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Recensione su Frenzy

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13 febbraio 2011

Ambientazione londinese per un bell’Hitchcock esteticamente più datato di lavori ben più vecchi e tra i titoli meno noti del Maestro del Brivido: l’atmosfera dello Strand, tra bancarelle di frutta e pub di second’ordine, è qui ottimamente ricreata, compresi i ciuffi un po’ beat dei personaggi.
E’ curioso che l’identità dello strangolatore sia resa nota molto presto: nonostante questo, l’attenzione dello spettatore resta comunque molto alta, perché la struttura narrativa sottintende numerosi sviluppi e nuove aberrazioni.
Hitchcock, come in Una finestra sul cortile, insiste sul piacere voyeuristico del pubblico, spiazzandolo con un finale che, in pochi secondi, capovolge le sorti dei protagonisti.
La scena del camion di patate sfiora amabilmente il grotesque e le parentesi domestiche a casa del sergente di Scotland Yard che indaga sugli omicidi seriali che attanagliano Londra sono perfino spassose.

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