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Recensione su Good Bye, Lenin!

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20 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ci credevate? Ebbene sì, c’era qualcuno che ancora non l’aveva visto. E visto che gli amici miei son tutti MOLTO più a sinistra di me, loro lo avevan visto tutti. Con grosso giovamento. In realtà non è che una commedia di quelle per le quali l’aggettivo “carina” ci sta dentro di brutto, però mi aspettavo chissà che. Oh è bello eh, non fraintendiamo. Poi voi siete gente gggiusta e l’avete sicuramente visto XD
Alex ha una mamma supersocialista, nella Germania dell’est pre-1989, e una sorella, e un padre no perché è scappato all’ovest. La madre va in coma appena prima della caduta del muro, pisola otto mesi e quando si sveglia dicono ad Alex di non farle provare grosse emozioni. Per non farle crollare il suo mondo simpaticamente comunista, Alex le ricostruisce in una stanza la Germania socialista, con tanto di scavi nei bidoni per cercare i barattoli dei cetrioli dei tempi pre-capitalisti e di tg fake preparato con l’aiuto di un suo amico cinefilo che mette citazioni di 2001 dappertutto e recita la parte dello speaker. Tira tira la corda, che fa ridere assai, con la statua di Lenin che vola trasportata via da un elicottero, continuando a indicare con un braccio il futuro, e il megaposter pubblicitario della Cocacola srotolato improvvidamente sulle architetture sovietiche fuori dalla finestra di mamma. Giustificar tutto è sempre più difficile.
Ma adesso pure i tedeschi fanno le commedie?

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