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Recensione su I figli degli uomini

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Un angosciante futuro / 20 ottobre 2015 in I figli degli uomini

Un mondo terribile quello ipotizzato da Alfonso Cuaron, da ben diciotto anni non nasce nessun bambino, il mondo è avvolto da una spirale di violenza, caos, distruzione e morte.
Gli uomini hanno perso fiducia nel prossimo, in sé stessi e nei sentimenti e la morte sembra l’unica soluzione per scappare da questo mondo così terribile(nei supermercati vendono addirittura dei kit per il suicidio).
Ma perché si è giunti a questo? Cosa è successo? Non si sa, Cuaron non ce lo dice, non sappiamo perché non nascano più bambini, perché ci si sia ridotti così, a desiderare come si desidera l’aria che si respira il pianto e il grido di gioia di un bimbo.
Il mondo da lui descritto sembra un collage di tutte le brutture compiute nei secoli dall’essere umano: i campi di concentramento, le dittature, il terrorismo, gli attentai, le guerre civili, l’odio tra popolazioni.
Che tutto questo sia una punizione divina? Oppure è il risultato di un mondo marcio fino al midollo e di cui ci si è sempre fregati e non si è mai fatto nulla per porvi un rimedio?
Cuaron descrive con brutale realismo una società martoriata e angosciata, distrutta e violenta e lo fa davvero bene(la crudeltà di certi gesti e l’efferatezza di alcune situazioni mettono addosso allo spettatore un forse senso di disagio e di ansia).
Ci sono tanti personaggi che popolano l’azione, tanti personaggi portati all’estremo, così come alcune situazioni, così come la violenza che si vede; questo è l’unico difetto di una pellicola bellissima ma allo stesso tempo terribile nella sua attualità.
Durante la visione ti sale dentro un profondo senso di rabbia e di paura e dopo ti viene solo da fare un pensiero, anzi una preghiera: speriamo di non finire tutti quanti così, anche se non è che poi ne siamo tanto lontani.

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