Recensione su Carol

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. / 11 Gennaio 2016 in Carol

C’è una scena, non dirò quando, che nella sua semplicità e perizia tecnica, svetta tra le moltissime perle che Carol regala. In quel frangente Todd Haynes, tanto bravo e puntiglioso quanto raffinato, passa alla camera a spalla, e la scelta è tra le più efficaci dell’intero film. Cambia il mood, cambia lo scenario, gli sguardi delle attrici sono sottolineati meglio e la musica contorna il momento in maniera eccellente. Ecco, questo è solo un assaggio di quello che offre Carol: perizia, grazia, eleganza sopraffina, lusso e un calore intimo e discreto, mascherato dagli algidi paesaggi invernali e dal way of style degli anni 50, ma ben presente negli sguardi di una Rooney Mara bravissima, uno scricciolo tenero prima e una donna forte dopo e di una Blanchett sopraffina, mai così bella e regale. Da vedere assolutamente al cinema per non sminuire il comparto tecnico celestiale: costumi iperchic, fotografia calda, regia, come già detto, di alta classe. La OST è un’altra gemma, e come ogni altro elemento, sprizza eleganza, risaltando con la giusta carica emotiva i momenti importanti del film. La sceneggiatura prende un argomento oggi più comune, ma sempre delicato, lo inserisce in un contesto storico-culturale disagevole assestandosi su una posizione, per come l’ho interpretata io, piuttosto coraggiosa, disfacendo l’accoppiata consolidata donna-madre e regalando apparentemente la felicità a chi la cercava. Ed in questo è un melodramma atipico, che sorprende piacevolmente, lasciando con una sensazione piacevole addosso. Un gran film.

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