2007

Il Petroliere

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Il Petroliere
Il Petroliere

Da un romanzo di Upton Sinclair, la storia del rude misantropo Daniel Plainview, che nel primo Novecento trivellò l'America per farne uscire il suo nero sangue, sfidando con spietata determinazione ogni legame affettivo ed ogni resistenza del bigottismo provinciale. Un Daniel Day Lewis ed una fotografia da Premio Oscar.
paolodelventosoest ha scritto questa trama

Titolo Originale: There Will Be Blood
Attori principali: Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Dillon Freasier, Ciarán Hinds, Kevin J. O'Connor, Hope Elizabeth Reeves, Colleen Foy, Barry Del Sherman, David Willis, Hans Howes, Sydney McCallister, Paul F. Tompkins, Kevin Breznahan, Jim Meskimen, Erica Sullivan, Randall Carver, James Downey, David Warshofsky, Charles Thomas Doyle, Russell Harvard, Mary Elizabeth Barrett, Brad Carr, Rhonda Reeves, Beau Smith
Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura/Autore: Paul Thomas Anderson
Colonna sonora: Jonny Greenwood
Fotografia: Robert Elswit
Costumi: Mark Bridges, Eden Clark Coblenz
Produttore: JoAnne Sellar, Paul Thomas Anderson, Daniel Lupi, Scott Rudin, Eric Schlosser
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 158 minuti

Un capolavoro / 12 agosto 2016 in Il Petroliere

Una prestazione magistrale da parte del mai abbastanza lodato Daniel Day-Lewis e sicuramente il miglior film del regista PT Anderson. Una drammatica storia di un uomo che trova il petrolio e inizia a lavorare in questo settore, divenendo un importantissimo petroliere negli States dei primi del '900. La strada sarà dura, e porterà alla luce il peggio da... continua a leggere » parte del protagonista: avidità, cattiveria, affari loschi e quant'altro, che definiranno la sua persona. Altro non voglio aggiungere, un film che va guardato e gustato, anche dal punto di vista visivo, con una realizzazione tecnica perfetta, con la fotografia vincitrice del premio Oscar, così come lo stesso Day-Lewis.

IL MIO CREDO, LA MIA ROVINA / 11 agosto 2016 in Il Petroliere

Capolavoro...senza se e senza ma.
La storia racconta la vita di un uomo consumato insanabilmente dalla febbre dell'oro nero. Non c'è niente che possa fermare la sua frenesia...non lo ferma una gamba rotta da ragazzo, non lo ferma la famiglia, non lo fermano i concorrenti ne il fervore religioso della comunità...niente e nessuno può ostacolare il suo... continua a leggere » cammino, ma ad una scalata vertiginosa segue sempre una caduta rovinosa.

Sceneggiatura robusta dai dialoghi grondanti di vigore. Un aspetto interessante è l'aver deciso di collocare la genesi del modello capitalistico moderno con la vita di frontiera americana. Un sistema che genera ricchezza dalla polvere e dal sangue. Oltretutto si lascia intendere come gli stati uniti si sono sviluppati sotto la spinta propulsiva del trasporto religioso da una parte e dalla cupidigia dall'altra.

Paul Thomas Anderson stupisce, muovendo la macchina da presa leggera e soave intorno al protagonista senza essere mai realmente presente. Addirittura nel primo quarto d'ora introduce e racconta i personaggi senza nemmeno una linea di dialogo.

Su Daniel Day-Lewis non c'è più nulla da dire che non sia già stato detto e qualsiasi aggettivo non renderebbe giustizia alla performance sfoderata. Da sottolineare le prove dei comprimari.

Tecnicamente perfetto sotto ogni punto di vista con tutti i vari reparti al loro meglio.

Quando hai Daniel Day-Lewis nel cast……… / 21 luglio 2016 in Il Petroliere

Basandosi sull'Oil! di Upton Sinclair, Paul Thomas Anderson narra le origini del capitalismo USA, in uno dei suoi aspetti più pregnanti: la corsa ai giacimenti di petrolio di inizio Novecento, che succede idealmente alla febbre dell'oro dell'epopea west, mostrando la connotazione tecnico-industriale del secolo appena cominciato.
Il petroliere Daniel... continua a leggere » Plainview (basato sulla figura del tycoon Edward Doheny) è quel mostro di bravura di Daniel Day-Lewis, che fornisce l'ennesima interpretazione decisamente convincente della sua carriera, vincendo il secondo dei tre oscar come miglior attore guadagnati finora (record assoluto che magari potrà anche essere migliorato). Il doppiaggio di Pannofino rende onore ad una performance di livello assoluto, cinque anni dopo la grandissima prova di Gangs of New York.
Anche Paul Dano non se la cava male nel ruolo dell'eccentrico predicatore Eli Sunday.
I due sono protagonisti di un finale decisamente sopra le righe, che va a turbare eccessivamente gli equilibri di un film fino a quel momento abbastanza controllato (e ad allungarne in modo inutile la durata già considerevole).
La colonna sonora, composta dal chitarrista dei Radiohead Jonny Greenwood, è a tratti inutilmente ansiogena, quasi da film horror.
I meravigliosi paesaggi desolati del west sono fotografati con maestria da Robert Elswit, anch'egli vincitore di Oscar. La Little Boston californiana è in realtà un paesino del Texas, dove era già stato girato il film – di oggetto simile – Il gigante, con James Dean.

Il maledetto “oro nero” / 25 aprile 2014 in Il Petroliere

P.T. Anderson confeziona una pellicola che può considerarsi, oltre che la via verso l'inferno di un uomo moralmente ed eticamente in caduta libera, un affresco curato sull'avidità e sulla corruzione del potere. Una corruzione non esteriore, ma legata al cuore e per cui si finisce col perdere di vista altri valori di maggiore importanza (qui rappresentati... continua a leggere » in particolare dalla famiglia e dalla religione).
Un plauso al doppio ruolo di Paul Dano e ad un Daniel Day-Lewis semplicemente maestoso.

Mio fratello per me è un estraneo / 17 settembre 2013 in Il Petroliere

"Spero che perdoniate il mio modo di parlare semplice, all'antica, da uomo che scava nella melma", questo è un estratto che delinea bene il ruvido spietato Daniel Plainview, protagonista di una storia di cieca misantropia, petroliere di una cupidigia fredda e "seriale", incapace di godere i frutti della ricchezza, sullo sfondo di un'America ultrareligiosa... continua a leggere » fino al fanatismo.
Un capolavoro del cinema uscito da un romanzo onestamente invecchiato maluccio (Upton Sinclair), è il primo film che vedo di Paul T. Anderson; viste le gigantesche premesse, non sarà certo l'ultimo. Recupererò a partire da Boogie Nights, mi sa.
Un film in un certo senso faulkneriano. Incrocia meschinità ed eresia (manca però l'ingrediente carnale); la sequenza del battesimo, di magniloquente brutalità, è un esempio di grande cinema, soprattutto se messa in controluce con la devastante sequenza finale alla sala bowling.
"La mia barriera di odio si è innalzata, lenta, negli anni". L'autodistruzione di Plainview trova il suo completamento in un'altra sequenza da brividi; lo scricchiolio di cocci, l'enormità vacua di un corridoio, due uomini entrano nell' ufficio oscuro dell'invecchiato Daniel, si tesse un dialogo impossibile tra due uomini che un tempo erano padre e figlio, incapaci di comunicare tra loro.
Per me Daniel Day Lewis è il più grande attore vivente. E questo film entra prepotentemente nella mia top ten. La dedica del regista al mai troppo compianto Altman completa il mio adescamento.
Ultima nota sulle musiche di Jonny Greenwood; se mi fosse capitato di ascoltarle al di fuori del film, avrei detto che si tratta di musica inascoltabile. Quel cicalio di archi, quello schianto del pianoforte, quel rumore assordante, quel crescendo ripetitivo da pianola Bontempi; ecco, tutto questo ha conosciuto una incredibile perfetta simbiosi con le immagini del film, come un bozzolo che diventa farfalla, anzi una terrificante magnifica falena notturna.