scritto (ottimi i dialoghi) sia per come è stato girato (con uno stile classico, in uno splendido e rigoroso bianco e nero). Ambientato quasi tutto negli studi della CBS, “Good Night, and Good Luck” convince pienamente grazie ad un ritmo serrato che non concede pause, ad una sceneggiatura di ferro che delinea con precisione i personaggi, sia i principali che i secondari, e alla regia sicura di Clooney, che bada al sodo senza cercare inutili voli pindarici. Il film, inoltre, si avvale anche di un ottimo cast: David Strathairn, nei panni di Edward Murrow, giornalista indomito che giustamente se ne infischia delle minacce che gli riservano i potenti da lui criticati, è straordinario; ma sono eccellenti pure gli altri interpreti che lo affiancano, da Robert Downey Jr. (Joe Wershba) a Frank Langella (William Paley), da Jeff Daniels (Ted Church) a George Clooney stesso, che si ritaglia la parte di Fred Friendly, il braccio destro di Murrow.
“Good Night, and Good Luck” è un’opera giusta e necessaria, perfetta per risvegliare le coscienze dormienti delle persone rintronate dalla tremenda televisione spazzatura che ci viene propinata quotidianamente.

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