8 Recensioni su

Good Bye, Lenin!

/ 20037.7534 voti

grande cinema / 28 Gennaio 2020 in Good Bye, Lenin!

favoloso esempio di come fare cinema in Europa con buoni propositi ed ottime idee. Da rivalutare negli anni.

Colpo di genio / 10 Ottobre 2014 in Good Bye, Lenin!

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un autentico colpo di genio! Ecco che cos’è “Good Bye, Lenin!” di Wolfgang Becker.
Nonostante la caduta della DDR sia avvenuta praticamente ai giorni nostri, pare siano trascorsi secoli da quell’autunno in cui i berlinesi dell’Est e dell’Ovest si riversarono nelle strade ad annunciare, finalmente, la riunificazione.
La pellicola è una vivida fotografia della Berlino socialista; con i suoi eroi, le sue problematiche e le sue buffe Trabant; il tutto incastonato nel caratteristico triste grigiore del cemento dei blocchi sovietici.
Ma la genialità di Becker sta nel dimostrare che, oltre all’angoscia, alla disoccupazione ed ai vari problemi, si poteva anche trovare lo spazio per sorridere. Pur non prendendo le difese della Germania Est, ci mostra l’altra faccia della medaglia: il repentino avvento del capitalismo rimpiazza e distrugge impietosamente tutto ciò che è stato, lasciandone solo un malinconico ricordo in qualche vecchio irriducibile del collettivo. Ed è proprio questo ricordo che Alex cerca di rivivere; non solo per salvaguardare la salute della madre ma, in qualche modo, anche per proteggere se stesso dalla realtà scomoda della nuova vita del padre e ritrovare, forse, quella “serenità” che aveva dietro la cortina di ferro.

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13 Gennaio 2014 in Good Bye, Lenin!

La pellicola tedesca non fa solo satira e denuncia delle false promesse mai mantenute dal socialismo, ma è anche un racconto di un amore tra madre e figlio, che fa di tutto per proteggere la madre e lasciarla crogiolare ancora nella sua beatitudine socialista, prima che si trovi faccia a faccia con la realtà e con la nuova era capitalista.

Un film intelligente, sobrio e commuovente, campione di incassi in Germania, purtroppo un pò troppo snobbato qui in Italia.

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Attenzione product placement / 26 Novembre 2013 in Good Bye, Lenin!

Penso che in una Italia postberlusconiana e postconsumista se avessi un figlio che mi porta lo yomo al pistacchio gli perdonerei qualsiasi balla!

14 Gennaio 2013 in Good Bye, Lenin!

Pellicola estremamente originale che affronta con leggerezza un importante capitolo, spesso trascurato, della storia contemporanea, mediante continue trovate brillanti, emozioni ed affascinante ostalgia.

20 Dicembre 2012 in Good Bye, Lenin!

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ci credevate? Ebbene sì, c’era qualcuno che ancora non l’aveva visto. E visto che gli amici miei son tutti MOLTO più a sinistra di me, loro lo avevan visto tutti. Con grosso giovamento. In realtà non è che una commedia di quelle per le quali l’aggettivo “carina” ci sta dentro di brutto, però mi aspettavo chissà che. Oh è bello eh, non fraintendiamo. Poi voi siete gente gggiusta e l’avete sicuramente visto XD
Alex ha una mamma supersocialista, nella Germania dell’est pre-1989, e una sorella, e un padre no perché è scappato all’ovest. La madre va in coma appena prima della caduta del muro, pisola otto mesi e quando si sveglia dicono ad Alex di non farle provare grosse emozioni. Per non farle crollare il suo mondo simpaticamente comunista, Alex le ricostruisce in una stanza la Germania socialista, con tanto di scavi nei bidoni per cercare i barattoli dei cetrioli dei tempi pre-capitalisti e di tg fake preparato con l’aiuto di un suo amico cinefilo che mette citazioni di 2001 dappertutto e recita la parte dello speaker. Tira tira la corda, che fa ridere assai, con la statua di Lenin che vola trasportata via da un elicottero, continuando a indicare con un braccio il futuro, e il megaposter pubblicitario della Cocacola srotolato improvvidamente sulle architetture sovietiche fuori dalla finestra di mamma. Giustificar tutto è sempre più difficile.
Ma adesso pure i tedeschi fanno le commedie?

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16 Agosto 2012 in Good Bye, Lenin!

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Alexander Kerner vive nella Repubblica Democratica Tedesca: è il 1978 e osserva affascinato, in un clima di forte ideologia, la prima missione spaziale di un cosmonauta compatriota.
La madre Christiane riceve la notizia che il marito è fuggito all’ovest con un’amante: cade in depressione e quando si riprende abbraccia con tutta sè stessa la causa del socialismo, diventando una ‘compagna’ doc.
E’ il 1989: Christiane assiste ad una manifestazione di protesta cui partecipa il figlio, che viene arrestato sotto i suoi occhi; è colta da un infarto. Resterà in coma per 8 mesi, durante i quali il mondo sarà sconvolto: cade il muro di Berlino e con esso gli ideali comunisti; Berlino Est è invasa dal consumismo e dai suoi prodotti, spot pubblicitari, tv satellitari, auto nuove.
Per non stravolgere la madre, cui un nuovo infarto potrebbe essere fatale, Alex ricompone la sua casa come se nulla fosse accaduto e finge che nulla di rilevante sia successo in quei mesi. Fa la spesa e travasa tutto in vecchie bottiglie e barattoli, gira dei finti telegiornali per non farle vedere la nuova tv unica, ricrea l’ambiente del socialismo invitando vecchi compagni dei collettivi. La scena regge, ancorchè Alex si debba spesso arrampicare sugli specchi per giustificare le palesi novità, che si manifestano soprattutto quando Christiane riesce ad alzarsi dal letto e ad uscire di casa.
In una scena di forte impatto, un elicottero vola sulla città trasportando la statua colossale di Lenin, che con la mano protesa sembra esprimersi in un estremo saluto…
L’idea di questa bellissima e originale storia gioca sul fondamentalismo di chi nella ex Germania Est, fino alla fine, non voleva rendersi conto che i cambiamenti erano ormai imminenti.
La poesia politica che Alex ricrea per la madre è sì, innanzitutto, ispirata dall’amore e dalla premura nei suoi confronti, ma anche da un sopito desiderio di veder trionfare un’ideale che, nella realtà, è stato brutalmente accantonato.
Alex è per la libertà e lo dimostra nella manifestazione cui prende parte prima dell’infarto della madre, ma il ravvicinarsi ad essa nel momento della malattia gli permette di considerare le cose secondo la sua visione, la quale, forse, non è poi così malvagia. Bellissime le musiche per pianoforte di Yann Tiersen, già autore della splendida colonna sonora del Favoloso mondo di Amelie.

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Film gradevole, divertente ed allo stesso tempo amaramente geniale / 15 Novembre 2011 in Good Bye, Lenin!

Non peccare di retorica in un film che narra un fatto storico ancora “fresco”, come la caduta del muro di Berlino, e soprattutto dicendone dal punto di vista di chi ha vissuto dalla parte dell’Est, non è semplice. Un trapasso storico di tale portata è ancor prima che un crollo di mattoni, la caduta di un “Mondo” intero che scompare per sempre, la fine di una società che non ha vissuto soltanto nei libri, ma dove donne ed uomini, prima forti di una consapevolezza politica, si ritrovano smarriti nelle azioni quotidiane. La scomparsa di un Mondo e le conseguenze emotive che ne derivano è proprio ciò che vuole sottolineare Becker in “Goodbye Lenin!”, una pellicola dalla quale trapela la spiccata malinconia di chi ha visto un Mondo costruirsi lentamente e dissolversi in un attimo; una damnatio memoriae della propria storia e di radici che vengono strappate in un attimo, la ricerca di una nuova identità nel caos del nuovo. La libertà, quella vera, risiede nello stupendo epilogo che mostra attraverso l’ipotesi di una situazione capovolta una bellissima immagine di ciò che poteva essere ma che purtroppo non è stato.

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