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La finestra sul cortile

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La finestra sul cortile
La finestra sul cortile

Da un racconto di Cornell Woolrich. Un fotoreporter è costretto momentaneamente sulla sedia a rotelle, dopo essersi rotto una gamba. Annoiato, dalla finestra del suo appartamento inizia ad interessarsi ai fatti del vicinato e scopre nientemeno che un omicidio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Rear Window
Attori principali: James StewartGrace KellyWendell CoreyThelma RitterRaymond BurrJudith Evelyn, Ross Bagdasarian, Georgine Darcy, Sara Berner, Frank Cady, Jesslyn Fax, Rand Harper, Irene Winston, Havis Davenport, Bess Flowers, Kathryn Grant, Marla English, Alfred Hitchcock, Anthony Warde, Gig Young
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura/Autore: John Michael Hayes
Colonna sonora: Franz Waxman
Fotografia: Robert Burks
Costumi: Edith Head
Produttore: Alfred Hitchcock, James C. Katz
Produzione: Usa
Genere: Thriller
Durata: 112 minuti

La finestra sul mondo / 24 Novembre 2017 in La finestra sul cortile

Sir Hitchcock utilizza le finestre per vedere il mondo,per scorgerlo nella sua quotidianità, per osservarlo come attento spettatore esterno, che critica ed è disposto ad esser criticato . Pertanto ogni dettaglio è osservabile e osservato, per poi essere discusso e analizzato.
Le numerose scene facenti riferimento al matrimonio, sacramento mediato da troppa impulsività, sono la critica di Hitchcock ad un’istituzione già al tempo ormai sopravvalutata. L’evoluzione della donna, come entità ,oltre che autonoma ed indipendente, consapevole della propria forza , è rappresentata dalle numerose “scene/finestre” nell’appartamento di Jeff.
La solitudine poi viene in qualche modo omaggiata, resa evidente ma non osteggiata, percepita come un momento di conversazione dell’io con il proprio “io”, esclusivo ed altamente escludente ( vedi Jeff con Lisa quando questa vuol vivere insieme al bel James Stewart). Ed infine suggestione, pathos, disillusione, sorpresa: il mix perfetto by Alfred. Unica nota stonata la mancanza di dinamismo nell’azione!

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Il perfetto formicaio / 25 Giugno 2015 in La finestra sul cortile

Che cosa fa di ‘Rear Window’ un capolavoro? Innanzitutto direi il topòs del cortile, perlustrato nella sua interezza da una cinepresa curiosa e mobile come gli occhi di chi scruta la scena. Un’ ampia facciata bucata da finestre spalancate e balconi, una porzione di strada ai margini del campo, un modesto cortile. Un piccolo formicaio di vite che scorrono, focolari domestici di cui si percepisce solo qualche mozzicone di frase o le note di un malinconico pianoforte.
In secondo luogo, direi la posizione privilegiata del protagonista – James Stewart in una tra le più valide interpretazioni della sua onorata carriera – costretto sulla sedia a rotelle da un incidente ma nell’invidiabile condizione di avere una devotissima ricchissima fidanzata (Grace Kelly, raffinata Venere di Hollywood, bella da far commuovere), un gran scialo di tempo libero e un binocolo puntato su questo microcosmo che è praticamente un open cinema dove in ogni finestra viene rappresentato un genere (la commedia, il romance, il drammatico, ovviamente il giallo). Questa posizione privilegiata è dunque immediatamente assunta anche dallo spettatore.
Terzo: l’intrigo al centro della storia, in cui è facile immedesimarsi in virtù di questa stretta condivisione tra spettatore e protagonista, che si sviluppa con una tecnica di “ingolosimento” lento e progressivo, frame by frame. La presenza scenica di un grigio, bolso e circospetto Raymond Burr in questo senso è superlativa, direi wellesiana.
Quarto: ovviamente, il deus ex machina. Alfred Hitchcock al pieno della sua maturazione artistica; oltre alla magnifica intuizione nella scelta del soggetto di Woolrich, il maestro ‘apparecchia’ tutto il profilmico con quella levità e quella accuratezza che solo i grandi cineasti possono avere. Ogni porzione di interno catturata racconta nel dettaglio la situazione, con perfetta sintesi, e in questi mini-set i protagonisti recitano il loro piccolo film muto.
Quinto: il sonoro, che come in ogni buon giallo deve pesare quanto la fotografia; qui abbiamo una sintesi di rumori e voci magistralmente “addestrate” a tenere viva la suspance, oltre alle languide note del Lisa’s Theme di Waxman (che agli ascoltatori di vecchio jazz non può non richiamare in maniera sorprendente il classico standard “Where or when”).

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Un capolavoro / 28 Dicembre 2014 in La finestra sul cortile

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Truffault lo inseriva tra i due preferiti tra i film del maestro Hitchcock, ed in effetti “la finestra sul cortile” si mantiene a distanza di anni un film eccezionale, grazie ad una trama ben strutturata assieme ad un uso impeccabile della scenografia e degli strumenti registici. Un film sullo sguardo, quello dell’obiettivo fotografico, quello del vicino di casa, quello, ovviamente, del regista. Il tutto in un’atmosfera che miscela con mano sapiente dosi di suspance e toni da commedia e lo rende un gioiello da guardare e riguardare.

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24 Gennaio 2014 in La finestra sul cortile

E’ stato molto interessante. Il remake che e stato fatto di recente ha alcuni punti in comune, però non e stato stravolto di molto, secondo me.

3 Marzo 2013 in La finestra sul cortile

C’è James Stewart, e già lì.
C’è Grace Kelly, e quindi ancor dippiù.
C’è un’idea registica geniale, un continuo sguardo voyeuristico, spione, sul cortile e sugli abitanti dei dintorni.
C’è il mistero circa gli eventi della casa di fronte: l’inquilino è uno spietato omicida?
Ossia: geniale.

(unica pecca: Grace Kelly che scavalca un muretto con quell’abito divino. Soffrivo all’idea che lo potesse rovinare in qualche modo)

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