Recensione su Dark Shadows

/ 20126.1742 voti

13 Maggio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ahimé, quanta pochezza.
Ancora una volta, come accade da qualche lungometraggio a questa parte, Burton ha tra le mani il materiale a lui più congeniale e non riesce a manipolarlo come dovrebbe e, in teoria, potrebbe.

In mezzo ad una pletora di personaggi francamente inutili, si muovono, degni di nota, solo il vampiro Barnabas (un Johnny Depp identico, numero di dita a parte, a Bem il mostro umano di nipponica memoria) e la strega Angelique (Eva Green ha un luciferino sorriso scarlatto perfetto per il ruolo).
Mi domando ancora quale sia l’utilità narrativa di personaggi come quello di Jonny Lee Miller o di Helena Bonham Carter: l’uno non causa i subodorati danni economici che la scoperta del tesoro di famiglia presagisce, l’altra -per esempio- non indebolisce il potere di Barnabas (l’ultimo fotogramma, a lei legato, potrebbe suggerire un sequel e allora la sua presenza sarebbe giustificata, ma… lasciamo perdere di questi ipotetici suicidi cinematografici, va).
La matriarca Pfeiffer timbra il cartellino (il suo personaggio ama tuonare rimproveri dalla cima delle scale, pare) e Chloe Moretz, a parte imbastire un inutile happening in cui presenzia uno spento Alice Cooper in playback, passa quasi inosservata (eppure, il suo personaggio, forse più degli altri, promette scintille, all’inizio).

Ho un paio di aggettivi per descrivere velocemente il film in questione, ma è “sciapo” a prevalere.
Non ho ravvisato alcun piacere, né fascinazione, nel guardare questa pellicola francamente zoppicante, in cui licantropi, succhiasangue e fantasmi non blandiscono la fantasia dello spettatore e non lo impauriscono.
In verità, ci sono diverse situazioni buffe: ovviamente, mi riferisco all’ “adeguamento” di Barnabas ai tempi moderni. Purtroppo, anche questo aspetto procede a tentoni, senza una profonda ironia che, invece, pensavo si sarebbe rivelato uno dei punti di forza della storia che, in realtà, si rivela a tratti davvero crudele (es. Victoria/Veronica/Josette sottoposta all’elettroshock, Barnabas che uccide senza scrupoli).
Mi è piaciuta molto la sequenza del viaggio in treno della tata, forse per merito della fotografia, dell’illuminazione e del brano che l’accompagna (Nights in White Satin dei Moody Blues), ma poi il mio entusiasmo è, come si evince dalle mie parole, progressivamente scemato.

Ultimo appunto: non ho mai visto alcuna immagine della serie televisiva a cui Burton si è ispirato, quindi può darsi che le scelte estetiche del film siano profondamente legate ai “limiti” tecnici degli anni Sessanta, una sorta di omaggio, diciamo. Però, il trucco di Depp è davvero eccessivo: sul suo volto, la biacca è quasi tangibile e le ombre sotto i suoi zigomi sembrano tirate con la riga. Carnevalesco.

Ah! Della colonna sonora, ricca ma didascalica, non posso non citare quel pezzone di Cooper (“Questa Alice Cooper è la donna più brutta che abbia mai visto”, dice, più o meno, Barnabas, e lì ho riso) che risponde al titolo di Mr. Nice Guy. Mmmmh mmmmh.

2 commenti

  1. henricho / 17 Maggio 2012

    A propositi, hai visto che nella colonna sonora è incluso il brano Season of the Witch? 😉

  2. Stefania / 17 Maggio 2012

    @enrico: yesssssss e ho anche pensato, rabbuiandomi: “Quasi non si sente” 😉
    Bravo, l’hai assimilata 😀

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